Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25415 del 12/11/2013


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Civile Sent. Sez. 3 Num. 25415 Anno 2013
Presidente: AMATUCCI ALFONSO
Relatore: CARLUCCIO GIUSEPPA

SENTENZA

sul ricorso 5995-2008 proposto da:
SIGNORETTI

MARCO,

SONORA

SIGNORETTI

SILVANA

BNRSVN62D57H612G, elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA EMILIO DE MARCHI 22, presso lo studio
dell’avvocato MARTELLA VALERIO, rappresentati e difesi
dall’avvocato PALERMO CARLO giusta delega in atti;
– ricorrenti contro

FONDIARIA SAI S.P.A. 00818570012, in persona del
legale

rappresentante

pro-tempore,

elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA DELLA CONCILIAZIONE 44,

1

Data pubblicazione: 12/11/2013

presso

lo

ANTONIETTA,

studio

dell’avvocato

PERILLI

MARIA

rappresentata e difesa dall’avvocato

VISONA’ LUCIO giusta delega in atti;
– controricorrente nonchè contro

– intimati –

avverso la sentenza n. 199/2007 della CORTE D’APPELLO
di TRENTO, depositata il 12/07/2007 R.G.N. 67/2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 04/10/2013 dal Consigliere Dott. GIUSEPPA
CARLUCCIO;
udito l’Avvocato CARLO PALERMO;
udito l’Avvocato MARIA ANTONIETTA PERILLI per delega;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. TOMMASO BASILE che ha concluso per il
rigetto del ricorso.

2

SIGNORETTI GIANNI, GROTTOLO CARMELA, PELLIZZARI VITO;

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. Silvana Bonora Signoretti e Marco Signoretti ricorrono per cassazione,
con due motivi, esplicati da memoria, avverso la sentenza della Corte di
appello di Trento (del 12 luglio 2007), resa in controversia relativa al
danno da sinistro stradale, nel quale aveva perduto la vita Giorgio
Signoretti, marito e padre degli attuali ricorrenti.
1.1. Ai fini che ancora interessano nella presente controversia, la Corte

Signoretti e l’impugnazione incidentale proposta dalla Fondiaria Sai, in
parziale riforma della sentenza di primo grado, rideterminò la
quantificazione del danno, diminuendo il risarcimento riconosciuto alla
moglie; confermò la liquidazione del danno riconosciuta al figlio.
2. La Fondiaria Sai Spa si difende con controricorso, esplicato da
memoria.
Le altre parti, ritualmente intimate, non svolgono difese.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Il primo motivo di ricorso concerne il danno liquidato alla moglie.
La Corte di merito ha ritenuto ammissibile il documento attestante la
separazione personale tra la vittima e la moglie, senza assegno di
mantenimento, prodotto dalla Assicurazione con l’appello incidentale, sui
me.
presupposto tiNnon avete avuto prima conoscenza. Richiamando l’art.
345 cod. proc. civ., lo ha ritenuto indispensabile ai fini dell’accertamento
della verità materiale, offrendo un contributo decisivo all’accertamento
della stessa.
Il tribunale aveva liquidato alla moglie, per il danno patrimoniale e non,
circa 240 mila euro. La Corte ha rideterminato la quantificazione del
danno, riconoscendo circa 15 mila euro per quello non patrimoniale e
circa 100 mila euro per quello patrimoniale. Ha ottenuto quest’ultimo,
aumentando, rispetto al giudice di primo grado, la quota della
retribuzione del defunto che questi avrebbe trattenuto per sé in
considerazione dell’avvenuta separazione.
2. Nel primo motivo si deduce, per un primo profilo, la violazione degli
artt. 345, 99, 101, 112 cod. proc. civ.
Con il quesito di diritto, che conclude il motivo, la ricorrente censura la
sentenza per aver ammesso, in appello, il documento attestante la
3

di merito, decidendo l’impugnazione principale proposta da Marco

separazione personale dei coniugi, prospettando la violazione dell’art.
345 cod. proc. civ., per essere stata proposta una «eccezione estintiva
del credito … derivante dagli obblighi coniugali», mediante prova
documentale, e conseguente violazione dei principi di disponibilità delle
prove, del contraddittorio, della necessaria corrispondenza tra il chiesto
e il pronunciato.
2. 1. La censura è priva di pregio.

temporis, come modificata dalla legge n. 353 del 1990 (essendo il
processo iniziato nel 2002), vieta nuove eccezioni, che non siano
rilevabili d’ufficio e nuovi mezzi di prova. Pacificamente, per effetto del
diritto vivente, consolidatosi a partire dall’intervento delle Sezioni Unite
del 2005 e poi fatto proprio dalla riforma del 2009, tra i nuovi mezzi di
prova vietati vanno compresi i documenti; questi ultimi, come i primi,
possono essere ammessi quando sussistono determinati requisiti,
consistenti nella dimostrazione che le parti non abbiano potuto proporli
prima per causa ad esse non imputabile, ovvero nel convincimento del
giudice della indispensabilità degli stessi per la decisione (Sez. Un. 20
aprile 2005, n. 8203).
La Corte di merito non ha violato la norma in argomento.
2.1.2 In primo luogo, va escluso che la deduzione, per la prima

volta con l’atto di appello (incidentale) da parte della
Assicurazione, dello stato di separazione personale del coniuge
che ha diritto al risarcimento del danno per la morte del marito,
causata dal fatto illecito del terzo, sia configurabile come
<>.
Nella prospettazione del ricorso è ravvisabile una erronea
commistione tra due diverse fonti di obbligazione, e dei diritti
che ne derivano, nettamente distinte nell’ordinamento positivo:
gli obblighi coniugali, che trovano la loro fonte nel matrimonio e
nella legge, e l’obbligazione di risarcire il danno nascente dal
fatto illecito. Obbligazione, quest’ultima, avente per oggetto una
somma di denaro, che rappresenta l’equivalente monetario del danno
cagionato, con funzione restitutoria, di «ricostituzione,
4

2.1.1. L’art. 345 cod. proc. civ., nella formulazione applicabile ratione

restaurazione» del <

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