Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25574 del 27/10/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 27/10/2017, (ud. 14/06/2017, dep.27/10/2017),  n. 25574

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. RANALDI Alessandro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 21188/2013 proposto da:

D.F. & C. SRL in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA LUNGOTEVERE DEI

MELLINI 17, presso lo studio dell’avvocato ORESTE CANTILLO,

rappresentato e difeso dall’avvocato CARLO NUNZIANTE CESARO, giusta

delega a margine;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

COMUNE DI MONTECORVINO PUGLIANO in persona del Sindaco pro tempore,

domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la cancelleria della CORTE

DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’Avvocato ANNA MELE giusta

delega in calce;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 354/2012 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di

SALERNO, depositata il 04/06/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

14/06/2017 dal Consigliere Dott. ALESSANDRO RANALDI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GIACALONE Giovanni, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La controversia trae origine da tre avvisi di accertamento/rettifica ICI del Comune di Montecorvino Pugliano (SA) nei confronti della S.r.l. D.F. & c., notificati il 13.11.2007, per gli anni di imposta 2003, 2004 e 2005. Con tali avvisi l’ente locale accertava l’omesso pagamento della metà dell’importo dovuto dal contribuente per ICI relativa ad un complesso immobiliare di proprietà del predetta S.r.l.. La società impugnava gli avvisi di accertamento con distinti atti di ricorso dinanzi alla CTP di Salerno, sostenendo la decadenza del termine di accertamento e comunque l’inagibilità dell’immobile; la Commissione li rigettava con distinti provvedimenti.

2. Con sentenza del 14.5.2012 la CTR di Napoli – sez. staccata di Salerno, riuniti gli appelli proposti dalla S.r.l. D., li rigettava, dichiarando la legittimità degli avvisi di accertamento impugnati.

3. La Società chiede la cassazione della sentenza di appello, con ricorso affidato a tre motivi.

4. L’intimato Comune resiste con controdeduzioni.

5. L’intimata Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo la società ricorrente lamenta violazione di legge per decadenza dal potere impositivo. Deduce che quantomeno in relazione alle annualità d’imposta 2003 e 2004 i relativi avvisi di accertamento/liquidazione devono essere dichiarati illegittimi in quanto tardivi.

Il motivo è fondato solo in relazione all’anno di imposta 2003, posto che la disciplina introdotta dalla L. n. 296 del 2006 (vedi dell’art. 1, comma 171) ha previsto l’applicabilità delle nuove disposizioni – con cui sono stati prolungati i termini di decadenza per gli accertamenti ICI dal terzo al quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati (vedi dell’art. 1, comma 161) – ai rapporti tributari “pendenti”, vale a dire a quelli per i quali i termini di decadenza previgenti non erano ancora decorsi alla data di entrata in vigore della nuova legge (1.1.2007).

Nel caso in disamina il rapporto tributario relativo all’anno di imposta 2003 non poteva dirsi “pendente” al 1.1.2007, atteso che, sulla base del termine fissato dalla precedente disciplina, l’accertamento in rettifica avrebbe dovuto essere notificato al contribuente entro il terzo anno successivo a quello dell’omesso versamento, vale a dire entro il 31.12.2006. Trattandosi dunque di un rapporto ormai esaurito, atteso che per il detto anno operava il termine triennale di decadenza vigente ratione temporis, l’avviso di accertamento relativo all’anno di imposta 2003 va considerato tardivo.

Non altrettanto può dirsi per l’accertamento relativo all’anno di imposta 2004, che è comunque tempestivo anche sulla base della precedente normativa decadenziale, secondo cui l’accertamento andava notificato entro il 31.12.2007, termine che nel caso è stato rispettato (la notifica risale al 13.11.2007). In ogni caso la norma transitoria citata, trattandosi di rapporto ancora pendente, aveva già prolungato il relativo termine di decadenza al quinto anno successivo all’omesso versamento, quindi al 31.12.2009.

2. Con il secondo motivo la ricorrente lamenta violazione di legge (D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 6, comma 1) per avere la CTR ritenuto legittima l’aliquota del 7 per mille in luogo di quella del 4 per mille alla stregua dell’asserita non perentorietà del termine entro cui l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto adottare la relativa deliberazione.

Il motivo è inammissibile in quanto svolge essenzialmente una censura in fatto e non rispetta il principio di autosufficienza del ricorso, non allegando alcun elemento da cui desumere la data di effettiva approvazione del bilancio di previsione dell’ente locale. E’ infatti noto che, in materia di ICI, il termine previsto per l’adozione della delibera comunale di approvazione dell’aliquota, originariamente fissato al 31 ottobre dell’anno antecedente a quello di riferimento, è stato successivamente differito dalla L. 28 dicembre 2001, n. 448, art. 27, comma 8, alla data di approvazione del bilancio di previsione dell’ente locale. Ma al riguardo il ricorrente non allega alcunchè a sostegno dell’asserito mancato rispetto del termine per la deliberazione della tariffa ICI.

3. Con il terzo motivo lamenta violazione di legge (D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 8, comma 1) in relazione alla mancata riduzione al 50% dell’imposta per inagibilità o inabilità dell’immobile.

Anche questa censura è inammissibile in quanto contesta nel merito la decisione della CTR, asseritamente erronea in quanto basata su una CTU che non presenterebbe alcun chiaro riferimento alle condizioni degli immobili oggetto di valutazione in relazione allo stato di abitabilità e/o agibilità degli stessi. La censura pretende una rivalutazione dei fatti alla luce di quanto risultante dagli atti processuali che non è consentita in questa sede e che esula dai limiti del denunciato vizio di violazione di legge, che nel caso non ricorre sulla scorta di quanto compiutamente accertato e argomentato nella impugnata sentenza.

4. Va dunque accolto il primo motivo di ricorso, limitatamente all’anno 2003, in relazione al quale l’impugnata sentenza va cassata. Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito, a norma dell’art. 384 c.p.c., comma 2 e il ricorso originario del contribuente va parzialmente accolto dichiarando non dovuta l’ICI per l’anno 2003. Per il resto il ricorso va rigettato. Le spese processuali dei giudizi di merito si compensano per intero in considerazione della complessità delle questioni trattate mentre le spese processuali di questo giudizio di legittimità si compensano in ragione di un terzo per la reciproca parziale soccombenza ed i residui due terzi, liquidati come da dispositivo, vengono posti a carico della ricorrente.

PQM

La Corte accoglie per quanto di ragione il primo motivo di ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo nel merito, dichiara non dovuta l’ICI per l’anno 2003. Rigetta il ricorso nel resto. Compensa per intero le spese processuali dei giudizi di merito e, nei limiti di un terzo, le spese processuali di questo giudizio. Condanna la ricorrente a rifondere le residue spese processuali al Comune di Montecorvino Pugliano, liquidate in Euro 5.000,00, e all’Agenzia delle Entrate, liquidate in Euro 2.000,00, oltre al rimborso delle spese forfettarie nella misura del 15% ed oltre agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 14 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 27 ottobre 2017

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