Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25355 del 12/12/2016


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Cassazione civile sez. II, 12/12/2016, (ud. 29/09/2016, dep. 12/12/2016), n.25355

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17009-2013 proposto da:

G.M.T. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in

ROMA, CIRCONVALAZIONE CLODIA, 29, presso lo studio dell’avvocato

BENEDETTO MARZOCCHI BURATTI, rappresentata e difesa dall’avvocato

MARIO PISTOLESE giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

nonchè contro

T.P.F., T.D., T.C.,

T.A.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 1395/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 12/03/2013;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

29/09/2016 dal Consigliere Dott. MAURO CRISCUOLO;

udito l’Avvocato Marzocchi Buratti per la ricorrente;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. SERVELLO GIANFRANCO che ha concluso per l’estinzione

del giudizio.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione notificata in data 13.12.2003, G.M.T. conveniva davanti al Tribunale di Roma T.A., T.C., T.D. e T.P.F. per sentire dichiarare aperta la successione di T.C.A. e, previa stima dell’asse ereditario opportunamente ricostruito, procedere alla formazione delle rispettive quote ereditarie e alla conseguente formazione dell’asse, costituito da beni immobili, mobili, denaro e titoli.

Deduceva, al riguardo: che aveva contratto matrimonio con T.C.A. in data (OMISSIS) (Romania); che il matrimonio era stato trascritto presso il Comune di Roma; che si era successivamente trasferita presso l’abitazione del T., in (OMISSIS), eletta come casa coniugale sino alla scomparsa del coniuge occorsa in data (OMISSIS); che, in seguito al decesso del T., erano a questo subentrati per successione legittima, oltre alla moglie, anche i figli di prime nozze del T.A., C., D. e P.F.; che alla morte della moglie di prime nozze il de cuius e i figli avevano già ereditato il 50% della proprietà del solo immobile di via (OMISSIS); che, per l’effetto, il de cuius era proprietario di 1/2 dell’edificio da cielo a terra sito in (OMISSIS), composto da 6 appartamenti, di un locale uso autorimessa c/o deposito e corte annessa, di un terreno sito in (OMISSIS) dell’appartamento sito a (OMISSIS), di un conto corrente presso banca Fideuram che al momento del decesso del de cuius presentava un saldo attivo di Euro 1.432,78, nonchè di un conto titoli Fonditalia per un controvalore di Euro 84.623,34 e di certificati azionari relativi a Seat Pagine Gialle per un controvalore di Euro 89.392,00; che, successivamente alla scomparsa del marito, l’istante aveva continuato ad abitare nell’appartamento di via (OMISSIS), a cui nel 1993 era stato annesso anche l’int. 3; che, pertanto, spettava alla G. 1/3 dei beni complessivamente caduti in successione nonchè il godimento della casa coniugale con tutto il mobilio ivi esistente; che i figli del de cuius avevano proposto davanti all’autorità giudiziaria rumena azione diretta all’annullamento del matrimonio contratto dal proprio dante causa. I figli del de cuius proponevano autonoma azione legale nei confronti della G. con cui chiedevano, in conseguenza della proposizione della domanda diretta ad ottenere l’annullamento del matrimonio, a tutela dell’asse ereditario, che la convenuta fosse condannata al risarcimento dei danni e alla corresponsione dei frutti per l’illegittima occupazione dell’appartamento di via (OMISSIS) nonchè alla restituzione di somme illegittimamente detenute. Nelle more, l’azione intrapresa davanti all’autorità giudiziaria rumena, sia in primo che in secondo grado, era respinta. I due giudizi intrapresi davanti al Tribunale di Roma erano invece riuniti e, all’esito, era espletata la relativa istruttoria mediante ammissione di ctu.

Con sentenza n. 19337 depositata il 25.09.2009 il Tribunale così provvedeva: dichiarava aperta la successione di T.C.A., determinando la quota della G. nella misura di 1/3 e quella dei figli del T. nella misura complessiva di 2/3; disponeva lo scioglimento della comunione ereditaria, attribuendo alla G. la proprietà esclusiva della metà dell’intero degli immobili caduti in successione relativamente alla palazzina di via (OMISSIS), del terreno sito in (OMISSIS), delle porzioni immobiliari site in (OMISSIS); attribuiva, invece, la proprietà esclusiva dei restanti beni, rappresentati dalle custodie titoli Fonditalia e Seat Pagine Gialle e dal saldo del conto corrente acceso presso banca Fideuram, ai figli del T.; determinava in Euro 675.495,61, oltre interessi, il controvalore in denaro dovuto dalla G. ai figli del T. a titolo di conguaglio, con relativa costituzione di ipoteca legale sugli immobili attribuiti alla prima.

Avverso tale sentenza interponevano appello davanti alla Corte d’Appello di Roma T.A., T.C., T.D. e T.P.F. per le seguenti ragioni: errore di calcolo del valore dei beni nella formazione dell’asse ereditario, errore di fatto in relazione alla quota del 50% dell’immobile di via (OMISSIS) caduto in successione, errore di fatto in relazione alla proprietà del terreno sito in località (OMISSIS); falsa applicazione di legge in relazione agli artt. 713 e ss. c.c., falsa applicazione di legge in relazione all’art. 112 c.p.c.. La G. si costituiva in giudizio e contestava le ragioni avversarie dell’impugnazione, proponendo appello incidentale con cui chiedeva che si procedesse all’esatta ricostruzione dell’asse ereditario in relazione alla quota di spettanza, con relativa rinnovazione dei beni da assegnare.

Con sentenza n. 1395/2013 depositata il 12.03.2013, l’appello era in parte accolto. In parziale riforma della sentenza impugnata, era assegnata a G.M.T., in proprietà esclusiva, la quota caduta in successione dei seguenti beni: appartamento sito in (OMISSIS), appartamento sito in (OMISSIS), con annesso int. A, appartamento sito in (OMISSIS), 1/3 dei titoli Fonditalia e dei titoli Seat Pagine Gialle, Euro 20.000,00 a titolo di ricavato della vendita dell’autovettura del de cuius, Euro 15.744,34 quale somma contante già nella sua disponibilità, il saldo del conto corrente Fideuram, Euro 27.000,00 a titolo di canoni di locazione già percepiti, oltre ad un conguaglio a carico degli appellanti di Euro 17.660,71, con interessi legali dalla sentenza di primo grado; mentre era assegnata congiuntamente a T.A., T.C., T.D. e T.P.F., in proprietà esclusiva, la quota caduta in successione dei seguenti beni: appartamento sito in (OMISSIS), appartamento sito in (OMISSIS), appartamento sito in (OMISSIS), box sito in (OMISSIS), terreno) sito in (OMISSIS), con soprastante manufatto, con l’obbligo di corrispondere il conguaglio indicato; erano compensate le spese del grado ed era confermata nel resto l’impugnata sentenza.

Avverso l’indicata sentenza della Corte d’Appello di Roma ha proposto ricorso per cassazione G.M.T., articolato su un unico motivo.

Gli intimati T.A., T.C., T.D. e T.P.f. non hanno svolto difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

In data 27 maggio 2016 è stato depositato atto di rinuncia al ricorso per cassazione ed all’udienza è comparsa personalmente la ricorrente confermando la volontà di rinunzia.

In conseguenza di ciò, il processo va dichiarato estinto ex artt. 390 e 391 c.p.c., nulla dovendo disporsi per le spese di lite atteso il mancato svolgimento di attività difensiva da parte degli intimati.

P.Q.M.

dichiara estinto il processo.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della 2^ Sezione Civile, il 29 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 12 dicembre 2016

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