Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25761 del 13/11/2020

Cassazione civile sez. trib., 13/11/2020, (ud. 14/07/2020, dep. 13/11/2020), n.25761

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRUCITTI Roberta – Presidente –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – rel. Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello Maria – Consigliere –

Dott. VENEGONI Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 2593/2014 R.G. proposto da:

S.F., rappresentato e difeso, per procura speciale in

atti, dall’Avv. Giuseppe Cristiano, con domicilio eletto presso il

Dott. Gianfranco Macigno in Roma CORSO DELLA D. GENOVA, n.191;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore Generale pro tempore,

rappresentata e difesa ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato,

con domicilio in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Sicilia- sezione staccata di Siracusa, n. 236/16/2013, depositata il

12 luglio 2013.

e sul ricorso riunito iscritto al n. 2595/2014 R.G. proposto da:

S.F., rappresentato e difeso, per procura speciale in

atti, dall’Avv. Giuseppe Cristiano, con domicilio eletto presso il

Dott. Gianfranco Macigno in Roma, n. 191;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore Generale pro tempore,

rappresentata e difesa ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato,

con domicilio in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Sicilia- sezione staccata di Siracusa, n. 235/16/2013, depositata il

12 luglio 2013.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 14 luglio

2020 dal Consigliere Dott. Cataldi Michele;

 

Fatto

RILEVATO

che:

1.L’Agenzia delle Entrate aveva notificato a S.F. un avviso d’accertamento con il quale, preso atto degli incrementi patrimoniali realizzati dallo stesso nel periodo compreso tra gli anni 2005 e 2009, aveva sinteticamente determinato il maggior reddito del contribuente, relativamente all’anno d’imposta 2005, ai fini Irpef, liquidando la maggior imposta dovuta, con i relativi accessori e con le correlate sanzioni.

2. Il contribuente ha proposto ricorso avverso l’accertamento dinnanzi la Commissione tributaria provinciale di Siracusa, che lo ha respinto.

3. Il contribuente ha impugnato quindi la sentenza di primo grado dinnanzi la Commissione tributaria regionale della Sicilia- sezione staccata di Siracusa, che, con la sentenza n. 236/16/2013, depositata il 12 luglio 2013, ha rigettato l’appello.

4.11 contribuente ha allora proposto ricorso per la cassazione della predetta sentenza d’appello, affidato a sei motivi, che ha assunto il n. 2593/2014 R.G.

5.L’Ufficio si è costituito con controricorso.

6. Il ricorrente ha depositato memoria.

7.L’Agenzia delle Entrate aveva altresì notificato a S.F. un ulteriore avviso d’accertamento con il quale, preso atto degli stessi incrementi patrimoniali, aveva sinteticamente determinato il maggior reddito del contribuente anche relativamente all’anno d’imposta 2006, ai fini Irpef, liquidando la maggior imposta dovuta, con i relativi accessori e con le correlate sanzioni.

8. Il contribuente ha proposto ricorso anche avverso tale secondo accertamento dinnanzi la Commissione tributaria provinciale di Siracusa, che lo ha respinto.

9. Il contribuente ha impugnato quindi anche tale sentenza di primo grado dinnanzi la Commissione tributaria regionale della Sicilia-sezione staccata di Siracusa, che, con la sentenza n. 235/16/2013, depositata il 12 luglio 2013, ha rigettato l’appello.

10. Il contribuente ha infine proposto ricorso per la cassazione della predetta sentenza d’appello, affidato a sei motivi, che ha assunto il n. 2595/2014 R.G.

11. L’Ufficio si è costituito con controricorso.

12. I due ricorsi, chiamati alla medesima camera di consiglio del 14 luglio 2014, sono stati riuniti.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1.Preliminarmente, sussistono i presupposti della riunione del ricorso n. 2595/2014 R.G. a quello ill n. 2593/2014 R.G., richiesta anche dal ricorrente, per connessione soggettiva ed oggettiva tra i due giudizi.

2.Sempre preliminarmente, deve darsi atto che il ricorrente, con memoria depositata nel giudizio n. 2593/2014 R.G., oltre a sollecitare la riunione tra i due ricorsi, ha premesso di avere aderito, con riferimento ai “crediti oggetto delle cartelle esattoriali “rottamate” relative a debiti tributari relativi sia all’anno 2005 che all’anno 2006″ alla definizione agevolata di cui al D.L. n. 193 del 2016, art. 6, convertito con modificazioni dalla L. n. 225 del 2016, impegnandosi a rinunciare ai giudizi pendenti aventi ad oggetto i relativi carichi, e provvedendo nei termini a versare la somma complessivamente dovuta ai fini della predetta definizione. Pertanto, il ricorrente ha chiesto la dichiarazione dell’estinzione di ambedue i giudizi riuniti.

Dall’esame dei documenti allegati alla memoria, relativi alla dedotta definizione agevolata, se è possibile verificare che gli estremi dei giudizi pendenti indicati (con assunzione dell’impegno del contribuente alla rinuncia agli stessi) nella dichiarazione di adesione coincidono con i ricorsi riuniti qui sub iudice, non si ricavano tuttavia dati idonei anche a riconnettere le cartelle di pagamento, menzionate nella conseguente comunicazione dell’agente della riscossione, agli avvisi d’accertamento controversi in questa sede.

Tanto premesso, deve tuttavia rilevarsi che la richiesta esplicita del contribuente di dichiarare l’estinzione di ambedue i giudizi riuniti, oggetto della predetta dichiarazione e del relativo impegno alla rinuncia, manifesta comunque inequivocabilmente il sopravvenuto venir meno dell’interesse del ricorrente rispetto ai due ricorsi, che vanno pertanto dichiarati inammissibili.

3.In conseguenza delle ragioni della sopravvenuta carenza d’interesse del ricorrente, si compensano le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Dichiara l’inammissibilità sopravvenuta dei ricorsi e compensa le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 14 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 13 novembre 2020

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