Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25528 del 10/10/2019

Cassazione civile sez. trib., 10/10/2019, (ud. 19/06/2019, dep. 10/10/2019), n.25528

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. D’ORIANO Milena – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 25330/2016 R.G. proposto da:

P.G., elett.te dom.to in Roma alla via Lagrange n. 1,

presso lo studio dell’avv. Polacco Edoardo da cui è rapp.to e

difeso, come da procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Comune di Ardea, in persona del Sindaco p.t., dom.to in Roma alla via

Tasso n. 161 presso il Dott. Savi Antonio;

– intimato –

e

Equitalia Sud S.p.a, in persona del legale rapp.te p.t., dom.to in

Roma al Lungotevere Flaminio n. 18 presso l’avv. Biasotti Mogliazza

Massimo;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1753/35/16 della Commissione Tributaria

Regionale del Lazio, depositata il 5/4/2016, non notificata;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19 giugno 2019 dalla Dott.ssa d’Oriano Milena.

Fatto

RITENUTO

Che:

1. con sentenza n. 1753/35/16, depositata il 5 aprile 2016, non notificata, la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, rigettava l’appello proposto da P.G. avverso la sentenza n. 24218/47/14 della Commissione Tributaria Provinciale di Roma;

2. il giudizio aveva ad oggetto l’impugnazione di una cartella di pagamento relativa alla TARSU per gli anni dal 2008 al 2010 di cui il contribuente contestava la regolarità della notifica, unitamente alla regolarità della notifica dell’avviso di accertamento;

3. la CTR, confermando la decisione di primo grado, aveva ritenuto corretta la notifica di entrambi gli atti in quanto ritirati da uno stretto familiare;

4. avverso la sentenza di appello, il Polacco ha proposto ricorso per cassazione, consegnato per la notifica in data 27 ottobre 2016, affidato a due motivi; nessuna delle parti intimate si è costituita in giudizio.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. con il primo motivo il contribuente deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 2, come modificato dal D.Lgs. n. 46 del 1999, nonchè dell’art. 137 c.p.c. e art. 139 comma 2 e s.s., in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, censurando la sentenza impugnata per aver utilizzato la dizione “parente famigliare” benchè tale qualifica non comparisse nella cartolina postale da cui risultava la consegna a mani di una tale P.F., senza specificare se convivente o familiare; insisteva quindi sulla nullità della notifica dell’avviso perchè avvenuta a mezzo posta, non a mani proprie, ma senza la raccomandata di cui all’art. 139 c.p.c.;

2. con il secondo motivo lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 68, nonchè l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, rilevando che la sentenza impugnata aveva omesso di esaminare il motivo attinente alla avvenuta abrogazione della Tarsu per l’annualità 2010.

OSSERVA CHE:

1. il ricorrente non ha esibito l’avviso di ricevimento del piego contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale.

1.1. Questa Corte ha più volte affermato che “La produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale, ai sensi dell’art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui all’art. 140 c.p.c., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l’avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all’udienza di discussione ex art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal comma 1 della citata disposizione, ovvero fino all’adunanza della corte in camera di consiglio prevista dall’art. 380-bis c.p.c., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti nel rispetto dell’art. 372 c.p.c., comma 2. In caso, però, di mancata produzione dell’avviso di ricevimento ed in assenza di attività difensiva dell’intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ex art. 291 c.p.c. “(Vedi Cass. n. 18361 del 2018; n. 25285 del 2014; n. 19387 del 2012; n. 627 del 2008).

1.2. II ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.

2. Non vi è necessità di provvedere sulle spese.

2.1. Trattandosi di giudizio instaurato successivamente al 30 gennaio 2013, in quanto notificato dopo tale data, sussistono le condizioni per dare atto- ai sensi della L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 (che ha aggiunto il del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater) – della sussistenza dell’obbligo di versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la impugnazione dichiarata inammissibile.

PQM

La Corte:

– dichiara inammissibile il ricorso;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1- bis.

Così deciso in Roma, il 19 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 10 ottobre 2019

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