Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25103 del 07/12/2016


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Cassazione civile sez. trib., 07/12/2016, (ud. 14/09/2016, dep. 07/12/2016), n.25103

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 10213-2010 proposto da:

EDILIZIA GIORGIA SRL, in persona dell’ex Liquidatore, elettivamente

domiciliata in ROMA VIA GIULIANELLO 26, presso lo studio

dell’avvocato SANDRO MARIA MUSILLI, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato GIORGIA MINOZZI giusta delega in calce;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 12/2009 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,

depositata il 17/02/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

14/09/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO FRANCESCO ESPOSITO;

udito per il ricorrente l’Avvocato MINOZZI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito per il controricorrente l’Avvocato DI MATTEO che ha chiesto

l’inammissibilità;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DEL

CORE Sergio, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

La Edilizia Giorgia s.r.l., liquidata e cancellata dal registro delle imprese, in persona di M.G., ex liquidatore, propone ricorso per cassazione, affidato a sette motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che aveva dichiarato inammissibile l’appello proposto dalla contribuente avverso la sentenza con la quale la Commissione tributaria provinciale di Roma aveva rigettato il ricorso proposto da M.G., quale soggetto ritenuto personalmente responsabile D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 36 del pagamento delle imposte lasciate insolute dalla società, avverso l’avviso di accertamento relativo ad IRPEG ed ILOR per l’anno di imposta 1974.

La C.T.R. perveniva alla declaratoria di inammissibilità del gravame rilevando che l’appellante non aveva provato di aver depositato copia dell’atto di appello presso la segretaria della commissione.

Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Preliminarmente deve essere delibata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per mancato rispetto del termine di cui all’art. 327 c.p.c. formulata dalla difesa erariale.

L’eccezione è fondata.

La sentenza impugnata è stata emessa il 17.2.2009, mentre il ricorso è stato spedito a mezzo posta l’8.4.2010 e notificato il 9.4.2010. Non risulta quindi rispettato il termine di un anno e quarantasei giorni (tenuto conto del periodo feriale), termine che scadeva il 6.4.2010 (considerando le festività).

Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile.

Le spese del giudizio, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 1.500,00, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 14 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 7 dicembre 2016

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