Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2523 del 03/02/2010

Cassazione civile sez. I, 03/02/2010, (ud. 23/10/2009, dep. 03/02/2010), n.2523

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITTORIA Paolo – Presidente –

Dott. FELICETTI Francesco – Consigliere –

Dott. CECCHERINI Aldo – rel. Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 20364/2008 proposto da:

B.S. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA SICILIA 23 5, presso l’avvocato DI GIOIA

Giulio, che lo rappresenta e difende giusta procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

– intimato –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il

22/02/2008;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

23/10/2009 dal Consigliere Dott. ALDO CECCHERINI;

udito per il ricorrente l’Avvocato CALVETTA (con delega) che ha

chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

VELARDI Maurizio, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con decreto 22 febbraio 2008, la Corte d’appello di Roma, decidendo sulla domanda proposta dal signor B.S., condannò il Ministero della Giustizia al pagamento dell’equa riparazione dovuta per l’irragionevole durata di un processo avente ad oggetto l’accertamento della proprietà di un fondo rustico, liquidando per il periodo eccedente la durata ragionevole (determinato in due anni) il danno non patrimoniale in Euro 800,00 in ragione della modestia della posta in gioco, e liquidò le spese del giudizio, poste a carico dell’amministrazione e distratte a favore degli avvocati Giulio Di Gioia e Milena Monica De Nicola, in complessivi Euro 850,00, di cui Euro 250,00 per diritti ed Euro 500,00 per onorari.

Per la cassazione del decreto, non notificato, ricorre il Signor B.S. con atto notificato in data 21 luglio 2008, con un unico mezzo d’impugnazione.

L’amministrazione non ha svolto difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il ricorso si censura per difetto di motivazione il criterio seguito nella determinazione dell’ammontare dell’equa riparazione, per essersi la corte territoriale immotivatamente d irragionevolmente discostata dai criteri della Corte europea dei diritti dell’uomo, liquidando Euro 400,00 per ogni anno d’irragionevole ritardo.

Il motivo è fondato. Il generico richiamo alla natura della causa, che aveva ad oggetto l’accertamento della proprietà di un fondo rustico, non costituisce adeguata motivazione del giudizio di modestia della posta in gioco, e non giustifica pertanto l’abbassamento del criterio di liquidazione dell’equa riparazione per l’ingiustificato ritardo nella conclusione del processo.

Il decreto impugnato deve essere pertanto cassato in relazione al vizio di motivazione denunciato, e la causa può essere decisa anche nel merito, non essendo emersi elementi di valutazione che giustifichino una riduzione degli ordinari criteri applicati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, con la liquidazione a favore della parte ricorrente dell’equa riparazione per due anni di complessivi Euro 2.000,00, con gli interessi legali dalla domanda.

Le spese del giudizio sono a carico dell’amministrazione soccombente, e sono liquidate, per il grado svoltosi davanti alla corte territoriale, in complessivi Euro 917,00, di cui Euro 50,00 per esborsi, Euro 500,00 per onorari ed Euro 367,00 per diritti, oltre alle spese generali e agli accessori come per legge, da distrarsi a favore dei procuratori antistatari, come già disposto nel decreto impugnato.

Sono inoltre a carico dell’amministrazione soccombente le spese del grado di legittimità, liquidate come in dispositivo e distratte a favore dell’avvocato Giulio Di Gioia, dichiaratosi antistatario.

P.Q.M.

La corte accoglie il ricorso nei termini di cui in motivazione, cassa il decreto impugnato e, decidendo nel merito, condanna l’amministrazione a corrispondere alla parte ricorrente, a titolo di equa riparazione, la somma di Euro 2,000,00, con gli interessi dalla domanda al saldo, e le spese del giudizio, che determina:

per il giudizio davanti alla corte d’appello, in Euro 50,00 per esborsi, Euro 367,00 per diritti, Euro 500,00 per onorari, oltre alle spese generali e agli accessori di legge, disponendo che siano distratte a favore degli avvocati Giulio Di Gioia e Milena Monica De Nicola;

per il giudizio di legittimità, in Euro 600,00 di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre alle spese generali e agli accessori di legge, disponendo che siano distratte a favore dell’avvocato Giulio Di Gioia.

Manda alla cancelleria per le comunicazioni di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 5.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima della Corte Suprema di Cassazione, il 23 ottobre 2009.

Depositato in Cancelleria il 3 febbraio 2010

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