Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25481 del 26/10/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 26/10/2017, (ud. 21/06/2017, dep.26/10/2017),  n. 25481

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI CERBO Vincenzo – Presidente –

Dott. DE GREGORIO Federico – rel. Consigliere –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17866-2012 proposto da:

POSTE ITALIANE S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA VIALE

MAZZINI 134 presso lo studio dell’avvocato FIORILLO LUIGI che la

rappresenta e difende, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

T.D.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2941/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 14/04/2012 R.G.N. 11239/08;

Fatto

FATTO E DIRITTO

LA CORTE

(presidente dr. V. Di Cerbo, consiglieri dr. F. De Gregorio rel., dr. A. P. Patti, dr.ssa G. Leo e dr. G. Cinque);

VISTI gli atti e sentito il consigliere relatore;

RILEVATO: che con sentenza n. 2941 in data 30 marzo – 14 aprile 2012, notificata il 16 maggio 2012, la Corte di Appello di ROMA, in riforma della sentenza di primo grado, emessa il 20-12-07/1302-2008, impugnata da T.D., accertava l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato tra l’attore e la resistente – appellata POSTE ITALIANE S.p.a., fin dal primo febbraio 2002, condannando quest’ultima al pagamento dell’indennità onnicomprensiva di cui alla L. n. 183 del 2010, art. 32 nella misura di quattro mensilità, oltre accessori, il tutto così come precisato nel dispositivo, nonchè al rimborso delle spese di lite, all’uopo liquidate;

che avverso la suddetta pronuncia ha proposto ricorso per cassazione la Società, come da atto in data 4-10 luglio 2012, affidato ad otto motivi;

che T.D. è rimasto intimato;

che sono stati diramati regolari e tempestivi avvisi per l’adunanza fissata al 21 giugno 2017;

che, successivamente, è stato depositato verbale di conciliazione in sede sindacale, datato 19 settembre 2012, con il quale le parti hanno completamente definito la vertenza tra loro in corso, richiamando espressamente la suddetta pronuncia del 17 gennaio 2012, qui impugnata, e stabilendo, tra l’altro, che le spese di lite restano regolate secondo quanto previsto dai relativi provvedimenti giudiziali.

CONSIDERATO:

pertanto (cfr., tra le altre, Cass. lav. n. 16341 del 13/07/2009) che la produzione, nel corso del giudizio di cassazione, del verbale di conciliazione tra le parti dimostra che è venuto meno l’interesse del ricorrente all’impugnazione, con la conseguenza che il ricorso va dichiarato inammissibile per essere cessata la materia del contendere, dovendosi valutare la sussistenza dell’interesse ad agire, e quindi anche ad impugnare, avuto riguardo non solo al momento in cui è proposta l’azione o l’impugnazione, ma anche a quello della decisione;

che, dunque, anche nella specie deve essere pronunciata la declaratoria di cessazione della materia del contendere, dovendosi inoltre prendere atto di quanto le parti hanno già direttamente provveduto mediante apposita pattuizione in tema di spese in sede di conciliazione (v. l’art. 92 c.p.c., u.c.: “Se le parti si sono conciliate, le spese si intendono compensate, salvo che le parti stesse abbiano diversamente convenuto nel processo verbale di conciliazione”), di guisa che nessun ulteriore provvedimento va disposto;

che, altresì, nella specie, alla stregua pure dell’anzidetta declaratoria, non è applicabile nemmeno ratione temporis la successiva normativa, entra in vigore dal 30 gennaio 2013, in tema di raddoppio del contributo unificato, allorquando l’impugnazione venga disattesa perchè interamente infondata nel merito, ovvero inammissibile o improcedibile (per motivi di rito, diversi dal venir meno dell’interesse ad agire o ad impugnare).

PQM

la CORTE dichiara CESSATA la MATERIA del CONTENDERE.

Così deciso in Roma, il 21 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 26 ottobre 2017

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