Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25141 del 16/09/2021

Cassazione civile sez. I, 16/09/2021, (ud. 25/05/2021, dep. 16/09/2021), n.25141

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRISTIANO Magda – Presidente –

Dott. VANNUCCI Marco – Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. DI STEFANO Pierluigi – rel. Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 25069/2020 proposto da:

P.A.A., elettivamente domiciliato in Petilia Policastro

(KR), alla via Arringa n. 60, presso lo studio dell’avv.

Giovanbattista Scordamaglia, dal quale è rappresentato e difeso,

giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’interno, in persona del Ministero p.t., difeso ex

lege, dall’Avvocatura Generale dello Stato;

– resistente –

Procura Repubblica Catanzaro;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2420/2019 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 18/12/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

25/05/2021 da Dott. PIERLUIGI DI STEFANO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

P.A.A., cittadino del Togo, ricorre con quattro motivi avverso la sentenza della Corte di appello di Catanzaro del 18 dicembre 2019 che rigettava la sua impugnazione avverso l’ordinanza del Tribunale di Catanzaro che confermava il diniego da parte della Commissione territoriale del riconoscimento del suo status di rifugiato o, in subordine, della protezione sussidiaria o del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Il richiedente fondava la richiesta sulle seguenti circostanze:

era cassiere un negozio, a seguito di un ammanco di circa 25 milioni di franchi CFA veniva arrestato e picchiato in carcere. Era scappato approfittando di un permesso per il funerale del padre.

La Corte riteneva tale vicenda non veritiera come comprendeva sulla scorta della assenza di specificazione; concludeva per la mancanza di condizioni per le tutte le richieste. Anche la umanitaria non sussistendo ragioni particolari non rilevando il mero svolgimento di attività lavorativa in Italia.

Gli intimati non hanno svolto difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con l’ordinanza interlocutoria n. 28316 del 2020 dell’11.12.2020 è stata rimessa alle S.U. la questione di massima di particolare importanza avente ad oggetto la configurabilità del diritto alla protezione umanitaria, nella vigenza del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, quando sia stato accertato il radicamento del cittadino straniero, fondato su indici di stabilità lavorativa e relazionale, la cui modificazione mediante il rimpatrio possa ritenersi idonea a determinare una situazione di vulnerabilità dovuta alla compromissione del diritto alla vita privata o familiare;

la questione appare rilevante nel presente giudizio, in cui risulta accertato che il ricorrente lavora stabilmente in Italia.

PQM

rinvia a nuovo ruolo, in attesa della decisione delle S.U..

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 25 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 16 settembre 2021

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