Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24888 del 06/12/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. trib., 06/12/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 06/12/2016), n.24888

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CHINDEMI Domenico – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. MELONI Marina – rel. Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 18295/2010 proposto da:

CBS OUTDOOR SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI DUE MACELLI 66, presso lo

studio dell’avvocato GUIDO ALBERTO INZAGHI, che lo rappresenta e

difende giusta delega a margine;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI GENOVA UFFICIO PUBBLICITA’ DIREZIONE TRIBUTI;

– intimato –

nonchè da:

COMUNE DI GENOVA UFFICIO PUBBLICITA’ DIREZIONE TRIBUTI in persona del

Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIALE GIULIO

CESARE 14 A-4, presso lo studio dell’avvocato GABRIELE PAFUNDI, che

lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARIA PAOLA

PESSAGNO giusta delega a margine;

– controricorrente incidentale –

contro

CBS OUTDOOR SRL in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI DUE MACELLI 66, presso lo

studio dell’avvocato GUIDO ALBERTO INZAGHI, che lo rappresenta e

difende giusta delega a margine;

– controricorrente all’incidentale –

avverso la sentenza n. 66/2009 della COMM. TRIB. REG. di GENOVA,

depositata il 26/05/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

13/07/2016 dal Consigliere Dott. MARINA MELONI;

udito per il ricorrente l’Avvocato CERASI per delega dell’Avvocato

INZAGHI che ha chiesto l’accoglimento del ricorso principale;

udito per il controricorrente l’Avvocato PAFUNDI che ha chiesto il

rigetto del ricorso principale;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GIACALONE Giovanni, che ha concluso per il rigetto di entrambi i

ricorsi.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La CBS Outdoor srl, azienda operante nel settore della pubblicità esterna titolare di svariati impianti pubblicitari di varia tipologia collocati sul territorio di Genova, ricorreva davanti alla CTP di Genova avverso l’avviso di liquidazione del Comune di Genova relativo al canone di installazione mezzi pubblicitari (CIMP) per l’anno 2006, lamentando l’aumento delle tariffe per gli impianti pubblicitari rispetto alle annualità precedenti.

La Commissione Tributaria Provinciale di Genova respingeva il ricorso. Su appello della contribuente CBS Outdoor srl la Commissione Tributaria Regionale della Liguria confermava la sentenza di primo grado e riteneva legittima la pretesa del Comune di Genova.

Avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Liguria ha proposto ricorso per cassazione CBS Outdoor srl con due motivi ed il Comune di Genova resiste con controricorso e ricorso incidentale affidato a due motivi.

La ricorrente deposita controricorso a ricorso incidentale ed ambedue le parti hanno depositato memorie.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso principale la ricorrente CBS Outdoor srl lamenta violazione di legge e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 62, comma 2, lett. d), come modificato dalla L. n. 448 del 2001, art. 10, comma 5, lett. B), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in quanto la CTR ha erroneamente ritenuto che il Comune di Genova potesse aumentare la tariffa CIMP per l’annualità 2006 anche oltre il limite invalicabile del 25% di cui alla L. n. 448 del 2001.

Con il secondo motivo di ricorso principale la ricorrente CBS Outdoor srl lamenta violazione di legge e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 62, comma 2, lett. d), come modificato dalla L. n. 448 del 2001, art. 10, comma 5, lett. B), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in quanto la CTR non ha pronunciato in ordine alla legittimità dell’aumento delle tariffe da parte del Comune di Genova in relazione al passaggio da ICP a CIMP ed alle Delib. Consiglio Comunale n. 36 del 2001 (CIMP) e Delib. Consiglio Comunale n. 8 del 2001 (ICP).

Con il primo motivo di ricorso incidentale il Comune di Genova lamenta difetto di giurisdizione del giudice tributario in quanto la ricorrente lamenta vizi di legittimità del regolamento comunale per l’applicazione del canone CIMP e delle relative tariffe che rientrano nella giurisdizione dei giudice amministrativo.

Con il secondo motivo di ricorso incidentale il Comune di Genova lamenta violazione del giudicato in quanto il TAR della Liguria si è pronunciato con sentenza 102/2003 passata in giudicato in esito ad altro ricorso relativo alla medesima questione ritenendo non applicabile la L. n. 448 del 2001, in quanto entrata in vigore allorchè il Comune di Genova già aveva effettuato la trasformazione dell’imposta in canone con Delib. CC n. 36 del 2001.

Il primo motivo di ricorso incidentale, da esaminarsi in via preliminare per motivi di priorità logica, è infondato e deve essere respinto. Infatti è stato proposto ricorso avverso l’avviso di accertamento e non avverso il regolamento comunale. Non si pone pertanto un problema di annullamento del regolamento rispetto al quale potrebbe essere ravvisata la giurisdizione del giudice amministrativo, ma semmai di eventuale disapplicazione da parte del giudice tributario chiamato a pronunciarsi sull’avviso di accertamento, del regolamento stesso che ha determinato il canone ritenuto illegittimo.

Per quanto riguarda il ricorso principale i cui motivi possono essere trattati congiuntamente in quanto tra loro avvinti, nella fattispecie, la ricorrente lamenta l’illegittimità delle tariffe ed in particolare dell’aumento tariffario effettuato dal Comune di Genova che al contrario appare legittimo e non applicabile la L. n. 448 del 2001, entrata in vigore allorchè il Comune di Genova già aveva effettuato la trasformazione dell’imposta in canone con Delib. CC n. 36 del 2001.

In ogni caso i quesiti di diritto posti a base dei motivi appaiono inidonei perchè privi di riferimento al caso concreto ed al contenuto della sentenza impugnata facendo invece riferimento ai provvedimenti che il Comune di Genova avrebbe dovuto adottare.

Pertanto poichè nel caso di specie, la parte ricorrente non ha adempiuto all’onere, dai contenuti sopra precisati, della proposizione di una valida impugnazione, deve essere respinto il ricorso principale proposto ed il primo motivo di ricorso incidentale assorbito il secondo, con condanna della ricorrente in via principale, sul contribuente in misura prevalente, alle spese del giudizio di legittimità.

PQM

Respinge il ricorso principale ed il primo motivo di ricorso incidentale assorbito il secondo motivo e condanna CBS Outdoor srl al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che si liquidano in Euro 6.500,00 complessive oltre spese accessorie come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Quinta Civile, il 13 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2016

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA