Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25235 del 24/10/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 24/10/2017, (ud. 21/09/2017, dep.24/10/2017),  n. 25235

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – Consigliere –

Dott. DI PAOLA Luigi – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al nr. 26882-2016 proposto da:

F.L., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e

difesa dall’avvocato CAROLINA MUSICO’;

– ricorrente –

contro

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTERO DELL’ECONOMIA E

DELLE FINANZE, (OMISSIS), MINISTERO DELL’ISTRUZIONE UNIVERSITA’ E

RICERCA (OMISSIS), MINISTERO DEL LAVORO SALUTE E POLITICHE SOCIALI,

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA;

– intimati –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 1611/2016 del

TRIBUNALE di MESSINA, depositata il 25/10/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 21/09/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI DI PAOLA;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. FRESA Mario, che, visto l’art.

380 ter c.p.c., chiede che la Corte di Cassazione, in camera di

consiglio, dichiari inammissibile l’istanza per regolamento di

competenza.

Fatto

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO

1 – La sentenza impugnata con regolamento facoltativo di competenza ha, da un lato, rigettato la domanda della ricorrente volta al conseguimento della differenza tra la retribuzione prevista e corrisposta ai medici neoassunti dal Sistema Sanitario Nazionale e il percepito o, in via subordinata, tra quanto dovuto in base alla direttiva comunitaria concernente l’adeguata remunerazione degli specializzandi e le somme effettivamente ricevute; ha, dall’altro, dichiarato l’incompetenza per territorio del giudice adito in relazione alla domanda risarcitoria proposta, in subordine, per dedotta violazione del diritto comunitario da parte dello Stato Italiano.

Gli intimati non si sono costituiti.

Il procuratore generale ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

2 – La ricorrente, con il proposto ricorso, intende, con riferimento alla domanda rigettata nel merito, porre in dubbio, con argomentazioni (incentrate sulla competenza inderogabile della domanda subordinata, cui quella principale è funzionale, nonchè su ragioni di economia processuale) ribadite in memoria, la competenza da ella stessa ipotizzata e non disconosciuta dall’organo giudicante; il che è inammissibile, difettandovi l’interesse che deve sorreggere l’impugnazione (cfr., sul punto, Cass. n. 14006/2002: “L’attore non può impugnare per incompetenza – anche per materia – la pronuncia, pur a lui sfavorevole nel merito, del giudice da esso stesso adito, non sussistendo l’interesse ad impugnare la sentenza, per la non configurabilità di una soccombenza in punto di competenza”; in senso analogo v., in precedenza, Cass. n. 9539/1997).

Nulla va disposto per le spese non avendo gli intimati svolto attività difensiva.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

PQM

rigetta il ricorso; nulla sulle spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 21 settembre 2017.

Depositato in Cancelleria il 24 ottobre 2017

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