Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25465 del 13/11/2013


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 25465 Anno 2013
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: OLIVIERI STEFANO

SENTENZA

sul ricorso 2861-2007 proposto da:
QUASAR DI ANTONIO GAETANO BRIGANTE SAS in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA VIA AUGUSTO RIBOTY 23, presso lo
studio dell’avvocato ANTONUCCIO PIETRO, che lo
rappresenta e difende giusta delega a margine;
– ricorrente contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

Data pubblicazione: 13/11/2013

- resistente con atto di costituzione –

avverso la sentenza n. 242/2005 della COMM.TRIB.REG.
di POTENZA, depositata il 05/12/2005;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 23/09/2013 dal Consigliere Dott. STEFANO

udito per il ricorrente l’Avvocato ANTONUCCIO che si
riporta e chiede l’accoglimento;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. SERGIO DEL CORE che ha concluso per il
rigetto del ricorso.

OLIVIERI;

Svolgimento del processo

Con sentenza 5.12.2005 n. 242 la Commissione tributaria della regione Basilicata,
accoglieva l’appello proposto dall’Ufficio di Lagonegro della Agenzia delle Entrate, ed
in parziale riforma della decisione di prime cure (che aveva ridotto la pretesa tributaria in
ammortamento del bene sovrafatturato), dichiarava legittimo l’avviso di accertamento con il

quale era stato rettificato il reddito di impresa, relativo all’anno 1998, della società La
Quasar s.a.s di Brigante & C., e recuperato ad imponibile l’importo di lire 70.788.000
(indebitamente dedotto dal reddito come costo d’esercizio in quanto relativo ad operazione
parzialmente inesistente) nonchè applicate le relative sanzioni pecuniarie.

I Giudici territoriali dichiaravano ammissibile l’appello principale, in relazione alla
specificità dei motivi, rigettando l’appello incidentale della società, e ritenevano fornita
di prova la pretesa in quanto l’importo di lire 70.788.000, indicato nella fattura emessa
dalla ditta fornitrice MTS s.r.1., risultava diverso dal corrispettivo effettivamente pagato
dalla società Quasar s.a.s., emergendo il reale valore inferiore della fornitura da un
“foglio extracontabile” rinvenuto presso la ditta fornitrice e dal documento di trasporto
della merce, e trovando altresì conferma in tre fatture emesse a storno della originaria
operazione dalla Quasar s.a.s nei confronti della MTS s.r.l. per complessive lire
45.000.000 del tutto sfornite di documentazione comprovante la reale esecuzione di
operazioni economiche, cui corrispondevano “giroconti e compensazioni” nella
contabilità della ditta fornitrice. Dalla istruttoria era emerso inoltre che la
sovrafatturazione era stata concertata per consentire alla Quasar s.a.s di incrementare i
costi di impresa onde conseguire un maggiore contributo in conto capitale ai sensi della
legge n. 153/1994.

Avverso la sentenza non notificata ha proposto ricorso per cassazione la società,
deducendo due motivi, con atto consegnato all’Ufficiale giudiziario in data 12.1.2007 e

RG n. 2861/2007
ric. QUASAR s.a.s c/ Ag.Entrate

Co
st.
Stefan Olivieri

relazione alla indebita deduzione, dal reddito imponibile dell’anno 1998, della sola quota di

notificato alla Agenzia delle Entrate in data 15.1.2007 che non ha notificato
controricorso.

Motivi della decisione

Va rilevata di ufficio la violazione la nullità della sentenza per violazione dell’at. 14

Nel processo tributario, la nozione di litisconsorzio necessario, come regolato dall’art.
14 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, ha una dimensione eminentemente processuale,
collegata all’inscindibilità dell’oggetto, e presuppone pertanto, in primo luogo, che la
fattispecie costitutiva dell’obbligazione, rappresentata dall’atto autoritativo impugnato,
presenti elementi comuni ad una pluralità di soggetti (e, quindi, si sia in presenza di un atto
impositivo unitario, coinvolgente, nella unicità della fattispecie costitutiva dell’obbligazione, una
pluralità di soggetti) ed, in secondo luogo, che siano proprio gli elementi comuni ad essere

posti a fondamento del ricorso proposto da uno dei soggetti obbligati. Il litisconsorzio
facoltativo, regolato dal terzo comma del medesimo art. 14, ricorre quando pure si è in
presenza di un atto impositivo unitario con pluralità di destinatari, ma l’impugnazione
proposta da uno dei coobbligati non è fondata su elementi impositivi comuni a tutti i
destinatari. E soltanto a quest’ultima ipotesi che si riferisce la previsione del comma
sesto dell’art. 14, quando dispone che chiamati o intervenuti non possono impugnare
autonomamente l’atto se per essi, al momento della costituzione, è già decorso il termine
di decadenza (cfr. Corte cass. Sez. U, Sentenza n.

1052 del 18/01/2007; id. Sez. 5, Sentenza n.

22523 del 26/10/2007; id. Sez. 5, Sentenza n. 14378 del 15/06/2010; id. Sez. 6 – 5, Ordinanza n.

15189 del 18/06/2013).

Ne segue che la unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle
dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui all’art. 5
d.P.R. 22/12/1986 n. 917 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione
2
RG n. 2861/2007
ric. QUASAR s.a.s c/ Ag.Entrate

Dlgs n. 546/1992 e dell’art. 102 c.p.c.

dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed
indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario
proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società
riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi
prospettino questioni personali -, sicché tutti questi soggetti devono essere parte dello
stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni

debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva
dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente
configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario. Conseguentemente, il
ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del
contraddittorio ai sensi dell’art. 14 d.lgs. 546/92 (salva la possibilità di riunione ai sensi del
successivo art. 29) ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi

necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento,
anche di ufficio. (cfr. Corte cass.Sez. U, Sentenza n. 14815 del 04/06/2008).

La evenienza sopra indicata si verifica anche allorché l’avviso di accertamento o in
rettifica concerna contestualmente la debenza di maggiori imposte indirette e dirette
(come nella specie in cui la contestazione dell’Ufficio finanziario ha per oggetto l’IVA e l’IRAP assimilabile all’ILOR quanto al natura di imposta sul reddito: cfr. Corte cass. Sez. U, Sentenza n.
10145 del 20/06/2012-),

e le pretese impositive trovino fondamento, come nella specie, nel

medesimo rilievo fiscale (indebita deduzione di costi inerenti per operazioni
parzialmente inesistenti).
Deve, pertanto, ribadirsi il principio affermato da questa Corte secondo cui
“l’accertamento di maggior imponibile IVA a carico di una società di persone, se
autonomamente operato, non determina, in caso di impugnazione, la necessità del
“simultaneus processus” nei confronti dei soci e, quindi, un litisconsorzio necessario,
mancando un meccanismo analogo a quello previsto dal combinato disposto di cui agli
artt 40, secondo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e 5 del d.P.R. 22
3
RG n. 2861/2007
ric. QUASAR s.a.s c/ Ag.Entrate

soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione

dicembre 1986, n. 917, di unicità di accertamento ed automatica imputazione dei redditi
della società ai soci in proporzione alla partecipazione agli utili, con connessa
comunanza di base imponibile tra i tributi a carico della società e dei soci. Tuttavia,
qualora l’Agenzia abbia contestualmente proceduto, con unico atto, ad accertamenti
ILOR ed IVA a carico di una società di persone, fondati su elementi in parte comuni,
seppur non coincidenti, il profilo dell’accertamento impugnato concernente l’imponibile

non si sottrae al vincolo necessario di “simultaneus processus”, attesa l’inscindibilità
delle due situazioni.” (cfr. Corte cass. Sez. 5, Ordinanza n. 12236 del 19/05/2010; id. Sez. 5,
Sentenza n. 11240 del 20/05/2011)

Tanto premesso dagli atti risulta che il giudizio concernente la impugnazione
dell’avviso di accertamento ai fini IVA ed IRAP anno 1998, notificato alla società di
persone La Quasar s.a.s di Brigante & C. , non si è svolto unitariamente nei confronti di
tutti i soci litisconsorti necessari (ai fini della attribuzione per “trasparenza” del reddito
di partecipazione), con conseguente vulnus arrecato alla integrità del contraddittorio
attesa la legittimazione della società e dei soci a contestare nello stesso giudizio
l’accertamento fiscale, in quanto fondato sul medesimo presupposto d’imposta che
regola i redditi (nella specie di impresa) prodotti dalla società.
Tale vulnus non è emendabile in via successiva mediante il provvedimento di riunione
ex art. 274 c.p.c. non risultando pendenti avanti la Corte, oltre alla causa concernente la
società di persone, anche altre cause proposte dai singoli soci.

Ne consegue che la sentenza impugnata deve essere cassata, per nullità dei giudizi di
primo e secondo grado, con rinvio ex art. 383co3 c.p.c. avanti il primo giudice (CTP di
Potenza).
P.Q.M.
La Corte :
4
RG n. 2861/2007
ric. QUASAR s.a.s c/ Ag.Entrate

C
Stefan

IVA, ove non suscettibile di autonoma definizione in funzione di aspetti ad esso specifici,

PIANTE DA REGISTX.AZIONIE
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AI SENSI DEL D
TAB.
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4.5
N, 131
MATERIA TRIBUTARIA

– dichiara la nullità dell’intero giudizio e rinvia la causa per integrazione necessaria del
contraddittorio alla Commissione tributaria provinciale di Potenza

– dichiara interamente compensate le spese dell’intero giudizio

Così deciso nella camera di consiglio 23.9.2013

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