Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25841 del 31/10/2017


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Cassazione civile, sez. III, 31/10/2017, (ud. 11/07/2017, dep.31/10/2017),  n. 25841

Fatto

FATTI DI CAUSA

C.M. ricorre, ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., comma 3, avverso la sentenza del Tribunale di Brescia n. 3 del 2011 che aveva rigettato la domanda di accertamento della responsabilità dell'(OMISSIS) per la caduta della madre sig.ra F., a causa di un tappeto, a detta della danneggiata, attrice in primo grado, occultante il dislivello presente nell’area esterna dell’hotel.

Il primo giudice rigettò la domanda di danni, ritenendo che non fosse stata provata nè l’insidia o trabocchetto nè l’imprevedibilità ed invisibilità dell’alterazione, necessari per accogliere la domanda secondo la giurisprudenza di questa Corte (Cass., 3, n. 11592 del 13/5/2010).

Il giudice d’appello, con ordinanza ex art. 348 bis c.p.c., depositata il 23/4/2013 ed in pari data comunicata via pec al difensore, ha dichiarato inammissibile l’appello del C., successore nel processo alla danneggiata nel frattempo deceduta, per mancanza di alcuna ragionevole probabilità di essere accolto.

Il C. propone ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., comma 3, affidato a due motivi, illustrati da memoria.

Resiste la B.I.T. Bellavista Iniziative Turistiche s.r.l. con controricorso, illustrato da memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Occorre preliminarmente rilevare che il ricorso è inammissibile per tardività, in quanto l’ordinanza d’appello è stata comunicata via pec al difensore in data 23/4/2013, come si evince dal documento n. 6 dello stesso fascicolo di parte ricorrente, ed il ricorso è stato notificato a mezzo posta in data 28/5/2014, dunque ben oltre il termine breve per l’impugnazione decorrente dalla comunicazione dell’ordinanza, ai sensi dell’art. 325 c.p.c., comma 2 e art. 348 ter c.p.c., comma 3.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente alle spese del giudizio, liquidate in Euro 5000 (oltre Euro 200 per esborsi), oltre accessori di legge e spese generali al 15%. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 11 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 31 ottobre 2017

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