Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2585 del 05/02/2020

Cassazione civile sez. VI, 05/02/2020, (ud. 09/10/2019, dep. 05/02/2020), n.2585

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – rel. Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14726-2019 proposto da:

F.P., RICORSO NON DEPOSITATO AL 20/05/2019;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2690/26/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della PUGLIA SEZIONE DISTACCATA DI FOGGIA, depositata il

05/09/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ROSARIA

MARIA CASTORINA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte,

costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016 osserva;

F.P. ha proposto ricorso a questa Corte nei confronti dell’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza n. 2690/2018 emessa dalla CTR della Puglia in procedimento, pendente tra le parti, avente ad oggetto l’impugnazione del silenzio-rifiuto sulla richiesta di rimborso dell’Irap per gli anni dal 2004 al 2008.

Al ricorso ha resistito con controricorso l’Agenzia delle Entrate. Il ricorso è improcedibile ex art. 369 c.p.c., comma 1, per mancato deposito presso la Cancelleria di questa Corte del ricorso notificato. Alla improcedibilità del ricorso consegue che parte ricorrente deve essere condannata alla rifusione delle spese processuali liquidate in dispositivo.

Non essendovi stato deposito del ricorso da parte del ricorrente, non sussistono i presupposti del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

P.Q.M.

La Corte dichiara improcedibile il ricorso;

condanna parte ricorrente al pagamento in favore dell’Agenzia delle Entrate delle spese del presente giudizio, che liquida in Euro 2.300,00 per compensi, oltre alle spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 9 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 febbraio 2020

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