Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2569 del 02/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Sent. Sez. 5 Num. 2569 Anno 2018
Presidente: CHINDEMI DOMENICO
Relatore: MONDINI ANTONIO

SENTENZA
sul ricorso 10978-2013 proposto da:
CANZANELLA GIUSEPPE, elettivamente domiciliato in ROMA
VIA LATINA 20, presso lo STUDIO BEC & ASSOCIATI,
rappresentato e difeso dall’avvocato ROBERTO RONGIANNI
giusta delega a margine;
– ricorrente 2018
57

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende;
– resistente con atto di costituzione –

Data pubblicazione: 02/02/2018

avverso la sentenza n. 176/2012 della COMM.TRIB.REG.
di ROMA, depositata il 07/03/2012;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 10/01/2018 dal Consigliere Dott. ANTONIO
MONDINI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore

il rigetto del ricorso;
udito per il ricorrente l’Avvocato BONGIANNI che si
riporta agli atti.

Generale Dott. FEDERICO SORRENTINO che ha concluso per

Fatti della causa
1. Giuseppe Crizanella ricorre, con due motivi, per la cassazione della
,f76 de< sentenza n.06/03/2012 dep, 7 marzo 2012, con la quale la commissione tributaria regionale del Lazio, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato la legittimità dell'avviso di liquidazione delle imposte di registro ipotecaria e catastale, notificato ad esso ricorrente, in revoca delle agevolazionitesi espressa dall'amministrazione finanziaria, confermata dalla Commissione regionale- di dimensioni superiori a 240 mq e dunque di lusso, ai sensi dell'articolo 6 del d.m. Lavv. Pubb., 2 agosto 1969, e come tale escluso dal beneficio. MOTIVI DELLA DECISIONE 1. Con i due motivi di ricorso, il Canzanella deduce, rispettivamente: 1.1. in relazione all'art. 360, 10 co., n. 4, cod. proc. civ., che la sentenza impugnata sia nulla per violazione degli artt. 14 e 29 del d.lgs. 546/92, in quanto resa in mancanza di partecipazione al giudizio dell'alienante, da considerarsi litisconsorte necessario, e senza disporre la riunione di tale giudizio con quello proposto contro l'avviso di liquidazione, dal medesimo alienante; 1.2. in relazione all'art. 360, 1° co., n. 5, cod. proc. civ., che la sentenza sia viziata da contraddittorietà della motivazione per avere la commissione tributaria regionale errato sia nel ritenere le due stime esibite dagli uffici finanziari a sostegno della tesi per cui l'immobile in questione aveva dimensioni tali da dover essere considerato di lusso, più attendibili rispetto alla perizia di parte di esso ricorrente, sia nel ritenere che le risultanze delle suddette stime non erano state contestate in modo puntuale da esso ricorrente quando invece, dalle produzioni del giudizio di primo grado, risultava che l'intero procedimento valutativo dell'ufficio finanziario era stato contestato in modo tale da smentirne le conclusioni. 2. I motivi di ricorso non sono fondati. 3. Riguardo al primo si osserva che, sebbene sul piano sostanziale il venditore"prima casa" fruite per l'acquisto di un immobile risultato essere -secondo lae l'acquirente siano tenuti in solido, ai sensi dell'art. 57 del d.lgs. 131 del 1986 e dell'art. 11 del d.P.R. n. 347 del 1990, al pagamento per intero delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, in caso di revoca dei benefici per l'acquisto della prima casa, quando la revoca sia dovuta -come nel caso di specie- ad elementi oggettivi del contratto stipulato tra le parti (Cass., 3 febbraio 2017, n.2889), ciò tuttavia non determina, sul piano processuale, il litisconsorzio necessario tra acquirente e venditore né la necessità di riunire i procedimentiliquidazione, a pena di nullità delle relative sentenze; il rapporto di solidarietà non determina, infatti, l'inscindibilità della causa tra più soggetti nel senso inteso dal d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 14, comma 1 - il quale postula che la fattispecie costitutiva dell'obbligazione, risultante dai contenuti concreti dell'atto autoritativo impugnato, sia connotata da elementi comuni ad una pluralità di soggetti e che l'impugnazione proposta da uno o più degli obbligati investa direttamente siffatti elementi (Cass. n. 24063/2011; n. 24098/2014; ord. n. 15958/2015); né in senso contrario è conferente il richiamo, contenuto in ricorso, alle sentenze di questa Corte n. 14815/2008 e n.1052/07, posto che entrambe si riferiscono a casi di processi caratterizzati da inscindibilità dell'oggetto (la prima, al caso di processo avente ad oggetto un atto di rettifica, fondato su un accertamento unitario, delle dichiarazioni dei redditi di una società di persone e dei soci con conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili, impugnato ; la seconda -sulla cui inconferenza rispetto a fattispecie del tutto analoghe a quella di cui si tratta, hanno posto l'accento le già citate pronunce n. 24063/2011 e n.24098/2014- si riferisce non ad un atto involgente i rapporti tra cedente e cessionario ma ad un atto di accertamento di valore determinato unitariamente con ripartizione proporzionalmente tra i singoli lotti il valore complessivo accertato). 4. Riguardo al secondo motivo di ricorso si osserva che con esso, in entrambe le relative articolazioni (v. sopra punto 1.2.), il ricorrente non denuncia, in effetti, la contraddittorietà della motivazione della sentenza impugnata -il ricorrente non dice, cioè, che a base della decisione sono stati posti più argomenti in contrasto irriducibile tra loro talché risulta impossibileda essi iniziati separatamente contro la revoca e i conseguenti avvisi dicomprendere come sia stato possibile giungere alla decisione stessa; del resto non avrebbe potuto dirlo visto che la sentenza è coerentemente motivata sulla scorta delle valutazioni contenute nelle due stime dell'immobile redatte dalla amministrazione il 4 marzo 2009 e il 15 febbraio 2008, criticamente vagliate e recepite dalla commissione tributaria regionale del Lazio con la sottolineatura che le risultanze del confronto tra la seconda e la prima stima non erano state oggetto di puntuale contestazione-, ma fa valere una valutazione diversa e, aemergenze istruttorie acquisite nella fase di merito, mirando così inammissibilmente a trasformare il controllo di legittimità demandato a questa Corte in un terzo grado di giudizio sul merito della causa. 5. Il ricorso va dunque respinto. 6. Niente sulle spese in assenza di attività difensiva dell'amministrazione. 7. Il rigetto del ricorso comporta, ai sensi dall'art. 13, comma 1-quater del d.P.R. n. 115 dei 2002, l'obbligo, per il ricorrente, del versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso. PQM la Corte rigetta il ricorso proposto da Giuseppe Canzaneila avverso la sentenza it-69h2e della Commissione tributaria regionale del Lazío, nn6/03/2012 d4P.7 marzo 2012; niente sulle spese in assenza di attività difensiva dell'amministrazione; dà atto dell'obbligo, a carico del ricorrente, di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso. Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del 10 gennaio 2108.sua opinione, più corretta rispetto a quella effettuata dalla commissione, delle

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA