Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25243 del 29/11/2011

Cassazione civile sez. III, 29/11/2011, (ud. 04/11/2011, dep. 29/11/2011), n.25243

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MORELLI Mario Rosario – Presidente –

Dott. PETTI Giovanni Battista – Consigliere –

Dott. CHIARINI Maria Margherita – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. CARLUCCIO Giuseppa – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 26226-2009 proposto da:

E.V.D. (OMISSIS), considerato domiciliato

“ex lege” in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE,

rappresentato e difeso dagli Avvocati TOSCANO ISIDORO e, MOSCHETTI

ELIGIO giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

P.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA E.Q. VISCONTI 20, presso lo studio dell’avvocato GIUNGATO

MARIA MADDALENA, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

ALBENZIO FRANCESCO giusta delega in atti;

– controricorrente –

e contro

COMUNE DI CASAMASSIMA (OMISSIS);

– intimati –

nonchè da:

COMUNE DI CASAMASSIMA (OMISSIS) in persona del suo legale

rappresentante il Sindaco pro tempore Prof. D.T.D.

V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TRIONFALE 5697, presso

lo studio dell’avvocato BATTISTA DOMENICO, rappresentato e difeso

dall’avvocato CLARIZIO GIOVANNI giusta delega in atti;

– ricorrente incidentale –

e contro

E.V.D. (OMISSIS), P.G.

(OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 902/2008 della CORTE D’APPELLO di BARI,

depositata il 13/10/2008, R.G.N. 1771/2003;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

04/11/2011 dal Consigliere Dott. GIUSEPPA CARLUCCIO;

udito l’Avvocato MARIA MADDALENA GIUNGATO;

udito l’Avvocato GIOVANNI CLARIZIO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

BASILE Tommaso che ha concluso per l’inammissibilità in subordine

rigetto;

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. P.G. conveniva in giudizio il Comune di Casamassima e E.V.D., quale titolare della omonima ditta, per sentirli condannare in solido ai danni alla persona e alla propria autovettura, subiti in esito all’incidente in (OMISSIS), accaduto per un chiusino rotto della fognatura.

Il Tribunale di Bari riteneva la responsabilità concorrente (per due terzi) de Comune e dell’impresa di E., affidataria dei lavori sulla strada, e la responsabilità (per il rimanente terzo) del danneggiato; condannava in solido il Comune e l’ E. ai pagamento di circa euro 16 mila, oltre accessori.

2. La Corte di appello di Bari confermava la sentenza, rigettando l’appello principale di E. e gli appelli incidentali del Comune e del P. (sentenza del 13 ottobre 2008).

3. Avverso la suddetta sentenza E. propone ricorso con due motivi. Resistono con controricorso P. e il Comune di Casamassima; quest’ultimo propone ricorso incidentale con tre motivi.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Il collegio ha disposto l’adozione di una motivazione semplificata. E’ applicabile ratione temporis l’art. 366-bis cod. proc. civ..

La decisione ha per oggetto i ricorsi riuniti proposti avverso la stessa sentenza.

2. Il ricorso principale mira ad ottenere l’affermazione della responsabilità esclusiva del Comune.

Con il primo motivo E. deduce motivazione omessa e insufficiente in ordine al fatto controverso costituito dalla qualificazione del rapporto contrattuale intercorrente tra il Comune e l’impresa, che, secondo l’assunto del ricorrente sarebbe appalto di servizi e non di opera. Con il secondo motivo si deduce omessa e insufficiente valutazione dei fatti controversi connessi al mancato esame di circostanze risultanti dalle deposizioni testimoniali, rese nel processo penale a carico di E..

Il ricorso principale è inammissibile per il mancato rispetto dell’art. 366-bis cod. proc. civ. da parte di tutti i motivi.

Infatti, vizi motivazionali dedotti, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, non contengono il momento di sintesi (la cui funzione è omologa a quella del quesito di diritto) idoneo a circoscrivere puntualmente i limiti del motivo, in modo da non ingenerare incertezze in sede di formulazione del ricorso e di valutazione della sua ammissibilità (Sez. Un. 1 ottobre 2007, n. 20603; 14 ottobre 2008, n. 25117; 30 ottobre 2008 n. 26014).

3. Il ricorso incidentale del Comune di Casamassima mira ad ottenere:

l’affermazione della responsabilità esclusiva del danneggiato P. (primo motivo); dell’ E. (secondo e terzo motivo).

Con il primo motivo si deduce insufficiente motivazione, con il secondo omessa motivazione. Entrambi i motivi (che, peraltro, nella parte esplicativa argomentano su profili giuridici) sono privi del momento di sintesi; ne consegue l’inammissibilità per le ragioni dette rispetto al ricorso principale.

Con il terzo si deduce omessa motivazione in ordine all’art. 21 del capitolato di appalto tra il Comune e E.. Pur non essendo graficamente articolato come momento di sintesi, è chiaro che l’omesso esame concerne una clausola del capitolato, riportata in ricorso, che esonera il Comune dai danni in dipendenza dei lavori.

Questo motivo è inammissibile per la mancanza di decisività dell’omissione in una controversia dove, in mancanza di domanda di regresso del Comune nei confronti dell’impresa di E., la clausola resta rilevante solo nell’ambito dei rapporti tra le suddette parti. In conclusione, anche il ricorso incidentale è inammissibile.

4. Le spese tra il ricorrente principale e il ricorrente incidentale sono integralmente compensate in ragione della reciproca soccombenza.

Le spese tra E. e P. seguono la soccombenza.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE pronunciando sui ricorsi riuniti, dichiara inammissibile il ricorso principale e il ricorso incidentale; compensa integralmente le spese processuali de giudizio di cassazione tra il ricorrente principale e il ricorrente incidentale; condanna E.V.D. al pagamento delle spese processuali, che liquida in Euro 2.200,00, di cui Euro 200,00 per spese, oltre alle spese generati ed agli accessori di legge, in favore di P.G..

Così deciso in Roma, il 4 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 29 novembre 2011

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