Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25768 del 13/11/2020

Cassazione civile sez. III, 13/11/2020, (ud. 08/09/2020, dep. 13/11/2020), n.25768

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 32436/2018 proposto da:

Igb S.r.l., in persona del legale rappresentante in carica,

domiciliato in Roma, presso la Cancelleria civile della Corte di

Cassazione, rappresentato e difeso dall’avvocato Bressan Elisabetta;

– ricorrente –

contro

Hypo Alpe Adria Bank Spa, in persona del legale rappresentante in

carica, domiciliato in Roma, presso la Cancelleria civile della

Corte di Cassazione, rappresentato e difeso dall’avvocato Campeis

Giovanni

Battista;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

08/09/2020 da Dott. Cristiano Valle, osserva:

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

I) La IGB S.r.l., quale utilizzatrice in un contratto di leasing immobiliare – capannone industriale da realizzare – agì in giudizio contro la concedente Hypo Alpe Adria Bank S.p.a. davanti al Tribunale di Udine, lamentando – tra l’altro – l’indeterminatezza o indeterminabilità del tasso, ancorato all’Euribor maggiorato di 1,30 punti, di cui al punto n. 7 del contratto.

I.1) La domanda venne in parte accolta dal Tribunale, all’esito di una consulenza tecnico contabile di ufficio.

1.2) La sentenza venne impugnata dalla IGB S.r.l., la quale chiese alla Corte d’appello di Trieste che la componente di interessi inclusa nelle rate di leasing dovute alla HAAB S.p.a. fosse determinata o ai sensi del D.Lgs. 10 settembre 1993, art. 117, comma 7, (e dunque il tasso nominale minimo dei buoni ordinari del tesoro annuali emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto o, se più favorevoli per il cliente, emessi nei dodici mesi precedenti lo svolgimento dell’operazione), ovvero, in subordine, al saggio legale.

1.3) La Corte territoriale dichiarò, sul punto, inammissibile la domanda.

1.4) La sentenza d’appello, su ricorso di IGB S.r.l., venne riformata da questa Corte, con sentenza n. 10392 del 27/04/2017, di cassazione con rinvio sulla statuizione d’inammissibilità dell’indeterminatezza (o indeterminabilità).

1.5) A seguito del disposto rinvio la Corte territoriale ha pronunciato sentenza n. 00535 del 05/10/2018.

1.6) Avverso detta sentenza propone ricorso, con atto affidato a tre motivi la IGB S.r.l.

1.7) Resiste con controricorso la HAAB S.p.a.

1.8) Il P.G. non ha presentato conclusioni.

1.9) La sola parte ricorrente ha depositato memoria per l’adunanza camerale.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

II) I motivi di ricorso di IGB S.r.l.

II.1) Il primo motivo di ricorso deduce nullità della sentenza ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per violazione o falsa applicazione dell’art. 1284 c.c., per non averne la Corte d’Appello ritenutone l’operatività ai contratti di leasing traslativi.

II.1) Il secondo mezzo propone censura di nullità della sentenza ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 per violazione o falsa applicazione dell’art. 1284 c.c., in relazione alla mancata pattuizione scritta degli interessi.

11.3) Il terzo e ultimo motivo afferma vizio di omesso esame ossia di nullità ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in considerazione dell’anomalia motivazionale risultante dal testo della sentenza.

III) Ragioni di economia processuale, sulla base del criterio della cd. ragione più liquida, inducono a scrutinare per primo il secondo motivo di ricorso, su indeterminabilità del tasso, inteso come controprestazione del leasing, a prescindere dalla sua qualificazione come traslativo o di godimento.

III.1) La Corte territoriale esclude che al leasing finanziario si applichi l’art. 1284 c.c. e, comunque, statuisce che il tasso sia idoneamente pattuito.

III.2) Il motivo di ricorso all’esame non incorre in vizio di inammissibilità per carenza di specificità o aspecificità o autosufficienza, in quanto esso, letto in relazione alla sentenza di rinvio, n. 10392 del 2017, soddisfa i requisiti di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 6.

