Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25271 del 09/12/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. lav., 09/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 09/12/2016), n.25271

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NOBILE Vittorio – Presidente –

Dott. MANNA Felice – rel. Consigliere –

Dott. NEGRI DELLA TORRE Paolo – Consigliere –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 12557-2011 proposto da:

C.C., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE

GIUSEPPE MAZZINI 123, presso lo studio dell’avvocato BENEDETTO

SPINOSA, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato ERASMO

PATRIZIO CINQUANTA, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA, quale successore della BANCA

ANTOVENETA S.P.A. C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

VIRGILIO presso lo studio dell’avvocato ENRICO CICCOTTI, che la

rappresenta e difende unitamente agli avvocati GUGLIELMO BURRAGATO,

PIETRO ICHINO, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 900/2010 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 06/05/2010 r.g.n. 1754/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/10/2)16 dal Consigliere Dott. ANTONIO MANNA;

udito l’Avvocato SPINOSA BENEDETTO;

udito l’Avvocato CICCOTTI ENRICO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MATERA Marcello, che ha concluso per l’inammissibilità io subordine

rigetto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza n. 3713/07 il Tribunale capitolino rigettava la domanda di C.C., proposta contro Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., di inquadramento contrattuale nella categoria quadri direttivi 2^ livello (QD2) CCNL bancari.

Secondo il primo giudice il ricorso non aveva allegato il concreto contenuto delle mansioni di analista applicativo esperto, profilo che il lavoratore sosteneva di ricoprire da lungo tempo.

Con sentenza depositata il 6.5.10 la Corte d’appello di Roma ha respinto, perchè sfornito di specifiche censure contro la carenza di allegazione ravvisata dal Tribunale, il gravame del lavoratore, che oggi ricorre per la cassazione della sentenza affidandosi a due motivi.

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. resiste con controricorso.

Le parti depositano memoria ex art. 378 c.p.c.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1- Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 434 c.p.c., in quanto nell’atto d’appello era stato espressamente denunciato l’errore del primo giudice, che non aveva compreso che il profilo di analista applicativo esperto del ricorrente, pacifico inter partes, doveva rientrare nel livello QD3 dopo 24 mesi ai sensi dell’art. 2071 c.c. e non dell’art. 2103 c.c.; ciò dipendeva – prosegue il ricorso – dalla mera lettura dell’istituzione della nuova categoria, quella dei quadri direttivi, nella quale confluivano, dal basso, i lavoratori inquadrati nella quarta area professionale e, dall’alto, i funzionari; nello specifico – prosegue il motivo – il ricorrente, che proveniva dalla BNA ed era inquadrato come quadro super sin dal 1.3.88, aveva diritto ad essere automaticamente inquadrato come QD2; in breve – conclude il motivo – prima di confrontare le mansioni in concreto svolte con quanto previsto dalla declaratoria contrattuale, si sarebbe dovuta cercare la previsione contrattuale per l’inquadramento richiesto esaminando il combinato disposto dell’accordo sindacale del 22.11.2000 e della preintesa del 3.1.02.

Il secondo motivo denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. in combinato disposto con gli artt. 1362, 1363, 1367, 2071 e 2103 c.c., per non avere i giudici di merito tenuto conto dei documenti già prodotti fin dal primo grado di giudizio e del principio secondo cui non vanno provati i fatti non contestati: nel caso di specie – conclude il motivo – la figura di analista ricoperta dal ricorrente era pacifica tra le parti.

2- Il primo motivo è fondato nei sensi qui di seguito chiariti.

Si premetta che, secondo il principio sancito da Cass. S.U. n. 8077/12, cui va data continuità, quando con il ricorso per cassazione venga dedotto un error in procedendo, il sindacato del giudice di legittimità investe direttamente l’invalidità denunciata, mediante l’accesso diretto agli atti sui quali si basa il ricorso medesimo, indipendentemente dall’eventuale sufficienza e logicità della motivazione adottata in proposito dal giudice di merito, atteso che, in tali casi, la Corte di cassazione è giudice anche del fatto processuale.

Nel caso di specie, sosteneva in sostanza l’appellante (oggi ricorrente) che era superfluo allegare le concrete modalità di svolgimento delle mansioni, bastando il profilo professionale pacificamente attribuitogli dalla società, atteso che la domanda era stata proposta non già per far valere, ai sensi dell’art. 2103 c.c., il diritto ad un superiore inquadramento in virtù delle mansioni di fatto espletate, ma per far dichiarare che il profilo di analista applicativo esperto bastava di per sè ad ottenere la categoria quadri direttivi 2^ livello (QD2) in virtù delle fonti collettive succedutesi nel tempo ed espressamente invocate fin dall’atto introduttivo di lite.

Questa, sostanzialmente, era stata la censura mossa in appello per contestare la ratio decidendi adottata dal primo giudice, di guisa che l’impugnazione – contrariamente a quanto ritenuto dai giudici del gravame – era tale da confutare validamente ex art. 434 c.p.c. la pronuncia di prime cure.

A questo punto la Corte territoriale avrebbe dovuto esaminare nel merito l’appello.

Ciò non ha fatto, erroneamente supponendo l’inidoneità dell’atto di gravame.

3- L’accoglimento del primo motivo assorbe la disamina del secondo.

4- In conclusione, si accoglie il primo motivo e si dichiara assorbito il secondo, con conseguente cassazione della sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvio, anche per le spese, alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione, che dovrà, nell’ordine, verificare:

a) se il profilo contrattuale del ricorrente è effettivamente quello di analista applicativo esperto alla luce di quanto riconosciutogli e praticatogli dalla società;

b) se, in caso di riscontro affermativo all’accertamento che precede, tale profilo rientra o meno nell’invocata categoria quadri direttivi 2^ livello (QD2) alla stregua delle fonti collettive invocate in ricorso.

P.Q.M.

LA CORTE

accoglie il primo motivo, dichiara assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 6 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 9 dicembre 2016

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA