Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25122 del 10/11/2020

Cassazione civile sez. trib., 10/11/2020, (ud. 06/07/2020, dep. 10/11/2020), n.25122

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. TADDEI Margherita – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16739-2015 proposto da:

D.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VALADIER

43, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI ROMANO, rappresentato e

difeso dall’avvocato ANDREA DE LONGIS;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, DIREZIONE PROVINCIALE DI BERGAMO, in persona

del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende;

– resistente con atto di costituzione –

avverso la sentenza n. 47/2015 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,

depositata il 07/01/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/07/2020 dal Consigliere Dott. MARGHERITA TADDEI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

D.G. ricorre avverso la sentenza della CTR Campania, n. 47/52/2015, che, confermando la sentenza della CTP di Benevento, n. 1402/2012, ha rigettato l’appello volto ad ottenere l’annullamento dell’avviso di liquidazione, che in materia di imposizione di registro e catastale, non ha riconoscimento dell’agevolazione richiesta, in relazione all’acquisto di terreno agricolo per la formazione della proprietà rustica del compratore.

In particolare, la CTR ha evidenziato che nell’atto di compravendita in questione, D.G. si è dichiarato coltivatore diretto, affermando di effettuare l’acquisto per la formazione della proprietà rustica, ed a tal fine sono state richieste le provvidenze fiscali, non riconosciute per l’insussistenza del requisito oggettivo dell’idoneità del fondo alienato alla formazione o arrotondamento della piccola proprietà contadina. Respingendo le censure del ricorrente, la CTR ha ritenuto che il ricorrente avesse richiamato impropriamente il disposto della L. n. 25 del 2010 che, rispetto alla disciplina determinata dalla L. n. 604 del 1954, si pone come affatto innovativa e speciale, trovando applicazione solo per gli atti stipulati tra il 28 febbraio ed il 31 dicembre 2010 e comunque, intervenuta la decadenza in ordine all’agevolazione richiesta, a tenore della giurisprudenza della Suprema Corte, non possono essere valutate altre richieste di agevolazione, sia pure richieste contestualmente ed in alternativa, per le quali occorrano differenti condizioni di fatto o di diritto.

L’Agenzia si è costituita solo al fine di partecipare alla pubblica udienza, non svolgendo difese.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il ricorrente articola un solo motivo di ricorso, lamentando la violazione e falsa applicazione del combinato disposto di cui al D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, art. 2, comma 4 bis, convertito dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25, e dalla L. 13 dicembre 2010, n. 220, art. 1, comma 41, in relazione all’asserita operatività della L. n. 604 del 1956. In particolare afferma che, trattandosi la L. n. 25 del 2010, di normativa innovativa, non ha rilievo il minimo imponibile catastale richiesto dalla normativa della piccola proprietà contadina, quale elemento oggettivo per il conseguimento dell’agevolazione, bensì la destinazione urbanistica del terreno, di novella formulazione e che pertanto sarebbe errato ritenere, come ha fatto la CTR, l’assenza del presupposto oggettivo dell’agevolazione. In ordine al presupposto soggettivo quest’ultimo sicuramente sussiste perchè il ricorrente riveste sia la qualifica di coltivatore diretto sia quella di IAP.

Il ricorso non è fondato e deve essere rigettato.

La CTR, infatti, ha posto in evidenza che il ricorrente, nell’atto di compravendita del 15.01.2009, si è qualificato coltivatore diretto ed ha richiesto i benefici di cui al D.L. 24 febbraio 1948, n. 114, alla L. 6 agosto 1954, n. 604, e al D.L. n. 256 de1 1994, art. 36, dichiarando di effettuare l’acquisto per formazione / arrotondamento della proprietà rustica posseduta unitamente al nucleo familiare. Successivamente ha richiesto il rilascio della certificazione per godere delle agevolazioni tributarie per la formazione della piccola proprietà contadina con l’istanza del 21.01.2009 alla quale è conseguito il mancato accoglimento di cui alla comunicazione del 07.03.2012. Non può pertanto dubitarsi che tali sono stati gli elementi in fatto alla base della valutazione fatta dall’Ufficio per il riconoscimento del beneficio richiesto e che nessun riferimento si rinviene alla condizione soggettiva di imprenditore agricolo professionale nè ai benefici a quest’ultimo spettanti.

Di conseguenza nessuna censura può essere mossa alla decisione della CTR, qui impugnata, che ha fatto riferimento al principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte, secondo cui la sottoposizione di un atto ad una determinata tassazione, ai fini dell’imposta di registro, con il trattamento agevolato richiesto o comunque accettato dal contribuente, comporta, in caso di decadenza dal beneficio, l’impossibilità di invocare altra agevolazione, in quanto i poteri di accertamento e valutazione del tributo si esauriscono nel momento in cui l’atto viene sottoposto a tassazione e non possono rivivere, sicchè la decadenza dell’agevolazione concessa in quel momento (nella specie, in favore della piccola proprietà contadina) preclude qualsiasi altro accertamento sulla base di altri presupposti normativi o di fatto – cfr. Cass. nn. 14601/2003 e 8409/2013, Cass. n. 10099/2017-. Si è ancora aggiunto, proprio nella pronunzia da ultimo ricordata, che la L. n. 604 del 1954, art. 7, dispone espressamente che l’acquirente il quale abbia subito la revoca dell’agevolazione a favore della piccola proprietà contadina è tenuto a pagare i tributi “ordinari” e che nei suoi confronti l’amministrazione finanziaria agisce per il recupero delle imposte “nella misura ordinaria”.

In realtà, con il motivo dedotto il ricorrente, ha inteso prospettare una diversa ricostruzione dei fatti alla base della controversia, ricostruzione alternativa non ammissibile nel giudizio di legittimità.

Ne consegue il rigetto del ricorso. Nulla per le spese non avendo controparte svolto difese.

Sussistono le condizioni per dare atto, ai sensi della L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, che ha aggiunto al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione integralmente rigettata, trattandosi di ricorso per cassazione la cui notifica si è perfezionata successivamente alla data del 30 gennaio 2013 (Cass., Sez. 6 – 3, sentenza n. 14515 del 10 luglio 2015).

PQM

Rigetta il ricorso.

Sussistono le condizioni per dare atto, ai sensi della L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, che ha aggiunto al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione integralmente rigettata, trattandosi di ricorso per cassazione la cui notifica si è perfezionata successivamente alla data del 30 gennaio 2013 (Cass., Sez. 6-3, sentenza n. 14515 del 10 luglio 2015).

Così deciso in Roma, il 6 luglio 2010.

Depositato in Cancelleria il 10 novembre 2020

 

 

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