Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25200 del 23/06/2010

Cassazione civile sez. trib., 23/06/2010, (ud. 11/02/2010, dep. 23/06/2010), n.15200

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ALTIERI Enrico – Presidente –

Dott. D’ALONZO Michele – rel. Consigliere –

Dott. BOGNANNI Salvatore – Consigliere –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso (iscritto al n. 16771/05 di R.G.) proposto da:

M.N., residente in

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in Roma alla Via

Crescenzio n. 2 (scala B) presso l’avv. D’Alessandro Maria Cristina

insieme con l’avv. Pierluigi VINCI (del Foro di Vicenza) che lo

rappresenta e difende in forza della procura speciale rilasciata in

calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

il Comune di (OMISSIS), in persona del Sindaco

pro tempore, elettivamente domiciliato in Roma al Viale dei Paridi n.

43 presso lo studio dell’avv. D’AYALA VALVA Francesco che lo

rappresenta e difende in forza della procura speciale rilasciata a

margine del controricorso;

– controricorrente –

nonchè

sul ricorso incidentale (iscritto al n. 20199/05 di R.G.) proposto

da:

Comune di (OMISSIS), ut supra rappresentato e

difeso;

– ricorrente incidentale –

contro

il M.;

– intimato –

entrambi i ricorsi avverso la sentenza n. 40/20/04 depositata il 3

marzo 2005 dalla Commissione Tributaria Regionale del Veneto

(notificata il 20 aprile 2005).

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del giorno 11

febbraio 2010 dal Cons. dr. Michele D’ALONZO;

sentite le difese del Comune, perorate dall’avv. Francesco D’AYALA

VALVA;

udito il. P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale dr. SEPE

Ennio Attilio, il quale ha concluso per la declaratoria di estinzione

“per rinuncia”.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso notificato al Comune di (OMISSIS), la M.N., in forza di sei motivi, chiedeva di cassare (“con rifusione delle spese del presente e dei precedenti gradi di giudizio”) la sentenza n. 40/20/04 della Commissione Tributaria Regionale del Veneto (depositata il 3 marzo 2005 e notificata il 20 aprile 2005) che aveva recepito l’appello di detto Comune avverso la decisione (69/10/03) della Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza la quale, invece, previa riunione, aveva accolto i suoi ricorsi avverso gli a avvisi con i quali il medesimo Comune aveva accertato a suo carico, per gli anni dal 1995 al 2000, una maggiore imposta comunale sugli immobili (ICI) in conseguenza della “rettifica dei valori imponibili e rilevanti” ai fini di detta imposta per il compendio immobiliare di cui egli era titolare nel Comune medesimo.

Nel proprio controricorso il Comune intimato, “in ogni caso con vittoria delle spese di giudizio”, instava per l’accoglimento del ricorso incidentale (fondato su di un solo motivo) da esso spiegato avverso la medesima decisione e, comunque, per il rigetto (o per la declaratoria di inammissibilità) dell’impugnazione del M..

Successivamente le parti depositavano atto con il quale:

(1) “l’avv. Pierluigi Vinci”, “rappresentante per mandato speciale” di M.N., “dichiara di rinunciare agli atti del procedimento” (iscritto al “NRG 16771/05”) da lui proposto “a spese interamente compensate, rinunciando altresì all’udienza pubblica …

fissata per il giorno 11 febbraio 2010”;

(2) “l’avv. Francesco d’Ayala Valva, in nome e nell’interesse del suo rappresentato Comune di (OMISSIS) in persona del legale rappresentante pro tempore, che sottoscrive …, dichiara di accettare senza alcuna condizione o riserva la rinuncia agli atti del procedimento nonchè alla pubblica udienza di discussione fissata per il giorno 11 febbraio 2010, il tutto a spese interamente compensate”.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. In via preliminare, ai sensi dell’art. 335 c.p.c, va disposta la riunione dell’impugnazione del Comune all’anteriore del contribuente perchè entrambe dirette contro la medesima decisione.

2. Il giudizio relativo al ricorso principale deve essere dichiarato estinto ai sensi dell’art. 391 c.p.c., comma 2 perchè l’atto depositato (in quanto sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori costituiti) si rivela pienamente osservante di tutte le condizioni, sia sostanziali che formali, all’uopo richieste dall’art. 390 c.p.c.: siffatta situazione processuale, conseguentemente, deve essere aderentemente dichiarata, senza nessun provvedimento in ordine alle afferenti spese processuali avendo entrambe le parti rinunciato, nella sostanza, alle stesse chiedendone la compensazione.

3. Il medesimo atto – pur inidoneo ad estinguere l’intero giudizio in quanto riferito esclusivamente al ricorso principale – rende, altresì, inammissibile (per sopravvenuta carenza di interesse) il ricorso incidentale del Comune atteso che questo ente, espressamente accettando la rinuncia di controparte, ha testualmente dichiarato di non opporre “alcuna condizione o riserva” alla sua accettazione di detta rinunzia si che lo stesso ente ha implicitamente ma inequivocamente rinunciato anche ai suo ricorso incidentale, comunque altrimenti inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.

4. Le spese processuali relative al ricorso incidentale del Comune vanno integralmente compensate tra le arti ai sensi dell’art. 92 c.p.c., comma 2.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi; dichiara estinto il giudizio relativo al ricorso principale e inammissibile il ricorso incidentale; compensa integralmente tra le parti le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 11 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 23 giugno 2010

 

 

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