Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25163 del 08/11/2013


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 25163 Anno 2013
Presidente: MERONE ANTONIO
Relatore: SAMBITO MARIA GIOVANNA C.

SENTENZA

sul ricorso 2037-2010 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro

PEDRON MARCO VALERIO;
– intimato –

avverso la sentenza n. 2/2009 della COMM.TRIB.REG. di
VENETO , depositata il 22/01/2009;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica

Data pubblicazione: 08/11/2013

udienza del 03/10/2013 dal Consigliere Dott. MARIA
GIOVANNA C. SAMBITO;
udito per il ricorrente l’Avvocato D’ASCIA che si
riporta;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore

per l’accoglimento del ricorso.

Generale Dott. VINCENZO GAMBARDELLA che ha concluso

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza n. 2/4/09, depositata il 22 gennaio 2009, la
CTR del Veneto, in riforma della decisione della CTP di Padova,

avverso l’avviso di liquidazione, con cui erano state il recuperate
le ordinarie imposte di registro, ipotecaria e catastale, per avere
il contribuente venduto le quote dell’immobile, acquistato con le
agevolazioni “prima casa”, senza provvedere ad acquistarne un
altro, entro il termine di un anno. I giudici d’appello hanno
accolto l’eccezione di decadenza triennale, di cui all’art 76 del
dPR n. 131 del 1986, ritenendo nella specie inapplicabile la
proroga biennale del termine, disposta dall’art. 11, co 1, della L.
n. 289 del 2002.
L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della
sentenza. Il contribuente non ha svolto difese.

MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Col proposto ricorso, si lamenta che i giudici d’appello
hanno violato e falsamente applicato l’art 11 della L n.
289/2002, nel ritenere che la proroga dei termini, prevista da tale
disposizione, non fosse applicabile al caso di revoca delle
agevolazioni fiscali per l’acquisto della “prima casa”.
2. Il motivo è fondato. L’impugnata sentenza non si è
attenuta al principio, espresso da questa Corte (ord. n. 12069 del
2010, sent. n. 24575 del 2010), secondo cui: “la proroga di due
anni dei termini per la rettifica e la liquidazione della maggiore

i

ha accolto l’impugnazione proposta da Marco Valerio Pedron

imposta di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e
donazioni e sull’incremento di valore degli immobili, prevista
dall’art. 11, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, in

condono quanto ai valori dichiarati o agli incrementi di valore
assoggettabili a procedimento di valutazione, è applicabile anche
all’ipotesi di cui al comma 1-bis, riguardante la definizione delle
violazioni relative all’applicazione di agevolazioni tributarie
sulle medesime imposte”. Infatti, il comma 1 bis secondo cui “le
violazioni relative alla applicazione, con agevolazioni tributarie,
delle imposte su atti, scritture, denunce e dichiarazioni di cui al
comma 1, possono essere definite..” esprime testualmente il
concetto che le violazioni delle disposizioni agevolative sono del
tutto assimilate alle violazioni relative alla enunciazione del
valore degli immobili di cui al comma che precede. Ne consegue
che la proroga prevista nel comma 1 per le violazioni in esso
contenute si applica anche a quelle di cui al comma 1 bis, senza
necessità di un esplicito richiamo. D’altro canto, la previsione in
entrambi i commi di un condono per le violazioni previste,
impone tale conclusione, essendo del tutto incongruo che ipotesi
assolutamente equivalenti abbiano trattamento diverso.
3. La sentenza va cassata, e, non sussistendo necessità di
ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel
merito, ex art 384 cpc, col rigetto del ricorso introduttivo, in
quanto l’avviso di liquidazione, notificato, com’è incontroverso,

2

caso di mancata presentazione o inefficacia dell’istanza di

il 29.9.2005, è tempestivo non essendo a quella data spirato il
termine di decadenza di cui all’ari 76 del dPR n. 131 del 1986,
quale prorogato di due anni per effetto della L 11, comma 1,

(scadenza del termine di un anno dalla data della vendita di
quello acquistato con le agevolazioni).
6. Si ravvisano giusti motivi per compensare tra le parti le
spese dell’intero giudizio, essendosi la giurisprudenza formata in
epoca successiva alla proposizione del ricorso.
PQM
La Corte accoglie il ricorso, cassa e decidendo nel merito,
rigetta il ricorso introduttivo. Compensa tra le parti le spese
dell’intero giudizio.
Così deciso a Roma il 3 ottobre 2013.

della legge 27 dicembre 2002, n. 289, decorrente dal 23.5.2002

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