Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2545 del 31/01/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 31/01/2017, (ud. 17/11/2016, dep.31/01/2017),  n. 2545

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18918/2015 proposto da:

A.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO

20, presso lo studio dell’avvocato SAVERIO COSI, che lo rappresenta

e difende;

– ricorrente –

contro

P.T., D.G.G.;

– intimati –

avverso l’ordinanza della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il

14/01/2015.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

17/11/2016 dal Consigliere Dott. ALBERTO GIUSTI.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che il Consigliere designato ha depositato, in data 2 maggio 2016, la seguente relazione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.:

“Il notaio A.C., con atto notificato il 14 luglio 2015, ha proposto ricorso per cassazione avverso l’ordinanza emessa dalla Corte d’appello di Roma in data 14 gennaio 2015, con la quale è stato dichiarato inammissibile, ex art. 348-bis c.p.c., l’appello dello stesso notaio avverso la sentenza del Tribunale che aveva ridotto l’ammontare dei compensi professionali dovuti al professionista e compensato tra le parti le spese processuali.

Il ricorso è affidato a due motivi.

Con il primo si deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 91, 92 e 348-bis c.p.c.. Il secondo mezzo lamenta violazione o falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e artt. 1363 c.c. e segg. e art. 2697 c.c..

Il ricorso appare al relatore inammissibile, perchè proposto – non contro la sentenza di primo grado, ma – avverso l’ordinanza ex art. 348-bis c.p.c., ed al di fuori dei casi in cui la stessa è eccezionalmente impugnabile per cassazione (cfr. Sez. Un., 2 febbraio 2016, n. 1914).”

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione ex art. 380-bis c.p.c., alla quale non sono stati mossi rilievi critici;

che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile;

che non vi è luogo a pronuncia sulle spese, non avendo gli intimati P.T. e D.G.G. svolto attività difensiva in questa sede;

che poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato inammissibile, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto del T.U. di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione dichiarata inammissibile.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 2, il 17 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2017

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