Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24915 del 06/11/2013


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 24915 Anno 2013
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: MELONI MARINA

SENTENZA

sul ricorso 9828-2007 proposto da:
PANASONIC EUROPE LTD (già MATSUSHITA EUROPE LTD), in
persona

del legale rappresentante pro

tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA PO 9, presso lo
studio dell’avvocato NAPOLITANO FRANCESCO, che lo
rappresenta e difende giusta delega a margine;
– ricorrente –

2013
1429

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE CENTRALE in persona
del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato
in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA
GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

Data pubblicazione: 06/11/2013

legis;

controricorrente

avverso la sentenza n. 14/2006 della COMM.TRIB.REG. di
ROMA, depositata il 23/02/2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica

MELONI;
udito per il ricorrente l’Avvocato NAPOLITANO che ha
chiesto l’accoglimento;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. IMMACOLATA ZENO che ha concluso per
l’inammissibilità del ricorso in subordine rigetto.

udienza del 22/04/2013 dal Consigliere Dott. MARINA

Svolgimento del processo

La

società

Panasonic Europe

ltd presentava

dell’IVA corrisposta in Italia in relazione a
fatture ricevute nel corso del 1996 dalla propria
consociata italiana Panasonic Italia spa per costi
afferenti servizi di consulenza ed assistenza
commerciale per un importo complessivo di

e

129.015,01. L’Ufficio rigettava l’istanza di
rimborso in quanto le fatture elencate nell’istanza
erano intestate a persona diversa dal richiedente
il rimborso.
A seguito di diniego di rimborso da parte
dell’Ufficio la società contribuente presentava
ricorso alla Commissione Tributaria provinciale di
Roma che lo accoglieva con sentenza nr.14/26/06.

all’Ufficio IVA di Roma istanza di rimborso

Su ricorso in appello proposto dall’Ufficio, la
Commissione tributaria regionale del Lazio con
sentenza nr.14/26/06,depositata in data 23/2/2006,
riformava la sentenza di primo grado dichiarando
inammissibile il ricorso introduttivo in quanto
tardivamente presentato oltre il termine di

1

(9-1,

sessanta giorni dalla

data di notifica

dell’atto impugnato.
Avverso la sentenza della Commissione Tributaria
regionale del Lazio ha proposto ricorso per
cassazione la società Panasonic Europe LTD con due

controricorso.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con il primo motivo di ricorso la ricorrente
società Panasonic Europe LTD lamenta violazione e
falsa applicazione dell’art. 2697 cc in relazione
all’art. 360 I comma nr.3 cpc perché i giudici di
appello hanno dichiarato inammissibile in quanto
tardivo il ricorso introduttivo nonostante
l’Ufficio non abbia fornito una prova decisiva in
ordine alla notifica del provvedimento di diniego
di rimborso dalla quale decorre il termine di
impugnazione di sessanta giorni.

motivi, ha resistito la Agenzia delle Entrate con

La ricorrente lamenta infatti che l’Ufficio non ha
mai ottemperato all’ordinanza istruttoria dei
giudici di primo grado omettendo di produrre
l’originale dell’avviso di ricevimento del
provvedimento di diniego ma producendo invece una
fotocopia che nemmeno riporta la qualifica del
soggetto che ha ricevuto la raccomandata.
2

191,

Con il secondo motivo di ricorso la ricorrente
lamenta violazione e falsa applicazione dell’art.
38 ter e 56 DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 60

DPR nr.600/73, art. 21 D.Lgs 31 dicembre 1992
nr.546 in relazione all’art. 360 n.3 cpc in quanto
il diniego di rimborso non risulta essere stato
portato a conoscenza del destinatario attraverso
una formale notificazione e, conseguentemente, non
risulta decorso il termine di sessanta giorni utile
ai fini di proposizione del ricorso. Infatti per le
notifiche degli atti tributari ai non residenti è
prevista la notifica secondo l’art. 60 DPR 600/73
mentre è del tutto inidonea l’invio di lettera
raccomandata con avviso di ricevimento come
avvenuto nel caso in esame.
Il ricorso è infondato e deve essere respinto.
In relazione al primo motivo, infatti, la doglianza
relativa alla violazione del precetto di cui
all’art. 2697 cc può integrare motivo di ricorso
per cassazione ai sensi dell’art. 360 primo comma
nr. 3 cpc solo nell’ipotesi in cui il giudice abbia
attribuito l’onere della prova ad una parte diversa
da quella che ne risulta gravata secondo le regole
3

(9-7

dettate

da

norma, il che non

quella

è accaduto avendo la CTR ritenuto idonea la
produzione documentale del fisco che della prova
era onerato; invece la censura che, come nella
specie, investe la valutazione (attività regolata

solo ai sensi del numero 5 del medesimo art. 360
cpc, il che la Panasonic Europe LTD non ha fatto
(Sez. 3 sentenza nr. 15107 del 17/6/2013).
Peraltro non è consentito sollecitare in sede di
legittimità “sub specie di violazione dì legge” un
nuovo accertamento di fatto riguardante, nella
specie, la data della notifica dell’atto impugnato
che i giudici di appello hanno ritenuto essere
stata adeguatamente provata, nonostante la mancata
produzione dell’originale dell’avviso stesso, nel
26 aprile 2000 (risultante dal timbro postale sulla
fotocopia dell’avviso di ricevimento).
Accertato dunque che la data di notifica dell’atto

dagli artt. 115 e 116 cpc) può essere fatta valere

impugnato è quella del 26 aprile 2000, non può che
essere ritenuto tardivo il ricorso introduttivo,
come dichiarato dai giudici di merito, in quanto
proposto ben oltre i sessanta giorni dalla data di
notifica dell’atto impugnato ex art. 21 D.L.gs.546
del 31 dicembre 1992.

4

97

TCSENTE DA REGISTFZAZION
Al SENSI DEL Dè
N. 131 TAls.ALL 4
– N. 5
MATERIA TRIBUTARIA
.

Il secondo motivo di

ricorso

è

.

inammissibile in quanto la contestazione è stata
eccepita per la prima volta in sede di legittimità
atteso che della questione non parla la sentenza di
appello né la contribuente specifica in ricorso se,

introdotta nel giudizio di merito.
Per quanto sopra deve essere respinto il ricorso
proposto con condanna alle spese della ricorrente.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna Panasonic Europe LTD
al pagamento delle spese di giudizio che si
liquidano in C 7.000,00 oltre spese prenotate a
debito.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio della
V sezione civile il 22/4/2013
Il consigliere estensore

Il Presidente

come, dove e quando la questione sarebbe stata

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