Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25824 del 31/10/2017


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Cassazione civile, sez. III, 31/10/2017, (ud. 20/06/2017, dep.31/10/2017),  n. 25824

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHIARINI Maria Margherita – Presidente –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. SESTINI Danilo – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

Dott. MOSCARINI Anna – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 131/2015 proposto da:

C.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TREMITI 10,

presso lo studio dell’avvocato ANNALISA PACE, rappresentato e difeso

dall’avvocato UBERTO DI PILLO giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

CO.UG., elettivamente domiciliato in ROMA, V. VENTI SETTEMBRE

3, presso lo studio dell’avvocato DONATELLA ROSSI, rappresentato e

difeso dall’avvocato ANTONIETTA LIBERATA PACE, giusta procura in

calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 192/2014 del TRIBUNALE di SULMONA, depositata

il 14/05/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

20/06/2017 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI;

Dato atto che il Collegio ha disposto la motivazione semplificata.

Fatto

RILEVATO

che:

pronunciando sull’appello proposto da C.G. avverso la sentenza n. 33/2013 del Giudice di Pace di Sulmona depositata in data 28.1.2013, il Tribunale ha dichiarato l’inammissibilità dell’impugnazione sul rilievo che il termine lungo semestrale era scaduto il 27.7.2013, mentre il ricorso era stato depositato in data 1.8.2013;

il C. ha proposto ricorso per cassazione, articolato in due motivi, con cui ha dedotto “errores in procedendo e/o violazione e falsa applicazione dell’art. 327 c.p.c., art. 360 c.p.c., n. 3” (primo motivo) e “errores in procedendo e/o violazione e falsa applicazione degli artt. 165 e 347 c.p.c., ex art. 360 c.p.c., n. 3” (secondo);

il ricorrente ha rilevato che l’atto di citazione in appello era stato notificato tempestivamente, in data 25.7.2013, e che il Tribunale aveva erroneamente fatto riferimento alla successiva data del deposito, come se si fosse trattato di appello da proporsi nelle forme del ricorso;

il controricorrente Co. ha dichiarato di “rimettersi alle valutazioni della… Corte”, pur sottolineando l’esistenza di ulteriori profili di inammissibilità dell’appello.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

trattandosi di controversia sottoposta a rito ordinario, l’appello doveva essere proposto – così come avvenuto – a mezzo di atto di citazione;

la tempestività dell’impugnazione dev’essere pertanto verificata in riferimento alla data di notifica dell’atto e non in relazione al suo successivo deposito;

il Tribunale ha dunque errato nel considerare la data del deposito (dell’atto notificato) anzichè quella della notificazione dell’impugnazione, che – dal riscontro ex actis – risulta effettivamente avvenuta in data 25.7.2013, entro il termine semestrale di cui all’art. 327 c.p.c.;

accolto pertanto il primo motivo (con assorbimento del secondo), deve cassarsi la sentenza con rinvio al Tribunale, in persona di altro magistrato, che provvederà anche sulle spese di lite.

PQM

La Corte accoglie il primo motivo, dichiarando assorbito il secondo, cassa e rinvia, anche per le spese di lite, al Tribunale di Sulmona, in persona di altro magistrato.

Così deciso in Roma, il 20 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 31 ottobre 2017

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