Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25848 del 02/12/2011

Cassazione civile sez. I, 02/12/2011, (ud. 31/10/2011, dep. 02/12/2011), n.25848

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Grazia – Presidente –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

G.P., elettivamente domiciliato in Roma, via Cipro 47, presso

l’avv. Lucia Ricci, rappresentato e difeso dall’avv. Paglione

Benedetto giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate di Lucera in persona del legale rappresentante;

– intimata –

avverso il decreto del Tribunale di Lucera emesso nel procedimento n.

235/07 in data 22.1.2009;

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

31.10.2011 dal Relatore Cons. Carlo Piccininni;

Udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FIMIANI Pasquale che ha concluso per la rimessione degli atti al

Primo Presidente.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

G.P. ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un motivo, cui non ha resistito l’intimato, avverso l’ordinanza con la quale il Presidente del Tribunale di Lucera aveva rigettato l’impugnazione contro il provvedimento di revoca dell’ammissione al beneficio del patrocinio a spese dello Stato.

In particolare il rigetto era stato disposto in ragione del valore complessivo delle vetture di cui il G. era stato proprietario, oltre che del loro costo di mantenimento, dati sulla base dei quali – secondo il giudice del merito – sarebbe stato legittimo desumere che il reddito dell’istante fosse “superiore a quello previsto per la concedibilità del beneficio a spese dello Stato”. Tale valutazione, tuttavia, è stata contestata dal ricorrente, che per l’appunto con il solo motivo di impugnazione ha denunciato violazione del D.P.R. n. 115 del 2002, in ragione del fatto che uno soltanto sarebbe stato il veicolo di sua proprietà (essendo gli altri stati venduti, confiscati o demoliti), che modesto sarebbe stato il relativo valore di mercato tenuto conto della data di immatricolazione e dei chilometri percorsi, che la concedibilità del beneficio sarebbe subordinata alla titolarità di un reddito imponibile – risultante dall’ultima dichiarazione – non superiore a Euro 9.723,84, sicchè la titolarità o il possesso di autoveicoli costituirebbe un dato del tutto ultroneo e fuorviante.

Osserva il Collegio che, come questa Corte ha già avuto modo di affermare, avendo ad oggetto la controversia in esame la legittimità del provvedimento di revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato in procedimento penale (e quindi non l’opposizione al decreto di liquidazione), la cognizione della materia rientra nell’ambito delle competenze delle sezioni penali di questa Corte (C. 11/6840, C. 09/22280, C. 09/19161).

P.Q.M.

Rimette gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione ad una sezione penale.

Così deciso in Roma, il 31 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 2 dicembre 2011

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA