Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24933 del 15/09/2021

Cassazione civile sez. II, 15/09/2021, (ud. 11/03/2021, dep. 15/09/2021), n.24933

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – rel. Consigliere –

Dott. VARRONE Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 18344/2019 proposto da:

G.F., + ALTRI OMESSI, tutti elettivamente domiciliati

in ROMA, VIA AVEZZANA 6, presso lo studio dell’avvocato MATTEO

ACCIARI, rappresentati e difesi dall’avvocato BRUNO GUARALDI;

– ricorrenti –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in Roma, Via Dei Portoghesi 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di VENEZIA, depositato il

28/11/2018, R.G.n. 344/2018 V.g., Cron. 4222/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

11/03/2021 dal Consigliere Dott. Annamaria Casadonte.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– G.F. e gli altri ricorrenti in epigrafe indicati impugnano per cassazione il decreto collegiale della Corte d’appello di Venezia con cui è stata dichiarata d’ufficio la decadenza dalla possibilità di proporre l’azione per l’indennizzo da irragionevole durata del Fallimento (OMISSIS) s.p.a. dichiarato con sentenza del Tribunale di Venezia in data 20/2/1992 e chiuso con Decreto 6 luglio 2017, per mancata rispetto del termine semestrale L. n. 89 del 2001, ex art. 4;

– ad avviso della corte territoriale il termine per l’esercizio dell’azione per l’indennizzo da irragionevole durata del processo iniziava a decorrere dal 24/10/2006, data della dichiarazione di esecutività del quarto riparto parziale che aveva consentito l’integrale soddisfacimento delle ragioni di credito vantate dai ricorrenti, tutti lavoratori dipendenti della (OMISSIS), nella procedura concorsuale;

– a sostegno della conclusione la corte territoriale invocava l’orientamento di questa Corte secondo il quale “il dies a quo coincide con la sentenza dichiarativa di fallimento ed il dies ad quem con il momento in cui si verifica il soddisfacimento integrale del credito ammesso al passivo o, in difetto, la sopravvenuta definitività del decreto di chiusura del fallimento” (cfr. Cass. 950/2011);

– la cassazione del decreto collegiale è chiesta con ricorso affidato a due motivi, illustrati anche da memoria;

– non ha svolto attività difensiva l’intimato Ministero di giustizia.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con il primo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione della L. n. 89 del 2001, art. 4, in relazione all’art. 6, paragrafo 1 CEDU, all’art. 1 del primo protocollo addizionale ed agli artt. 111 e 117 Cost., nonché violazione dell’art. 327 c.p.c., L. Fall., art. 119,L. n. 69 del 2009, art. 58 e del D.Lgs. n. 5 del 2006, art. 150, comma 1, per avere erroneamente ritenuto che il termine semestrale entro il quale proporre l’azione per l’equa riparazione inizia a decorrere da quello in cui finisce la sofferenza per l’irragionevole durata del fallimento e coincidente con la data di pagamento del credito ammesso e non dalla definitività del provvedimento di chiusura del fallimento;

– con il secondo motivo si deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 101 c.p.c., comma 2, per nullità del decreto decisorio per avere la corte territoriale deciso senza preventivamente sottoporre alle parti la questione della decadenza dell’azione oggetto del rilievo d’ufficio;

– ritiene il Collegio che il primo motivo del ricorso ponga la questione dell’interpretazione della L. n. 89 del 2001, art. 4 – che stabilisce il momento dal quale proporre, a pena di decadenza, la domanda di riparazione da irragionevole durata e che lo individua in quello di sei mesi dalla decisione che conclude il procedimento è divenuta definitiva – con riferimento alle procedure fallimentari alle quali non siano applicabili le modifiche introdotte con D.Lgs. n. 5 del 2006 e dal D.Lgs. n. 169 del 2007;

– si tratta di questione che, ad avviso del Collegio, rende opportuna la trattazione in pubblica udienza e pertanto dispone provvedersi in conformità.

P.Q.M.

La Corte dispone fissarsi la pubblica udienza per la trattazione del presente ricorso.

Si comunichi.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 11 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 settembre 2021

 

 

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