Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25049 del 07/11/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Sent. Sez. 3 Num. 25049 Anno 2013
Presidente: RUSSO LIBERTINO ALBERTO
Relatore: D’AMICO PAOLO

SENTENZA

sul ricorso 8372-2010 proposto da:
CAMPIGLIA VINCENZO CMPVCN50S25A717E in proprio e nella
qualità di procuratore generale di ANNA MARIA FRATONI
FRTNMR53M42G999K e di CAMPIGLIA ALESSIO, elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA GIUSEPPE CERBARA 64, presso
lo studio dell’avvocato CASTIELLO FRANCESCO, che li
2013

rappresenta e difende giusta delega in atti;
– ricorrente –

1845
contro

GESTIONE LIQUIDATORIA DELLA EX USL/9 AREA PRATESE
00286300975 in persona del Commissario Liquidatore e

1

Data pubblicazione: 07/11/2013

Direttore Generale della ASL 4 di PRATO Dott. BRUNO
CRAVEDI, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
CELIMONTANA 38, presso lo studio dell’avvocato
PANARITI PAOLO, rappresentata e difeso dall’avvocato
RANIERE FABIO giusta delega in atti;

nonchè contro

UNITA’ SANITARIA LOCALE USL/4 AREA PRATESE;
– intimata –

avverso la sentenza n. 251/2009 della CORTE D’APPELLO
di FIRENZE, depositata il 20/02/2009, R.G.N.
1878/2003;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 08/10/2013 dal Consigliere Dott. PAOLO
D’AMICO;
udito l’Avvocato FRANCESCO CASTIELLO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. VINCENZO GAMBARDELLA che ha concluso in
via principale per l’integrazione del contraddittorio
nei confronti della MILANO ASSICURAZIONI, in subordine
per il rigetto del ricorso;

2

– controricorrente –

Svolgimento del processo

Il Tribunale di Prato condannò la U.S.L. 9 Area Pratese al
pagamento per risarcimento danni, in favore di Anna Maria
iure proprio e

iure ereditatis,

della somma di C

500.000,00 ed in favore di Vincenzo e Alessio Campiglia,
hereditatis,

accessori.

iure

della somma di 100.000,00 ciascuno, oltre
Condannò

la

Previdente Assicurazioni

s.p.a.,

assicuratrice della U.S.L., a rilevare indenne quest’ultima.
La relativa sentenza ritenne provata la negligenza della
U.S.L. consistente nella mancata diagnosi della patologia di
Francesca Campiglia, figlia di Vincenzo Campiglia e di Anna
Maria Fratoni e sorella di Alessio Campiglia, nata 1’11 luglio
1987 nel presidio ospedaliero di Prato dal quale era stata
dimessa, senza alcuna cura, pur manifestando sintomi di uno
stato infettivo. Dopo la dimissione si era rivelato inutile il
trattamento antibiotico praticato in occasione del ricover5,
avvenuto il giorno successivo alle dimissioni per
l’aggravamento delle condizioni di Francesca Campiglia.
La bambina era deceduta nelle more del giudizio.
Avverso la decisione del Tribunale di Prato propose
appello la Gestione Liquidatoria della ex U.S.L. Area Pratese
lamentando che detto Tribunale non aveva tenuto conto della
consulenza tecnica d’ufficio secondo la quale la patogenesi
dell’encefalopatia della bambina, che le aveva cagionato

3

Fratoni,

gravissimi danni, non poteva essere definita con certezza e non
era ipotizzabile una responsabilità sanitaria.
Si costituì la Milano Assicurazioni s.p.a., succeduta alla
Previdente Assicurazioni, proponendo appello incidentale per le
medesime ragioni e con le medesime istanze di quello

La Corte d’appello di Firenze, in riforma della sentenza
impugnata, ha accolto il gravame ed ha rigettato la domanda
proposta da Anna Maria Fratoni e Vincenzo ed Alessio Campiglia
ed in via incidentale dalla Milano Assicurazioni.
Propongono ricorso per cassazione Vincenzo Campiglia, Anna
Maria Fratoni e Alessio Campiglia con un unico motivo
articolato in più censure.
I ricorrenti presentano memoria.
Resiste con controricorso la Gestione Liquidatoria della
U.S.L. n. 9 Area Pratese.
Motivi della decisione

In via preliminare osserva parte controricorrente che il
ricorso proposto da Vincenzo ed Alessio Campiglia e da Anna
Maria Fratoni, ad essa notificato il 29 marzo 2010, deve
ritenersi «inammissibile e tardivo», essendo decorso il termine
breve per l’impugnazione in seguito all’avvenuta notifica, in
data 29 aprile 2009 ed a cura della Milano Assicurazioni, della
sentenza di secondo grado della Corte d’appello di Firenze.

4

principale.

