Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24939 del 20/10/2017

Cassazione civile, sez. VI, 20/10/2017, (ud. 26/09/2017, dep.20/10/2017),  n. 24939

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5766/2017 proposto da:

G.I., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso

la CANCELLERIA della CORTE di CASS AZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato FILIPPO FINOCCHIARO;

– ricorrente –

contro

PREFETTO della PROVINCIA di RAGUSA;

– intimato –

avverso l’ordinanza n. 218/2016 del GIUDICE DI PACE di RAGUSA,

depositata il 16/09/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 26/09/2017 dal Consigliere Dott. CARLO DE CHIARA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

il Giudice di pace di Ragusa ha dichiarato inammissibile il ricorso del minore G.I., cittadino del Gambia, avverso il decreto di espulsione emesso dal Prefetto, ritenendo invalida la procura ad litem per l’incertezza del soggetto conferente, essendo il ricorrente privo di documenti di identificazione;

G.I., in persona del suo tutore, ha proposto ricorso per cassazione;

il Prefetto intimato non si è difeso;

il Collegio ha deliberato che la motivazione della presente ordinanza sia redatta in forma semplificata, non ponendosi questioni rilevanti dal punto di vista della funzione nomofilattica di questa Corte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

la censura mossa dal ricorrente alla statuizione del Giudice di pace è fondata;

infatti l’autenticità della sottoscrizione della procura ad litem da parte del difensore può essere contestata soltanto con querela di falso (cfr., tra le molte, Cass. 17473/2015, 10240/2009, 6047/2003,), sicchè, difettando nella specie tale querela, al Giudice di pace non era consentito affermare la falsità della procura;

il ricorso va pertanto accolto e il provvedimento impugnato va cassato con rinvio al giudice indicato in dispositivo, il quale si atterrà al principio di diritto di cui sopra e provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e rinvia, anche per le spese, al Giudice di Ragusa in persona di altro magistrato.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 26 settembre 2017.

Depositato in Cancelleria il 20 ottobre 2017

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