Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25832 del 14/12/2016


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Cassazione civile, sez. VI, 14/12/2016, (ud. 27/10/2016, dep.14/12/2016),  n. 25832

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – rel. Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26728-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende;

– ricorrente –

contro

ARCIERI s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE REGINA MARGHERITA 42,

presso lo studio dell’avvocato ANTONIO DE PAOLIS, rappresentata e

difesa dagli avvocati VITO ANTONIO DEPALMA, ANGELO LANNO giusta

mandato a margine del controricorso;

– intimata –

avverso la sentenza n. 924/13/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della PUGLIA, depositata il 18/04/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA CRUCITTI.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Nella controversia concernente l’impugnazione da parte della Arcieri s.r.l. di cartella di pagamento portante IRAP per l’anno di imposta 2006, la C.T.R. della Puglia, con la sentenza indicata in epigrafe, in parziale accoglimento dell’appello della contribuente, riformava la decisione di primo grado di rigetto del ricorso, dichiarando la nullità della cartella impugnata, evidenziando che la possibilità per il contribuente di emendare la dichiarazione allegando errori di fatto o di diritto commessi nella sua redazione è esercitabile non solo nei limiti in cui la legge prevede il diritto al rimborso ma anche in sede contenziosa per opporsi alla maggiore pretesa dell’amministrazione.

Avverso la sentenza ricorre, su unico motivo, l’Agenzia delle Entrate.

La contribuente resiste con controricorso.

Equitalia Sud s.p.a. non ha svolto attività difensiva.

A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c. è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituali comunicazioni.

Il Collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

L’unico motivo – con il quale si deduce la violazione del D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8 e 8 bis – è inammissibile per inconferenza al decisum laddove la C.T.R. ha fondato la sua decisione su diversa ed autonoma ratio decidendi ovvero la possibilità, legittimamente utilizzata (cfr. Cass. SS.UU. n. 13378/2016) dalla contribuente, di opporsi alla maggiore pretesa tributaria, in sede contenziosa.

Ne consegue il rigetto del ricorso e la condanna della ricorrente, soccombente, al pagamento, in favore della controricorrente, alle spese del giudizio liquidate come in dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Condanna l’Agenzia delle Entrate al pagamento in favore della controricorrente delle spese processuali liquidate in complessivi Euro 1.200, oltre rimborso forfetario nella misura del 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 27 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 14 dicembre 2016

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