Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2506 del 27/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 27/01/2022, (ud. 16/11/2021, dep. 27/01/2022), n.2506

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. FIECCONI Francesca – rel. Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 252-2021 proposto da:

P.S., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato GIUSEPPE PALLADINO;

– ricorrente –

contro

GENERALI ITALIA SPA, in persona del procuratore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIUSEPPE FERRARI 35, presso

lo studio dell’avvocato MARCO VINCENTI, che la rappresenta e

difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1686/2020 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 13/05/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott.ssa

FIECCONI FRANCESCA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. P.S. con atto notificato il 14 dicembre 2020 ricorre per cassazione della sentenza della corte d’appello di Napoli numero 1686/2020, pubblicata in data 13 maggio 2020, la quale, pronunciando sull’appello proposto dall’attore avverso la sentenza del Tribunale di Napoli del 22 aprile 2015, ha confermato la sentenza che, in relazione a un sinistro subito dall’attore mentre era alla guida del suo motociclo, perché urtato da una vettura di colore chiaro rimasta ignota, ha ritenuto non superato il concorso di pari responsabilità, posto che il P., nell’attraversare l’incrocio, non ha dimostrato di avere tenuto una condotta di guida prudente e consona alle disposizioni normative nell’attraversamento dell’incrocio, ex art. 145 C.d.S., sull’assunto che il conducente del veicolo pirata proveniva addirittura dalla sua destra e la condotta del P. nell’attraversamento dell’incrocio era da ritenersi concausa nella produzione del sinistro, non potendo vantare una precedenza di fatto, invocabile solo nei casi, da considerare eccezionali, in cui il veicolo si presenti all’incrocio con tanto anticipo da consentirgli di effettuarne l’attraversamento senza che si verifichi la collisione, e senza che, il conducente da destra, cui spetta la precedenza di diritto, sia costretto a effettuare manovre di emergenza, o a rallentare, oltre i limiti richiesti dalla presenza del crocevia.

2. Il ricorso è affidato a due motivi. Generali Italia S.p.A., quale impresa designata per il fondo di garanzia vittime della strada ha notificato controricorso il 22 gennaio 2021. Il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Il ricorso è inammissibile per le ragioni che seguono.

2. Quanto alla denunciata omessa considerazione di fatti decisivi ex art. 360 c.p.c., n. 5, di cui al primo motivo, la censura risulta inammissibile per effetto di quanto disposto dall’art. 348 ter c.p.c., u.c., che impedisce una delibazione della censura in caso di sentenza doppiamente conforme, ove non si deduca che la decisione del giudice dell’appello differisce, sui punti in contestazione, da quella resa nel primo grado (v. per tutte Cass. Sez. 2 -, Ordinanza n. 29222 del 12/11/2019). In proposito, non rileva quanto in via aggiuntiva dedotto nella memoria difensiva del ricorrente, potendo essa avere valore illustrativo, ma non additivo, delle censure.

2.1. In ogni caso, il contestato “travisamento della prova”, in grado di escludere che si verta in ipotesi di cd. doppia conforme quanto all’accertamento dei fatti, preclusivo del ricorso per cassazione ai sensi del novellato art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, giusta l’art. 348 ter c.p.c., u.c. (cfr. Cassazione civile sez. trib., 16/12/2019, (ud. 24/10/2019, dep. 16/12/2019), n. 33049; Cassazione civile sez. VI, 05/11/2018, (ud. 27/09/2018, dep. 05/11/2018), n. 28174) non si pone nella fattispecie in esame ove il fatto – ovvero la sussistenza o meno di una precedenza di fatto in relazione alle circostanze del caso – è stato, di contro, valutato per come esposto e risultante ex actis.

2.2. Difatti, il vizio di motivazione fondato sul travisamento della prova implica non una valutazione dei fatti, ma una constatazione che l’informazione probatoria, utilizzata in sentenza, è contraddetta da uno specifico atto processuale: ipotesi non verificatasi nella fattispecie.

3. Quanto alla denunciata violazione o falsa applicazione di legge (artt. 2054 e 2697 c.c.), di cui al secondo motivo, il giudice dell’appello ha ritenuto che la espletata istruttoria non abbia permesso di superare la presunzione di pari concorso di responsabilità di cui all’art. 2054 c.c., comma 2, escludendo in concreto che vi fosse prova della colpa esclusiva del conducente dell’auto rimasto ignoto, posto che il ricorrente del motorino avrebbe dovuto dimostrare di avere rispettato l’obbligo di precedenza prima di impegnare l’incrocio, non sussistendo neanche una ipotesi di precedenza di fatto.

3.1. Sul punto parte ricorrente insiste sulla mancata considerazione della precedenza di fatto evincibile dalla circostanza che il motorino è stato urtato sulla ruota posteriore e sul fatto che la presunzione di pari concorso di colpa di cui all’art. 2054 c.c., comma 2, abbia carattere sussidiario e sia invocabile solo quando non sia possibile stabilire il grado di colpa dei due conducenti, ovvero anche quando non siano accertabili le cause e le modalità del sinistro, in ciò richiamando cassazione civile sezione 6, numero 7061 del 12/3/2020.

3.2. La censura, tuttavia, investe una valutazione di merito sulla dinamica del sinistro del tutto insindacabile in tale sede, posto che la motivazione resa non è in grado di denotare il vizio dedotto, considerato che la sussistenza del concorso di colpa è stata valutata in concreto.

3.3. La motivazione resa, proprio perché si fonda su un giudizio in merito alla dinamica del fatto e alle rispettive colpe evincibili dal comportamento tenuto da entrambi i conducenti, non contraddice il principio per cui la presunzione di pari responsabilità sancita dall’art. 2054 c.c., comma 2, avendo quest’ultimo carattere sussidiario, opera conseguentemente non solo quando non sia possibile stabilire il grado di colpa dei due conducenti, ma anche qualora non siano accertabili le cause e le modalità del sinistro (Cass. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 7061 del 12/03/2020; Cass. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 8409 del 12/04/2011). Quanto alla precedenza di fatto, la stessa Corte ha escluso che fosse dimostrato che il motociclo avesse impegnato l’incrocio in condizioni di assoluta sicurezza, considerando pertanto anche tale ipotesi al fine di escludere che si sia realizzata nel caso concreto.

3.4. Si tratta, dunque, di una motivata valutazione di

merito sulla dinamica dell’occorso del tutto insindacabile, non essendo evincibile la denunciata violazione di legge cfr. Cass. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 9315 del 03/04/2019).

4. Conclusivamente il ricorso va dichiarato inammissibile; Le spese vanno poste a favore della controricorrente; con raddoppio del Contributo Unificato, se dovuto.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna il ricorrente alle spese liquidate in Euro 2800,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, 15 % per spese forfetarie e ulteriori oneri di legge, in favore della controricorrente.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione sesta – sotto sez. terza civile, il 16 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2022

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