Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25644 del 14/12/2016


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Cassazione civile, sez. VI, 14/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.14/12/2016),  n. 25644

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8239-2016 proposto da:

G.A., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

GIUSEPPI BUSCAINO giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

PREFETTURA DI PALERMO;

– intimata –

avverso l’ordinanza del GIUDICI DI PACI. di PALERMO, emessa il

07/01/2016 e depositata il 08/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO RAGONESI;

udito l’Avvocato Raffaele Sperati (delega verbale avvocato Giuseppe

Buscaino), per il ricorrente, che si riporta ai motivi del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte rilevato che sul ricorso n. 8239/16 proposto da G.A. nei confronti del Prefetto di Palermo il consigliere relatore ha depositato ex art. 380 bis c.p.c. la relazione che segue.

Il relatore Cons. Ragonesi, letti gli atti depositati, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. osserva quanto segue.

G.A. ha presentato ricorso per cassazione avverso l’rdinanza emessa dal Giudice di Pace di Palermo che aveva sospeso l’secutività del decreto di espulsione a suo carico in attesa della decisione della Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale disponendone il trattenimento all’interno del CIE.

Con l’unico motivo il ricorrente censura tale pronuncia per violazione di legge e per la non corretta applicazione di principi costituzionali e convenzionali.

Il ricorso è fondato.

Questa Corte in materia di immigrazione ha già avuto modo di stabilire che non può essere disposta dal giudice di pace la proroga del trattenimento di un cittadino straniero presso un centro d’identificazione ed espulsione, quando il provvedimento espulsivo che ne costituisce il presupposto sia stato, ancorchè indebitamente, sospeso, dal momento che il sindacato giurisdizionale, pur non potendo avere ad oggetto la validità dell’espulsione amministrativa, deve rivolgersi alla verifica dell’esistenza ed efficacia della predetta misura coercitiva (Cass. 11442/14; Cass. 20869/10).

Ricorrono i requisiti di cui all’art. 375 c.p.c. per la trattazione in camera di consiglio.

PQM.

Rimette il processo al Presidente della sezione per la trattazione in Camera di Consiglio.

Roma 28.06.2016.

Il Cons. relatore”.

Considerato:

che non emergono elementi che possano portare a diverse conclusioni di quelle rassegnate nella relazione di cui sopra;

che pertanto il ricorso va accolto con conseguente cassazione dell’ordinanza impugnata e, sussistendo le condizioni di cui all’art. 384 c.p.c., si dispone l’annullamento del provvedimento amministrativo impugnato. Alla soccombenza segue la condanna dell’Amministrazione intimata al pagamento delle spese di giudizio.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa senza rinvio l’ordinanza impugnata e, decidendo nel merito annulla il provvedimento amministrativo impugnato; condanna l’amministrazione intimata al pagamento delle spese di giudizio liquidate in Euro 2000,00 per onorari oltre Euro 100,00 per esborsi oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 12 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 14 dicembre 2016

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