Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2578 del 03/02/2011

Cassazione civile sez. trib., 03/02/2011, (ud. 14/12/2010, dep. 03/02/2011), n.2578

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – rel. Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

A.F., elettivamente domiciliato in Roma, via Boezio

n. 16, presso lo Studio di Consulenza Giuridico Tributaria,

rappresentato e difeso dagli avv.ti Lupi Raffaello e Claudio

Lucisano, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio

n. 169/37/06, depositata il 3 ottobre 2007.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14 dicembre 2010 dal Relatore Cons. Dr. Biagio Virgilio;

udito l’avv. Raffaello Lupi per il controricorrente;

udito il P.G., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

Tommaso Basile, il quale ha concluso in conformità alla relazione ex

art. 380 bis c.p.c..

La Corte:

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Che, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio n. 169/37/06, depositata il 3 ottobre 2007, con la quale è stato dichiarato inammissibile l’appello dell’Ufficio in quanto notificato all’appellato, A.F. (non costituitosi in giudizio), presso il procuratore costituito in primo grado, il quale, tuttavia, non era anche domiciliatario del contribuente.

L’ A. resiste con controricorso.

2. Il primo assorbente motivo di ricorso, con il quale l’Agenzia denuncia la violazione dell’art. 330 c.p.c. (ritenuto applicabile anche al processo tributario), sostenendo la validità della notifica effettuata presso il procuratore non domiciliatario, appare manifestamente fondato, alla luce del principio affermato dalle Sezioni unite di questa Corte con la sentenza n. 29290 del 2008, secondo il quale l’art. 330 cit., nella parte in cui dispone l’eseguibilità della notifica dell’impugnazione presso il procuratore costituito, è applicabile al processo tributario in quanto la specifica previsione normativa in tema di notificazioni contenuta nel D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 17, secondo la quale la notifica deve eseguirsi (salvo quella a mani proprie) nel domicilio eletto o, in mancanza, nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all’atto della costituzione in giudizio, costituisce eccezione all’art. 170 cod. proc. civ. (relativo alle sole notificazioni endoprocessuali) e non all’art. 330 cod. proc. civ., invece applicabile in virtù del richiamo contenuto nel D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 1, comma 2, e art. 49, alle norme processuali codicistiche, non costituendo ostacolo, all’introduzione della notifica dell’impugnazione presso il procuratore costituito, la non obbligatorietà, nel processo tributario, della rappresentanza processuale da parte del procuratore ad litem, in quanto tale rappresentanza, non essendo vietata, è facoltativa.

3. Pertanto, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per manifesta fondatezza del primo motivo, assorbito il secondo”;

che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati delle parti;

che non sono state presentate conclusioni scritte da parte del p.m., mentre ha depositato memoria il controricorrente.

Considerato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione, aggiungendo, in ordine alle argomentazioni svolte nell’anzidetta memoria, che l’affermazione, contenuta nella sentenza delle Sezioni unite sopra richiamata, secondo cui il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 17 “costituisce eccezione alla sola disposizione di cui all’art. 170 c.p.c.”, esclude la conseguenza paventata dal controricorrente, cioè che anche la notificazione delle sentenze delle commissioni tributarie, ai fini della decorrenza del termine breve di impugnazione, possa essere effettuata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 170 e 285 c.p.c., presso il procuratore costituito non domiciliatario, dovendo ritenersi in tal caso applicabile la disciplina speciale dettata dal citato art. 17;

che, pertanto, riaffermato il principio di diritto sopra richiamato, va accolto il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, la sentenza impugnata deve essere cassata e la causa rinviata ad altra sezione della Commissione tributaria regionale del Lazio, la quale procederà a nuovo esame della controversia, uniformandosi al detto principio, oltre a provvedere in ordine alle spese anche del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale del Lazio.

Così deciso in Roma, il 14 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 3 febbraio 2011

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