III.3) La ragione più liquida è ravvisabile nella circostanza che questa Corte si è già pronunciata, come detto, nella presente controversia, con sentenza n. 10392 del 27/04/2017, affermando testualmente (alla pag. 6):

“1.3. Nel merito, il motivo è fondato.

Con l’atto d’appello la IGB ha in sostanza allegato di avere stipulato un contratto di leasing, e di avere pagato alla società concedente delle rate di leasing il cui importo includeva una aliquota di interessi corrispettivi calcolati dalla banca in misura ultralegale, ma in assenza di una valida pattuizione per iscritto. Chiese pertanto che, in sostituzione degli interessi concretamente applicati dalla banca al contratto di leasing, la somma per tale titolo dovuta fosse rideterminata in base al saggio legale. Giusta o sbagliata che fosse tale allegazione in punto di diritto, essa non poteva dirsi inammissibile per le ragioni già esposte, sicchè la Corte d’appello avrebbe dovuto pronunciarsi sul merito di essa.”

111.4) La Corte territoriale, investita nuovamente della decisione ha, con la sentenza gravata in questa sede, ritenuto che la determinazione del tasso d’interesse mediante riferimento al tasso cd. Euribor aumentato di 1,30 punti, di cui al contratto di leasing sia satisfattiva della pattuizione in forma scritta del tasso d’interesse (pag. 9 e 10 della motivazione della sentenza d’appello n. 00535 del 05/10/2018).

111.5) L’assunto non può, tuttavia, essere condiviso.

111.6) La questione sollevata con il secondo mezzo è fondata, atteso che, come esattamente riportato nel ricorso di IGB S.r.l., alla pag. 17 in nota, già il consulente tecnico di ufficio in primo grado aveva evidenziato l’indeterminabilità del tasso.

La giurisprudenza di questa Corte ha, inoltre di recente affermato l’insufficienza del generico riferimento, nel testo contrattuale, al tasso cd. “top rate”, concretamente specificato solo in un avviso sintetico redatto dalla banca ed esposto al pubblico (Cass. n. 17110 del 26/06/2019 Rv. 654281 – 01, nonchè, con specifico riferimento al disposto dell’art. 1284 c.c., comma 3, Cass. n. 26173 del 18/10/2018 Rv. 650780 – 01).

Il Collegio, alla luce del detto orientamento, ritiene che il richiamo al tasso Euribor (acronimo di Euro Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in Euro) maggiorato del 1,30 punti di cui al contratto di leasing, intercorso tra le parti, sia sostanzialmente elusivo del disposto dell’art. 1346 c.c. e non soddisfi il requisito di necessaria pattuizione per iscritto di cui all’art. 1284 c.c., comma 3. Il tasso Euribor non è, infatti, un tasso adeguatamente determinabile, in quanto oscillante in funzione del tempo e risultante da un coacervo di dati, di difficile determinazione e finanche determinabilità.

111.7) Il secondo motivo del ricorso è, pertanto, fondato.

IV) Il primo e il terzo motivo sono assorbiti.

V) Il ricorso è accolto.

V.1) La sentenza impugnata è, pertanto,, cassata e la causa è rinviata – in quanto è necessario procedere a accertamento di fatto, precluso in questa sede di legittimità – alla stessa Corte di Appello di Trieste, in diversa composizione, che nel procedere a nuovo esame si atterrà a quanto in questa sede affermato e provvederà, altresì, sulle spese di questo giudizio di legittimità.

VI) Conformemente al recente enunciato della giurisprudenza nomofilattica (Sez. U n. 04315 del 20/02/2020 Rv. 657198 – 04), ricorrendo ipotesi di accoglimento del ricorso, non deve darsi atto della sussistenza dei presupposti per il cd. raddoppio del contributo unificato.

PQM

accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbiti i restanti;

cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa alla Corte di Appello di Trieste, in diversa composizione, anche per le spese di questo giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 8 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 13 novembre 2020

 

 

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