Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25567 del 14/11/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 25567 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: DI BLASI ANTONINO

Ud.09.10.2013
Oggetto: IRPEF
ESODO Incentivo

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
AGENZIA DELLE

ENTRATE,

in persona

del

legale

rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa
dall’Avvocatura Generale dello Stato, nei cui Uffici,in
Roma, Via dei Portoghesi, 12 è domiciliata,
RICORRENTE
CONTRO
ESPOSITO ANNA MARIA residente a Napoli, rappresentata e
difesa, giusta delega in calce al controricorso,
dall’Avv. Gaetano Novara, domiciliato in Roma, presso
la cancelleria della Corte di Cassazione,
CONTRORI CORRENTE
AVVERSO
la sentenza n.193/08/2011 della Commissione Tributaria
Regionale di Napoli

Sezione n.

08,

in data

Data pubblicazione: 14/11/2013

23.03.2011, depositata il 15 giugno 2011;
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di
Consiglio del 09 ottobre 2013, dal Relatore Dott.
Antonino Di Blasi;

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO e MOTIVI DELLA DECISIONE
Nel ricorso iscritto a R.G. n.25470/2011 è stata
depositata in cancelleria la seguente relazione:
l

E’

chiesta

la

cassazione

della

sentenza

n.193/08/2011, pronunziata dalla CTR di Napoli Sezione
n. 08 il 23.03.2011 e DEPOSITATA il 15 giugno 2011, con
cui detta Commissione ha accolto l’appello della
contribuente avverso la decisione di primo grado che, a
sua volta, aveva rigettato il ricorso e la domanda di
rimborso della ritenuta di acconto, operata dal datore
di lavoro Banco di Napoli SPA, sulla somma erogata alla
contribuente nel 2005, a titolo di incentivo all’esodo.
Il ricorso è affidato a due mezzi, con i quali la
decisione di appello viene censurata per violazione di
legge e vizio di motivazione.
2 – L’intimata contribuente, giusto controricorso, ha
chiesto che l’impugnazione venga dichiarata
inammissibile e, comunque, rigettata.
3 – La CTR, in vero, ha accolto l’appello della
contribuente, ritenendo e dichiarando, alla stregua
2

Presente il P.M. dott. Raffaele Ceniccola.

degli atti di causa, che la domanda di rimborso era a
ritenersi fondata, in quanto il Banco di Napoli aveva
erroneamente applicato la normativa fiscale, e che
l’Ufficio non aveva documentato l’insussistenza dei

4 – La questione posta dal ricorso, sembra potersi
esaminare e decidere, tenendo conto, anzitutto, del
consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui
il processo tributario, anche nel caso in cui abbia
ad oggetto una domanda di rimborso, costituisce
sempre un giudizio d’impugnazione di un atto
autoritativo emesso dall’Amministrazione finanziaria,
per cui e’ l’atto impugnato (o il silenzio
serbato dall’Ufficio sull’istanza del contribuente,
che ha gli stessi effetti di un atto negativo
espresso) ad esprimere la posizione
processuale dell’Amministrazione
posizione

che

giudizio,

nel

non puo’ essere modificata

se non

attraverso un idoneo atto di autotutela: pertanto, ove
l’onere

della

prova

pretesa fatta valere

dei fatti costitutivi della
giudizio

in

non

incomba

all’Amministrazione finanziaria, questa ultima non ha
l’onere

di

contestare

espressamente i fatti

affermati dal contribuente, incombendo su questi, che
chiede il rimborso, l’onere di provare la sussistenza
3

presupposti per ottenere il chiesto rimborso.

dei

relativi

presupposti

n.19187/2006,

(Cass.

n.22567/2004, n. 29613/2011).
4 bis – Altresì, considerando che “ricorre il vizio di
omessa motivazione della sentenza, denunziabile in sede

nella duplice manifestazione di difetto assoluto o di
motivazione apparente, quando il Giudice di merito
ometta di indicare, nella sentenza, gli elementi da cui
ha tratto il proprio convincimento ovvero indichi tali
elementi senza una approfondita disamina logica e
giuridica, rendendo in tal modo impossibile ogni
controllo sull’esattezza e sulla logicità del suo
ragionamento” (Cass.n.1756/2006,n.890/2006).
4 ter – Infine, avuto riguardo al principio secondo cui
“In tema di IRPEF, la prestazione di capitale
che un fondo di previdenza complementare per il
personale di un istituto bancario (nella specie, il
Fondo di Previdenza complementare per il Personale del
Banco di Napoli) effettui, forfettariamente a saldo e
stralcio, in favore di un ex dipendente, in forza
di un accordo transattivo risolutivo di ogni
rapporto

inerente al trattamento pensionistico
(cosiddetto

integrativo in godimento
costituisce, ai sensi

dell’art.

