Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25167 del 24/10/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. VI, 24/10/2017, (ud. 08/06/2017, dep.24/10/2017),  n. 25167

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18330-2016 proposto da:

G.D.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA A.

POLIZIANO, 27, presso lo studio dell’avvocato GIAN PAOLO TOMEI,

rappresentato e difeso dall’avvocato G. ANDREA;

– ricorrente –

contro

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE CATANZARO, in persona del Presidente e

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA RUFFINI 2/A, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO

ANNIBALE LAROCCA, rappresentato e difeso dagli avvocati FEDERICA

PALLONE e ROBERTA CHIARELLA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 42/2016 del TRIBUNALE di CATANZARO, depositata

l’11/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’08/06/2017 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI.

Dato atto che il Collegio ha disposto la motivazione semplificata.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

Che:

il G. convenne in giudizio l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro per ottenere il risarcimento dei danni che aveva riportato, mentre era trasportato a bordo della vettura di sua proprietà, a causa della presenza di una buca nel manto stradale;

il Giudice di Pace accolse parzialmente la domanda, ritenendo la sussistenza di un concorso colposo tra le parti, nella misura del 50%;

provvedendo sul gravame proposto dal G., il Tribunale di Catanzaro ha confermato la sentenza di primo grado;

ricorre per cassazione il G., affidandosi a due motivi; resiste l’intimata a mezzo di controricorso;

il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Che:

la nullità della notificazione del ricorso (effettuata alla parte personalmente, anzichè ai procuratori costituiti in appello) risulta sanata dall’avvenuta costituzione dell’intimata (cfr. Cass. n. 15236/2014 e Cass. n. 20334/2004);

il primo motivo deduce la “nullità della sentenza o del procedimento, per omesso esame dei motivi di appello, omessa pronuncia e per mancata corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato” e insiste sul fatto che risultava provato l’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del trasportato;

il motivo è inammissibile in quanto eccentrico rispetto alla ratio sottesa alla decisione del Tribunale, che fa perno sul concorso di colpa del conducente e che non risulta – sotto tale profilo – specificamente censurata;

al riguardo, deve considerarsi che, avendo il giudice di appello motivato in relazione a determinate risultanze probatorie e non all’uso delle cinture di sicurezza, sarebbe stato onere del ricorrente spiegare e dimostrare che la sentenza di primo grado era basata unicamente sul mancato utilizzo delle cinture di sicurezza; inoltre, sia riguardo a detta sentenza che alle risultanze probatorie evocate, il motivo non osserva la prescrizione dell’art. 366 c.p.c., n. 6;

il secondo motivo è anch’esso inammissibile in quanto deduce un vizio motivazionale ai sensi del vecchio testo dell’art. 360 c.p.c., n. 5, non più applicabile ratione temporis;

le spese di lite seguono la soccombenza;

trattandosi di ricorso proposto successivamente al 30.1.2013, sussistono le condizioni per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.

PQM

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna il ricorrente a rifondere alla controricorrente le spese di lite, liquidate in Euro 2.500,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 8 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 24 ottobre 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA