Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25388 del 12/12/2016


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Cassazione civile sez. VI, 12/12/2016, (ud. 19/10/2016, dep. 12/12/2016), n.25388

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ARIENZO Rosa – Presidente –

Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21361/2014 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, C.F. (OMISSIS), in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’Avvocatura

centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso, unitamente e

disgiuntamente, dagli avvocati MAURO RICCI, EMANUELA CAPANNOLO e

CLEMENTINA PULLI, giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

PROVINCIA DI CAGLIARI, U.R.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 169/2014 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,

emessa il 21/05/2014 e depositata il 10/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

19/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FABRIZIA GARRI;

udito l’Avvocato Emanuela Capannolo, per il ricorrente, che si

riporta al ricorso.

Fatto

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

L’Inps, sulla base di due motivi, chiede la cassazione della sentenza della Corte di appello di Cagliari che nel giudizio promosso da U.R. nei confronti della Provincia di Cagliari e dello stesso istituto per ottenere l’accertamento del diritto all’iscrizione nelle liste del collocamento obbligatorio, in riforma della sentenza di primo grado, poneva a carico dell’Istituto le spese di giudizio e quelle di consulenza medico legale ritenendo che “nell’esercizio della sua funzione amministrativa di verifica ha avallato l’attività di accertamento sanitario svolta dalla commissione medica in materia di invalidità funzionale all’iscrizione nelle liste del collocamento obbligatorio (…) mentre nessun addebito può muoversi alla Provincia rimasta totalmente estranea al fatto determinativo della lite”.

Sostiene l’Istituto che la domanda di condanna alle spese nei suoi confronti sarebbe stata proposta tardivamente solo in sede di appello incidentale. Inoltre evidenzia che è la Provincia l’organo deputato all’iscrizione nelle liste speciali dei soggetti in possesso di tutti i requisiti di legge e che la partecipazione nel giudizio dell’Inps era necessitata, in qualità di litisconsorte, in adempimento dell’obbligo di legge previsto dal D.L. n. 203 del 2005, art. 10, conv. in L. n. 248 del 2005 e del D.P.C.M. 30 marzo 2007, art. 5, comma.

Nessuno si è costituito per le parti intimate.

Tanto premesso va rammentato che in materia di collocamento obbligatorio, il D.Lgs. n. 469 del 1997, art. 6, comma 2, lett. b), ha attribuito alle province i compiti relativi all’iscrizione nelle liste di collocamento, nonchè quelli di verifica delle condizioni sanitarie richieste a tal fine, in quanto ha istituito, all’interno dell’organismo provinciale, un comitato tecnico di esperti nella materia dell’inabilità, che devono espressamente valutare le residue capacità lavorative degli interessati; ne consegue che la domanda volta ad ottenere l’accertamento del diritto soggettivo all’ iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio, o il pettnanere delle relative condizioni sanitarie, è ritualmente promossa nei confronti della provincia (cfr. Cass. n. 16150 del 2015, n. 21699 del 2013, n. 18637 del 2012 e già n. 1636 del 2012 e n. 10538 del 2008) e l’Inps partecipa al giudizio quale litisconsorte in adempimento dell’obbligo dettato dal D.L. 30 settembre 2005, n. 203, art. 10, convertito in L. 2 dicembre 2005, n. 248 e del D.P.C.M. 30 marzo 2007, art. 5, comma 4.

Per tutto quanto sopra considerato, si propone, ex art. 375 c.p.c., n. 5, che il ricorso, manifestamente fondato, sia accolto e che la sentenza sia cassata in punto di spese che dovranno, con decisione di merito, essere poste a carico della Provincia di Cagliari nella misura già liquidata dal giudice di merito.

Le spese del giudizio di legittimità devono essere compensate tenuto conto del comportamento processuale delle parti che non hanno dato spunto al capo della pronuncia oggi cassata.

PQM

La Corte, accoglie il ricorso. Cassa il capo della sentenza sulle spese e decidendo nel merito condanna la Provincia di Cagliari al pagamento delle spese processuali nella misura già liquidata dal giudice di merito. Compensa tra le parti le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 19 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 12 dicembre 2016

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