Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2518 del 01/02/2018


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Civile Ord. Sez. 1 Num. 2518 Anno 2018
Presidente: TIRELLI FRANCESCO
Relatore: DI VIRGILIO ROSA MARIA

sul ricorso 24062/2012 proposto da:
Labortecnic S.r.I., in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Piazzale Clodio n.14,
presso lo studio dell’avvocato Graziani Andrea, rappresentata e
difesa dall’avvocato Pipitone Gioacchino, giusta procura a margine
del ricorso;
-ricorrente contro
Curatela del Fallimento della Medileasing S.p.a.;

Data pubblicazione: 01/02/2018

- intimata avverso la sentenza n. 634/2012 della CORTE D’APPELLO di
PALERMO, depositata il 30/04/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

La Corte,
Rilevato che:
La Corte d’appello di Palermo, con sentenza dell’11-30 aprile 2012,
ha respinto l’appello proposto da Labortecnic s.r.l. nei confronti del
Fallimento Medileasing s.p.a., avverso la sentenza del Tribunale, che
ha dichiarato sciolto il contratto di leasing e condannato la
Labortecnic a restituire l’immobile ed a corrispondere euro 774,69
mensili a titolo di indennizzo per l’illecita occupazione dell’immobile,
dal 16/3/99 al rilascio.
Nello specifico, la Corte d’appello, ritenuta la genericità dei motivi coi
quali erano state riproposte le eccezioni di difetto di “giurisdizione” e
di legittimazione attiva, ha rilevato che, pacifica la natura nel caso di
leasing traslativo, in cui i canoni costituiscono il corrispettivo dell’uso,
la volontà delle parti era nel senso di realizzare il trasferimento del
bene all’utilizzatore dietro esercizio del diritto di opzione, che doveva
essere ex art.6 del contratto esercitato con racc. entro e non oltre il
10/3/94; che nel caso Labortecnic aveva esercitato l’opzione con
racc. del 31/3/94, dopo il fallimento della concedente Medileasing del
28/3/94; che non potendosi equiparare il leasing traslativo alla
vendita a rate con riserva di proprietà, ne conseguiva che all’atto
dell’opzione l’immobile non era passato in proprietà di Labortecnic, da

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27/09/2017 dal cons. DI VIRGILIO ROSA MARIA.

cui l’applicazione della norma generale di cui all’art.72, 4 0 comma,
legge fall., che consente lo scioglimento da parte del curatore.
Ricorre Labortecnic sulla base di cinque motivi.
Il Fallimento non ha svolto difese.
Considerato che:

cod. proc. civ., e degli artt.1 e 5 disp. prel. cod. civ. e 14 del
contratto di locazione.
Deduce di avere fatto valere l’eccezione di “giurisdizione” (rectius,
incompetenza, a seguito della pronuncia Sez. U. del 25/10/2013,
n.24153), stante la clausola compromissoria del contratto.
Col secondo, censura la pronuncia impugnata per violazione ed
omessa applicazione dell’art.72 quater legge fall., introdotto con la
riforma della legge fallimentare, e quindi dell’art.113 cod. proc. civ.
Col terzo, si duole della violazione degli artt. 1453-1455 cod. civ., per
non avere in alcun modo la Corte del merito motivato in relazione alla
gravità dell’inadempimento da parte dell’utilizzatore del bene
concesso in locazione: alla data del fallimento, il debito residuo
dell’utilizzatore

ammontava

ad

euro

6555,39,

a

fronte

dell’ammontare complessivo dei canoni di lire 314.893.000, per cui
l’inadempimento non poteva considerarsi grave.
Col quarto, si duole della violazione degli artt. 1131,1322,1323,1187
cod. civ.,dell’art.6 del contratto e dell’art.72 quater legge fall.
Col quinto, denuncia la violazione degli artt.1460 e ss. cod. civ.,
dell’art.100 cod. proc. civ.; sostiene che il Fallimento deve ritenersi
privo di legittimazione, per effetto della cessione del credito da parte
della Medileasing alla Banca Mediterranea di Credito con atto
17/11/1992, rep.n. 14151 del notaio Cavasino, cessione notificata al
debitore ceduto Labortecnic il 26/11/1992.
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Col primo motivo, la ricorrente denuncia la violazione dell’art.342

Il primo ed il quinto motivo possono essere valutati unitariamente, in
quanto intesi a dolersi del medesimo rilievo svolto dalla Corte
d’appello in relazione all’eccezione di compromissione in arbitrato e di
difetto di legittimazione attiva del Fallimento, e sono da ritenersi
inammissibili.

specificità dei motivi d’appello con i quali Labortecnic aveva
riproposto le due eccezioni sopra indicate, l’odierna ricorrente
avrebbe dovuto confutare detto rilievo riproducendo nel ricorso
quanto affermato a riguardo dal Tribunale, proprio per consentire di
apprezzare se l’atto d’appello avesse addotto una critica adeguata e
specifica delle ragioni affermate dal primo Giudice, mentre
Labortecnic si è limitata nel ricorso ex art.360 cod. proc. civ. a
ritrascrivere parte della comparsa di risposta e della conclusionale in
primo grado, e ad affermare di avere reiterato le due eccezioni
nell’atto d’appello, senza in alcun modo indicare quali fossero stati gli
argomenti posti dal Tribunale a base della reiezione.
Sul principio, secondo il quale l’esercizio del potere di diretto esame
degli atti del giudizio di merito, riconosciuto al giudice di legittimità
ove sia denunciato un “error in procedendo”, presuppone che la
parte, nel rispetto del principio di autosufficienza, riporti, nel ricorso
stesso, gli elementi ed i riferimenti atti ad individuare, nei suoi
termini esatti e non genericamente, il vizio processuale, onde
consentire alla Corte di effettuare, senza compiere generali verifiche
degli atti, il controllo del corretto svolgersi dell’iter processuale, si
richiamano, tra le ultime, le pronunce 19410 del 30/09/2015 e 11738
dell’8/6/2016.
Il secondo motivo è infondato, attesa l’inapplicabilità ratione temporis
della norma ex art. 72 quater cod. proc. civ., specificamente intesa a
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Ed infatti, a fronte della statuizione di inammissibilità per difetto di

regolare la locazione finanziaria, introdotta con il d.lgs. 5/2006,
atteso che il curatore ha esercitato la facoltà di scioglimento con l’atto
di citazione notificato il 16/3/1999.
Il terzo motivo è inammissibile, in quanto non congruente con la ratio
della pronuncia impugnata; ed infatti, la Corte del merito ha applicato

scelta tra l’esecuzione del contratto e lo scioglimento, una volta
escluso il passaggio di proprietà all’utilizzatore prima della
dichiarazione di fallimento della Medileasing, da cui l’ inapplicabilità
dell’art.73, comma 2, legge fall., norma di stretta interpretazione.
In giudizio, pertanto, non v’è questione di risoluzione per
inadempimento, ma dell’esercizio della facoltà di scioglimento del
contratto da parte del curatore e delle relative conseguenze.
Il quarto mezzo, incentrato sulla pretesa applicazione dell’art.72
quater legge fall. è infondato, per quanto sopra già detto.
Conclusivamente, va respinto il ricorso; non si dà pronuncia sulle
spese, non essendosi costituito il Fallimento.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, in data 27/9/2017

l’art.72, comma 4, legge fall., riconoscendo al curatore la facoltà di

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