Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2575 del 04/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 04/02/2010, (ud. 15/12/2009, dep. 04/02/2010), n.2575

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del legale rapp.te pro tempore,

domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato che lo rappresenta e difende per legge;

– ricorrente –

contro

L.R.;

– intimato –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria

Regionale della Calabria n. 258/1/06 depositatali 17/10/2006;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

giorno 15/12/2009 dal Consigliere Relatore Dott. IACOBELLIS Marcello;

viste le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale, Dott. PRATIS, che ha concluso aderendo alla relazione.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L’Amministrazione ricorre per la cassazione della sentenza in epigrafe che, confermando la decisione di primo grado, ha accolto il ricorso della contribuente avverso un avviso di accertamento per imposte di registro e INVIM. L’intimato non ha svolto difese. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c.. Il presidente ha fissato l’udienza del 15/12/2009 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso l’Amministrazione censura l’impugnata decisione per avere la Commissione tributaria regionale rilevato d’ufficio l’intervenuta decadenza in cui sarebbe l’Amministrazione omettendo di comunicare alla contribuente la liquidazione dell’importo per il condono.

La censura è fondata. Premesso che non risulta dall’impugnata decisione che la questione della decadenza sia stata sollevata in giudizio dalla contribuente, la decisione impugnata che ha rilevato d’ufficio la mancata comunicazione della liquidazione del condono, traendone la conseguenza della intervenuta decadenza, pone in contrasto con la giurisprudenza della Corte che ha già affermato il principio secondo cui “In materia tributaria, la decadenza dell’amministrazione finanziaria dall’esercizio di un potere nei confronti del contribuente, in quanto stabilita in favore e nell’interesse esclusivo quest’ultimo in materia di diritti da esso disponibili, configura eccezione in senso proprio che in sede giudiziale, deve essere dedotta dal contribuente, non potendo essere rilevata d’ufficio dal giudice” (Cassazione civile, sez. trib., 11 dicembre 2006, n. 26361).

L’accoglimento del primo motivo comporta l’assorbimento di quelli ulteriori volti a contestare l’intervenuta decadenza.

Consegue da quanto sopra la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio, anche per le spese di questo grado, ad altra sezione della CTR della Calabria.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di questo grado, ad altra sezione della CTR della Calabria.

Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 4 febbraio 2010

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