Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25241 del 29/11/2011

Cassazione civile sez. III, 29/11/2011, (ud. 04/11/2011, dep. 29/11/2011), n.25241

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MORELLI Mario Rosario – Presidente –

Dott. PETTI Giovanni Battista – Consigliere –

Dott. CHIARINI Maria Margherita – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. CARLUCCIO Giuseppa – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 25064-2009 proposto da:

T.S. (OMISSIS), nella sua qualità di

mandatario speciale di M.A.I.F. (Mutuelle Assurance des Instituers de

France) elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ALBERICO II 11, presso

lo studio dell’avvocato SCARPA ANGELO, che lo rappresenta e difende

giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

D.M. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA PANAMA 88, presso lo studio dell’avvocato SPADAFORA

GIORGIO, che lo rappresenta e difende giusta delega in atti;

– controricorrente –

e contro

E.P., B.H., ANAS SPA, E.A.,

K.B.M.H., R.B., E.M.,

DE.KE.PA.MA.MA., COMUNE DI AIROLE;

– intimati –

avverso la sentenza n. 383/2009 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,

depositata il 07/04/2009; R.G.N. 53/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

04/11/2011 dal Consigliere Dott. GIUSEPPA CARLUCCIO;

udito l’Avvocato FABIO ALBERICI per delega;

udito l’Avvocato GIORGIO SPADAFORA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

BASILE Tommaso che ha concluso per rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. La MAIF – Mutuelle Assurance des Instituteurs de France – società assicuratrice dell’autovettura di proprietà di N.C., che era stata investita da un masso di roccia caduto dal fianco del monte mentre percorreva, con alcuni trasportati, la strada statale n. (OMISSIS) in direzione (OMISSIS), conveniva in giudizio (con atto notificato nel 1994)) dinanzi al Tribunale di Sanremo l’AIMAS, D.M. nella qualità di responsabile dell’ANAS, e il Comune di Airole. Premetteva che nel sinistro avevano perduto la vita due passeggeri, altri due e il conducente avevano riportato lesioni, l’autovettura aveva riportato danni. Aggiungeva che, sulla base di sentenza di condanna del Tribunale di Nizza, aveva liquidato alle vittime e ai loro aventi causa una somma complessiva pari a circa 835.000,00 Fr. Fr., a titolo di danni non patrimoniali e patrimoniali; agiva in rivalsa nei confronti dei responsabili del sinistro.

Intervenivano volontariamente gli aventi causa delle persone decedute, deducendo di aver ricevuto dalla assicurazione solo un ristoro parziale e chiedendo l’integrale risarcimento fino alla concorrenza degli importi ricevuti.

Il giudice di primo grado rigettava integralmente le domande della MAIF e degli intervenuti.

2. La Corte di appello di Genova (adito dalla MAIF con atto notificato nel 2005) accoglieva parzialmente l’azione di rivalsa svolta dalla MAIF, condannando in solido D.M. e l’ANAS al pagamento del controvalore in euro di circa 57.171,00 Fr. Fr., oltre accessori. Respingeva gli appelli incidentali proposti dall’ANAS e dagli aventi causa delle persone decedute. Dichiarava interamente compensate tra le parti le spese di entrambi i gradi di giudizio (sentenza del 7 aprite 2009).

3. Avverso la suddetta sentenza, la MAIF propone ricorso per cassazione con due motivi, corredati da quesiti.

Il D. resiste con controricorso, illustrato da memoria.

Le altre parti, ritualmente intimate, non svolgono difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Il collegio ha disposto l’adozione di una motivazione semplificata.

2. La Corte di merito ha parzialmente riformato la decisione del primo giudice. Ai fini che ancora rilevano nel presente giudizio di cassazione, la decisione si fonda sulle seguenti argomentazioni essenziali.

La condizione di reciprocità richiesta dall’art. 16 preleggi – per l’ipotesi di azione di rivalsa proposta dall’assicuratore straniero nei confronti dei soggetti italiani indicati come responsabili del sinistro – la quale, integrando un fatto costitutivo della pretesa, deve essere provata dall’attrice in caso di contestazione, è dimostrata in base al principio dell’acquisizione delle prove.

Infatti, l’ANAS ha indicato il riferimento normativo francese (della Legge Francese n. 677 del 1985, art. 31), cui la MAIF ha prestato adesione, come si evince dall’atto di appello. Sulla base di tale legge, l’azione di rivalsa è suscettibile di accoglimento limitatamente all’indennizzo corrisposto a titolo di risarcimento della lesione dell’integrità fisica, nozione da reputarsi coincidente con quella di danno biologico. Con conseguente rigetto della domanda di rivalsa per l’indennizzo corrisposto a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali e del danno morale.

3. Con il primo motivo di ricorso, si deduce violazione e falsa applicazione della condizione di reciprocità (art. 16 preleggi), dell’art. 24 Cost., della Legge Francese n. 677 del 1985, art. 31 come modificata dalla Legge Francese n. 1640 del 2006, in riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3.

Si censura la sentenza nella parte in cui ha limitato l’indennizzo alla lesione della integrità fisica, escludendo l’indennità corrispondente alle sofferenze fisiche o morali e al pregiudizio estetico, ignorando e disapplicando l’art. 31, come modificato dalla Legge Francese n. 1640 del 2006.

3.1. Il motivo è inammissibile, oltre che per difetto di autosufficienza, per l’assorbente ragione del carattere di novità della censura.

Si lamenta la mancata applicazione nel giudizio pendente della modifica, intervenuta nel 2006, alla legge francese del 1985.

A parte la mancata riproduzione del testo della norma, come asseritamente modificata in senso favorevole alla ricorrente, nulla è detto in ricorso in ordine alla prospettazione di tale modifica normativa nel giudizio di appello – della quale non vi è cenno in sentenza – in una alle ragioni per le quali la stessa modifica sarebbe stata applicabile retroattivamente.

Consegue l’inammissibilità del motivo.

4. Con il secondo motivo si censura la statuizione di integrale compensazione delle spese processuali (artt. 91 e 92 cod. proc. civ., in riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3).

4.1. E’ applicabile ratione temporis l’art. 92 cod. proc, civ. nella formulazione originaria, prima delle novelle apportate dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263, e dalla L. 18 giugno 2009, n. 69.

Secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte (a partire da Sez. Un. 30 luglio 2008, n. 20598 e, da ultimo, sezione sesta, Cass. 2 dicembre 2010, n. 24531), i giusti motivi possono evincersi anche dal complessivo tenore della sentenza.

Nella specie, la Corte di merito ha compensato le spese di entrambi i gradi di giudizio, rinvenendo la sussistenza di giusti motivi in considerazione dei limiti quantitativi dell’accoglimento dell’appello e della peculiare natura della controversia. Dalla motivazione si deduce il rilievo del contrapposto esito del giudizio di primo grado e di secondo.

La ricorrente, quindi, ha inammissibilmente censurato la sentenza per violazione di legge.

5. Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE dichiara inammissibile il ricorso; condanna la MAIF – Mutuelle Assurance des Instituteurs de France al pagamento delle spese processuali del giudizio di cassazione, che liquida in Euro 8.200,00, di cui Euro 200,00 per spese, oltre alle spese generali ed agli accessori di legge, in favore di D.M..

Così deciso in Roma, il 4 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 29 novembre 2011

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