6,

comma

d.P.R. n. 917 del 1986, reddito della
4

“zainetto”),
2,

del
stessa

di legittimità, ai sensi dell’art.360, comma I n.5 cpc,

categoria della “pensione integrativa” cui il
dipendente

ha

rinunciato

e

va,

quindi,

assoggettato al medesimo regime fiscale cui sarebbe

base imponibile

su cui

calcolare

La

l’imposta e

costituita dall’intera somma versata dal

,

fondo,

senza che sia possibile defalcare da essa i
contributi versati, in quanto, ai sensi della lett.
a) dell’art. 48 del d.P.R. n. 917 del 1986 (nel testo
vigente fino al 31 dicembre 2003), gli unici
contributi previdenziali e/o assistenziali che non
concorrono a formare il reddito sono quelli versati in
ottemperanza a disposizioni di legge” (Cass.
n.11156/2010).
5 – La decisione impugnata sembra aver fatto malgoverno
dei richiamati principi, non avendo considerato che
incombeva sulla contribuente l’onere di provare la
sussistenza del diritto alla riliquidazione ed al
rimborso e non avendo esplicitato alla stregua di quali
elementi e considerazioni logiche è stato ritenuto
sussistente il presupposto fattuale del preteso
diritto, tenuto conto della posizione processuale
assunta dall’amministrazione finanziaria, nel giudizio
di merito e del fatto che la contribuente assume di
aver agito per il rimborso del maggior prelievo fiscale
5

stata sottoposta la predetta forma di pensione.

subito; in particolare, incongrua appare l’espressione
utilizzata in motivazione, secondo la quale “il Banco
di Napoli non ha assoggettato l’importo lordo né a
tassazione ordinaria né a tassazione separata”, in

domanda di rimborso.
6 -Si ritiene, dunque, sussistano le condizioni per la
trattazione del ricorso in camera di consiglio e la
definizione, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis cpc,
proponendosi l’accoglimento dell’impugnazione per
manifesta fondatezza.
Il Consigliere relatore Antonino Di Blasi.
La Corte,
Vista la relazione, il ricorso, il controricorso e gli
altri atti di causa;
Considerato che le deduzioni difensive, svolte dal
contribuente con la memoria 01.10.2013, non incrinano
il tessuto argomentativo sostanziale della relazione;
Considerato che alla stregua delle considerazioni
svolte in relazione e dei richiamati principi, che il
Collegio condivide, il ricorso va accolto per manifesta
fondatezza;
Considerato, in vero, che il Collegio condivide le
conclusioni ed i rilievi ivi svolti, secondo cui la
decisione di appello è affetta dal denunciato vizio di
6

relazione al fatto che la contribuente ha avanzato una

motivazione, perché non ha considerato che incombeva
sul contribuente l’onere di provare la sussistenza del
diritto alla riliquidazione ed al rimborso e non ha
esplicitato alla stregua di quali concreti elementi e

presupposto fattuale del preteso diritto, tenuto conto
della posizione processuale assunta
dall’amministrazione finanziaria, nel giudizio di
merito e del fatto che la contribuente assume di aver
agito per il rimborso di un maggiore e non dovuto
prelievo fiscale;
Considerato, ancora, che le sintetiche ed apodittiche
espressioni utilizzate dalla CTR, risultano incongrue e
non assolvono all’obbligo motivazionale, e che, sul
piano logico formale incomprensibile risulta la frase
“il Banco di Napoli non ha assoggettato l’importo lordo
né a tassazione ordinaria né a tassazione separata”, in
relazione al fatto che il contribuente ha avanzato una
domanda di rimborso all’Erario, nonché avuto riguardo
agli elementi pretermessi, quali evidenziati
dall’Agenzia, idonei a giustificare un diverso decisum;
Considerato, quindi, che va cassata l’impugnata
sentenza e che il Giudice del rinvio, che si designa in
altra sezione della CTR della Campania, procederà al
riesame e quindi, adeguandosi ai citati principi,
7

considerazioni logiche è stato ritenuto sussistente il

pronuncerà nel merito e sulle spese del presente
giudizio, offrendo congrua motivazione;
Visti gli artt.375 e 380 bis cpc;
P.Q.M.

rinvia ad altra sezione della CTR della Campania.
Così deciso in Roma il 09 ottobre 2013
Il Presidente

accoglie il ricorso, cassa l’impugnata decisione e

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