Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25563 del 21/09/2021

Cassazione civile sez. VI, 21/09/2021, (ud. 06/05/2021, dep. 21/09/2021), n.25563

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4539-2019 proposto da:

D.S.G., M.A., elettivamente domiciliati in ROMA,

VIA DEL VIGNOLA, 5, presso lo studio dell’avvocato MELUZZI CHIARA,

rappresentati e difesi dall’avvocato SPADONI LUCA;

– ricorrenti –

contro

(OMISSIS) SAS, in persona del Curatore pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIALE AMERICA N. 93, presso lo studio

dell’avvocato CRIVELLARI FRANCESCA, rappresentata e difesa

dall’avvocato TASCIOTTI CECCANO LORENZO;

– controricorrente-

avverso la sentenza n. 4631/2018 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 06/07/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 06/05/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ROSSETTI

MARCO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Nel 2013 la curatela del fallimento della società (OMISSIS) s.a.s. convenne dinanzi al Tribunale di Latina d.S.G. e M.A., esponendo che i convenuti, in frode delle ragioni dei creditori sociali, il 16 giugno 2010 avevano costituito un fondo patrimoniale, nel quale avevano conferito tutti i propri beni immobili, e chiedendo che tale atto fosse dichiarato simulato o, in subordine, inefficace nei confronti della cura della ex art. 2901 c.p.c..

Il Tribunale con sentenza 29 dicembre 2014 accolse la domanda.

La sentenza venne appellata dai soccombenti.

2. La Corte d’appello di Roma, con sentenza 6 luglio 2018 rigettò il gravame.

Ritenne la Corte d’appello che la società (OMISSIS), della quale D.S.G. era socio accomandatario, versava in difficoltà finanziarie sin dal 2007, e nel 2010 aveva registrato una perdita di esercizio per 200.000 Euro.

Ritenne che tale circostanza, unitamente al fatto che i due coniugi M.- D.S. (coniugati in regime di comunione legale dei beni sin dal 1981), solo nel 2010 mutarono il regime patrimoniale familiare in quello di separazione, rendeva evidente l’intento fraudolento dei convenuti.

3. Ricorrono per cassazione avverso tale sentenza M.A. e d.S.G. con ricorso fondato su due motivi.

Resiste il fallimento con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con atto debitamente sottoscritto e ritualmente depositato i ricorrenti hanno dichiarato di rinunciare al ricorso.

Il curatore del fallimento ha sottoscritto per adesione la suddetta richiesta.

Il giudizio deve pertanto essere dichiarato estinto.

Non è luogo a provvedere sulle spese, così come concordemente richiesto dalle parti.

2. Le parti hanno concordemente domandato che sia ordinata la cancellazione della trascrizione della domanda introduttiva del primo grado del presente giudizio.

La richiesta è ammissibile e va accolta anche nella presente sede di legittimità, dal momento che la necessità di assicurare l’economia dei giudizi e di interpretare le norme processuali – in conformità con l’art. 111 Cost. – nel senso di garantire la ragionevole durata del processo comporta che, anche nel giudizio di cassazione, nell’ipotesi di estinzione per rinunzia deve essere ordinata la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale ex art. 2668 c.c. se vi è una concorde richiesta delle parti (Sez. 3 -, Ordinanza n. 18741 del 23/09/2016, Rv. 642101 – 01).

PQM

-) dichiara estinto il giudizio;

-) ordina la cancellazione della trascrizione della domanda, proposta dal Fallimento della (OMISSIS) s.a.s. nei confronti di D.S.G. ed M.A., notificata il 22.7.2013, di simulazione e revocatoria ordinaria dell’atto di costituzione del fondo patrimoniale compiuto dai suddetti D.S.G. e M.A. (stipulato il 16.6.2010 e trascritto il 21.6.2010 al n. 16943 reg. gen.), domanda trascritta con formalità del 31.10.2013, reg. gen. 25731, reg. part. 16961;

-) compensa integralmente tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione civile della Corte di cassazione, il 6 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 21 settembre 2021

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