L’eccezione deve essere accolta, ma deve anzitutto
rilevarsi che il ricorso è improcedibile.
Infatti, nell’ipotesi in cui il ricorrente per cassazione
non alleghi, come nella specie, che la sentenza impugnata gli è
stata notificata, la Corte di cassazione deve ritenere che lo

entro il c.d. termine lungo di cui all’art. 327 c.p.c.,
procedendo all’accertamento della sua osservanza. Tuttavia,
qualora o per eccezione del controricorrente o per le emergenze
del diretto esame delle produzioni delle parti o del fascicolo
d’ufficio, emerga che la sentenza impugnata era stata
notificata ai fini del decorso del termine di impugnazione, la
S.C., indipendentemente dal riscontro della tempestività o meno
del rispetto del termine breve, deve accertare se la parte
ricorrente abbia ottemperato all’onere del deposito della copia
della sentenza impugnata entro il termine di cui al primo comma
dell’art. 369 c.p.c. e, in mancanza, deve dichiarare
improcedibile il ricorso, atteso che il riscontro della
improcedibilità precede quello dell’eventuale inammissibilità
(Cass., Sez. Un., 14 aprile 2009, n. 9005).
Nel caso in esame, la Gestione liquidatoria della ex
U.S.L. n. 9 – Area pratese ha dichiarato che la sentenza fu
notificata agli attuali ricorrenti il 29 aprile 2009, ma non
risulta che gli stessi abbiano ottemperato all’onere del
deposito della copia della medesima sentenza (con la relativa
5

stesso ricorrente abbia esercitato il diritto di impugnazione

relata) entro il termine di cui al primo comma dell’art. 369
c.p.c.; risulta soltanto il deposito di una copia della stessa
sentenza.
Per tale ragione il ricorso deve essere dichiarato
improcedibile.

tardivo, essendo stato notificato alla Gestione liquidatoria
della ex U.S.L. n. 9 – Area pratese oltre il termine di 60
giorni dalla notifica a quest’ultima della sentenza impugnata.
Deve infatti ritenersi che il termine breve decorre anche
nella causa di garanzia impropria (scindibile e indipendente
rispetto alla causa principale) quando il chiamato, lungi dal
limitarsi a contrastare la domanda di manleva, abbia contestato
anche il titolo dell’obbligazione principale, quale antefatto e
presupposto della garanzia azionata, ricorrendo in tale ultima
ipotesi una situazione di pregiudizialità-dipendenza tra cause
che dà luogo a litisconsorzio processuale in fase di
impugnazione (Cass., 16 maggio 2013, n. 11968).
Nel caso in esame la Milano Assicurazioni, con il suo
appello incidentale, ha proposto, nei confronti degli attuali
ricorrenti, le medesime ragioni e le medesime istanze formulate
nell’appello principale dalla Gestione liquidatoria della ex
U.S.L. n. 9 – Area pratese.
Ne consegue che la Milano Assicurazioni deve considerarsi
litisconsorte processuale, anche se le cause sono scindibili ,e
/
6

Il medesimo ricorso è altresì inammissibile perché

che la notifica della sentenza da essa eseguita nei confronti
del suddetto Campiglia fa decorrere il termine breve per la
proposizione dell’impugnazione, anche nei confronti della
Gestione liquidatoria.
In altri termini, nei processi con pluralità di parti,

(come nella specie) processuale (c.d. “litisconsorzio unitario
o quasi necessario”), è applicabile la regola, propria delle
cause inscindibili, dell’unitarietà del termine per proporre
impugnazione, con la conseguenza che la notifica della sentenza
eseguita ad istanza di una sola delle parti segna, nei
confronti della stessa e della parte destinataria della
notificazione, l’inizio del termine breve per la proposizione
dell’impugnazione contro tutte le altre parti, sicché, ove a
causa della scadenza del termine sia intervenuta la decadenza
dall’impugnazione, questa esplica i suoi effetti non solo nei
confronti della parte che abbia assunto l’iniziativa di
notificare la sentenza, ma anche nei confronti di tutte le
altre parti (Cass., 29 settembre 2011, n. 19869).
Va infine rilevato che il motivo non contiene una
, specifica parte destinata alla chiara indicazione del fatto
controverso ed all’illustrazione delle ragioni (c.d. sintesi
descrittiva del fatto) che rendono la motivazione inidonea a
giustificare la decisione, così come richiesto dall’art. 366

7

quando si verta in ipotesi di litisconsorzio necessario, ovvero

bis,

n. 5 c.p.c., applicabile

ratione temporis

a questo

giudizio.
Per le ragioni che precedono il ricorso deve essere
dichiarato improcedibile mentre si ritiene sussistano giusti
motivi per la compensazione delle spese del giudizio di

P.Q.M.

La Corte dichiara il ricorso improcedibile e compensa le
spese del giudizio di cassazione.
Roma, 8 ottobre 2013
Il Consigliere estensore

Il Presidente

r

cassazione.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA