Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24942 del 25/11/2011

Cassazione civile sez. trib., 25/11/2011, (ud. 13/10/2011, dep. 25/11/2011), n.24942

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. BERNARDI Sergio – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. GRECO Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata in Rena in via dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

C.C., rappresentato e difeso dall’avv. Adinolfi

Giuseppe, presso il quale è elettivamente domiciliato in Caserta in

via Rota Parco Europa;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Campania n. 165/31/05, depositata il 12 dicembre 2005.

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 13

ottobre 2011 dal Relatore Cons. Antonio Greco;

udita l’avvocato dello Stato Daniela Giacobbe per la ricorrente;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

DEL CORE Sergio, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso

principale.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania n. 165/31/05, depositata il 12 dicembre 2005, che, rigettando l’appello dell’Agenzia delle entrate, ufficio di Napoli (OMISSIS), ha riconosciuto a C.C. il diritto al rimborso della ritenuta operata, a titolo di IRPEF, dal datore di lavoro Isveimer spa sulla soma corrispostagli a seguito della liquidazione del fondo di previdenza per il personale dell’ente.

Il contribuente resiste con controricorso, illustrato con successiva memoria, proponendo ricorso incidentale condizionato sulla base di un motivo.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

I ricorsi, siccome proposti nei confronti della medesima decisione, devono essere riuniti per essere definiti con unica pronuncia.

Con l’unico motivo di ricorso l’amministrazione, denunciando violazione del D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 48 e 16, sostiene l’imponibilità delle somme corrisposte dall’Isveimer spa ai dipendenti a seguito della liquidazione del fondo di previdenza istituito per il proprio personale.

Con il ricorso incidentale condizionato il contribuente, denunciando violazione di legge, assume che il capitale corrisposto rientrerebbe nelle previsioni dei contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione, e costituirebbe reddito per la parte corrispondente alla differenza fra l’ammontare percepito e quello dei premi pagati, per cui l’imponibile sarebbe costituito dalla differenza tra l’ammantare del capitale corrisposto e quello dei contributi versati, ridotto del 2% per ogni anno successivo al decimo, a titolo d’imposta del 12,50%.

Va anzitutto rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso principale in quanto privo del quesito di diritto, atteso che la previsione dell’art. 366-bis cod. proc. civ. non trova applicazione per i provvedimenti impugnati depositati, come il presente, in epoca anteriore al 2 marzo 2006.

Va poi esclusa la rilevabilità del giudicato esterno, opposto dal controricorrente, costituito in tesi dalla sentenza della Commissione tributaria provinciale di Napoli n. 320/16/204, depositata il 4 giugno 2004, atteso che essa è divenuta definitiva nel corso dei procedimento di appello del giudizio in corso, promosso con il gravame dell’amministrazione notificato il 7 settembre 2004, e conclusosi con la sentenza impugnata, depositata il 12 dicembre 2005, sicchè il documento avrebbe dovuto essere prodotto entro l’udienza di discussione tenuta il 31 ottobre 2005, trovando quindi ostacolo la sua produzione nella presente sede di legittimità nel divieto posto dall’art. 372 cod. proc. civ. (Cass. sez. un. 16 giugno 2006, n. 13916; Cass. n. 26041 del 2010).

Questa Corte ha già più volte affermato, con riguardo a identiche fattispecie, il principio secondo il quale “le quote del Fondo di previdenza aziendale dell’Isveimer corrisposte agli iscritti, ai sensi del D.L. 24 settembre 1996, n. 497, art. 4, convertito in L. 19 novembre 1996, n. 588, a seguito della messa in liquidazione del predetto ente, non sono assimilabili a prestazioni corrisposte in dipendenza di un contratto di assicurazione stilla vita o di capitalizzazione, e non sono quindi qualificabili, neppure in via analogica, cerne redditi di capitale; esse non hanno nemmeno natura risarcitoria, non essendo volte a compensare gli aventi diritto del sacrificio loro imposto o della perdita del trattamento integrativo (il cui ristoro, peraltro, sarebbe risultato comunque assoggettabile a tassazione, ai sensi del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 6, comma 2), ma ad estinguere immediatamente i loro crediti a costi ridotti; esse, in quanto destinate, secondo le intenzioni, ad essere corrisposte dopo la cessazione del rapporto di lavoro, trovano in quest’ultimo la loro fonte giustificatrice, ed essendo volte a compensate la perdita di redditi futuri hanno natura di retribuzione differita e funzione previdenziale, tale da giustificare l’applicazione in via analogica del regime fiscale previsto dal D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 16, 18 e 48 per il trattamento di fine rapporto e le altre indennità ad esso equiparabili” (Cass. n. 8200 del 2007, n. 13274 del 2005, n. 4425 del 2010).

Il ricorso principale va pertanto accolto, mentre il ricorso incidentale condizionato va rigettato, la sentenza impugnata va cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito con il rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.

Si ravvisano giusti motivi per dichiarare compensate fra le parti le spese del giudizio.

PQM

La Corte, riuniti i ricordi, accoglie il ricorso principale e rigetta il ricorso incidentale, cassa la sentenza impugnata e, decidendo la causa nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del contribuente.

Dichiara compensate fra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Roma, il 13 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 25 novembre 2011

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