Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25462 del 12/12/2016


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Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.12/12/2016),  n. 25462

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

A.I., elettivamente domiciliato in Roma, presso la

Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso

dall’avv. Luigi De Caprio, per procura ad litem allegata al ricorso,

che dichiara di voler ricevere le comunicazioni relative al processo

al fax n. 0823/818433 e alla p.e.c. decaprio.luigi-pec.it;

– ricorrente –

nei confronti di:

Ministero dell’Interno;

– intimato –

avverso la sentenza n. 280/2016 della Corte di appello di Napoli,

emessa il 20 gennaio 2016 e depositata il 26 gennaio 2016, n. R.G.

2161/2015;

Fatto

FATTO E DIRITTO

Rilevato che in data 10 giugno 2016 è stata depositata relazione ex art. 380 bis c.p.c. che qui si riporta:

Rilevato che:

1. L’8.11.13 il Sig. A.I., cittadino bosniaco di etnia rom, impugnava davanti al Tribunale di Napoli la decisione con la quale la Commissione Territoriale di Caserta per il riconoscimento della protezione internazionale aveva rigettato la richiesta di riconoscimento di qualsiasi forma di protezione internazionale, in quanto 11 richiedente non aveva nulla da temere in caso di rimpatrio e risultava gravato da precedenti penali.

2. Il Sig. A. proponeva appello avverso tale ordinanza e richiedeva 11 riconoscimento della protezione umanitaria. L’appello veniva rigettato dalla Corte.

3. Propone ricorso per Cassazione il Sig. A. affidandosi a tre motivi:

a) violazione o erronea applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32, comma 3 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

b) Violazione o erronea applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

c) Omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia.

Ritenuto che:

4. Le deduzioni del ricorrente sono completamente incoerenti con la richiesta di concessione di permesso di soggiorno per motivi sanitari e, inoltre, la presenza di indicazione di cure necessarie appare del tutto sfornita di autosufficienza. Dalla sentenza impugnata non risulta affatto la deduzione delle predette condizioni di salute ma, piuttosto, il rischio di trattamenti discriminatori dettati dalla sua appartenenza all’etnia rom.

5. Sussistono pertanto i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e se l’Impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio per il rigetto del ricorso.

La Corte condivide la relazione sopra riportata e pertanto ritiene che il ricorso debba essere respinto senza alcuna statuizione sulle spese del giudizio di cassazione e sul pagamento del doppio del contributo unificato in ragione dell’ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 12 dicembre 2016

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