Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25088 del 07/11/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 25088 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: CARACCIOLO GIUSEPPE

ORDINANZA
sul ricorso 9437-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente contro
CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE “MARIO MIELI”
06104560583, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, V.LE MAZZINI 113, presso lo
studio dell’avvocato LOLLINI SUSANNA, che lo rappresenta e
difende giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 07/11/2013

avverso la sentenza n. 22/06/2010 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di ROMA, depositata il 17/02/2010;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
09/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE
CARACCIOLO;

è presente il P.G. in persona del Dott. RAFFAELE CENICCOLA.

Ric. 2011 n. 09437 sez. MT – ud. 09-10-2013
-2-

La Corte,
ritenuto che, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in
cancelleria la seguente relazione:
Il relatore cons. Giuseppe Caracciolo,
letti gli atti depositati

La CTR di Roma ha accolto l’appello del “Circolo di cultura omosessuale Mario
Mieli”, appello proposto contro la sentenza della CTP di Roma n.251-63-2008 che
aveva rigettato il ricorso dei predetti contribuenti avverso avviso di accertamento ai
fini IVA-IRPEF-IRAP per l’anno 2000, emesso a seguito di PVC, nel quale era stato
contestato il disconoscimento in capo all’Ente della qualifica di ONLUSS e l’omessa
contabilizzazione di £ 106.108.000 quali contributi ricevuti dal comune di Roma
nonché di £ 1.798.048.000 quali introiti derivanti dall’organizzazione di una
manifestazione denominata “Muccassassina”.
La predetta CTR ha motivato la decisione nel senso che —premesso che l’associazione
aveva dato atto di avere impiantato la dichiarazione per i redditi del 2000 tenendo
conto dei rilievi contenuti nel PVC- i ricavi contabilizzati come derivanti dall’attività
commerciale (£. 2.061.155.584) risultavano (così come documentati con le scritture
contabili, con le schede di mastro, i registri IVA e le fatture) superiori rispetto a quelli
accertati dai verbalizzanti come derivanti dalla menzionata manifestazione. Perciò
non appariva condivisibile la tesi di parte pubblica secondo cui non era stato possibile
“determinare l’effettiva entità dei ricavi del Circolo a causa della globalità degli
importi riportati nelle scritture contabili, visto che essi fanno esplicito riferimento agli
esatti importi incassati per le varie attività svolte e relative spese”.
Dopo avere riportato i dati enucleati dal bilancio chiuso al 31.12.2000, la
Commissione concludeva per l’illegittimità dell’avviso, “in quanto emesso solo sulla
base delle risultanze del verbale della GdF, senza alcun riscontro degli importi, con
quelli riportati in dichiarazione e nelle scritture contabili allegate”, con conseguente

3

Osserva:

legittimità dell’istanza di adesione al condono presentata soltanto per la definizione
dei rilievi formali.
L’Agenzia ha interposto ricorso per cassazione affidato a unico motivo.
La parte intimata si è difesa con controricorso.
Il ricorso — ai sensi dell’art.380 bis cpc assegnato allo scrivente relatore- può essere

Infatti, con il motivo di impugnazione (rubricato come:”insufficiente ed illogica
motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in relazione all’art.360
primo comma n.5 cpc”), la ricorrente si duole in sostanza del fatto che il giudice del
merito non abbia tenuto in alcuna considerazione il nucleo del fatto controverso e
cioè se “l’associazione avesse o meno provato di avere recepito i rilievi sostanziali di
cui al processo verbale di constatazione nel bilancio relativo all’anno di imposta 2000
e nella relativa dichiarazione fiscale, e se di conseguenza fosse o meno valida la
definizione del PVC ex art.15 della legge n.289/2000 (che aveva pacificamente
riguardo ai soli rilievi formali dello stesso PVC)”. Ed invero il confronto tra il
complesso dei ricavi dichiarati dall’associazione e quelli accertati dalla GdF nulla
poteva significare a proposito della conformazione ai rilievi relativi ai soli introiti
derivanti dalla manifestazione “Muccassassina”, mentre invece la contabilizzazione
in bilancio relativa proprio agli incassi derivanti dalla menzionate manifestazione
risultava inferiore a quella accertata dalla GdF.
Il motivo appare fondato e può essere accolto.
Invero, alla luce delle autosufficienti ricostruzione degli elementi addotti in giudizio
dall’Agenzia, emerge dalla stessa considerazione della motivazione della sentenza
impugnata che il giudice del merito non ha tenuto conto alcuno dell’effettivo nucleo
logico della questione controversa (così come debitamente indicato dall’odierna
ricorrente), limitandosi a mettere in comparazione dati tra loro non omogenei (il
ricavo complessivo e la contestazione dei ricavi non contabilizzati relativi alla
manifestazione di cui si è detto), comparazione dalla quale non è possibile evincere

4

definito ai sensi dell’art.375 cpc.

se vi sia stata conformazione della parte contribuente ai rilievi contenuti nel PVC e
riferiti ai soli ricavi derivanti dalla manifestazione medesima.
Consegue da ciò che la censura avente ad oggetto il vizio motivazionale può essere
accolta e che, per conseguenza, la controversia debba essere rimessa al medesimo
giudice di secondo grado che —in diversa composizione- tornerà a pronunciarsi sulle

anche le spese del presente grado di giudizio.
Pertanto, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per
manifesta fondatezza.
Roma, 27 dicembre 2012

che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati
delle parti;
che non sono state depositate conclusioni scritte, né memorie;
che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i
motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, il ricorso va accolto;
che le spese di lite possono essere regolate dal giudice del rinvio.

P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso. Cassa la decisione impugnata e rinvia alla CTR Lazio
che, in diversa composizione, provvederà anche sulle spese di lite del presente grado.
Così deciso in Roma il 9 ottobre 2013.

questioni oggetto dell’atto di appello proposto dalla parte contribuente e regolerà

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA