Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24872 del 09/10/2018

Cassazione civile sez. VI, 09/10/2018, (ud. 27/03/2018, dep. 09/10/2018), n.24872

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. CIGNA Mario – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. D’ARRIGO Cosimo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13603-2017 R.G. proposto da:

ZURICH VERSICHERUNGS GESELLSCHAFT AG, in persona dei legali

rappresentanti pro tempore, domiciliata, ai sensi dell’art. 366

c.p.c., comma 2, in Roma, presso la Cancelleria della Corte di

Cassazione, rappresentata e difesa dall’avvocato Luigi Luciano

Tedoldi;

– ricorrente –

contro

ALLIANZ S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via Crescenzio 17/A, presso lo

studio dell’avvocato Michele Clemente, che la rappresenta e difende;

– resistente –

contro

Lageder Helene Maria;

– intimata –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza del Giudice di pace

di Milano, depositata il 28/04/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 27/03/2018 dal Consigliere Dott. Cosimo D’Arrigo;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. Basile Tommaso, che chiede

l’accoglimento del ricorso.

Fatto

RITENUTO

La Zurich Versicherungs Gesellschaft AG (d’ora in poi semplicemente Zurich), nella qualità di compagnia assicuratrice dell’autovettura BMW X1 (con targa elvetica) di proprietà della G+G Immobilienberatung AG e condotta da Waldermar Jakob Ghalinger, conveniva in giudizio innanzi al Giudice di pace di Milano, ai sensi dell’art. 1916 c.c., L.H.M., in proprio e quale esercente la responsabilità genitoriale sui figli minori R.J. e R.S., tutti quali eredi di R.M., proprietario e conducente di un motociclo KTM (targato (OMISSIS)), nonchè la Allianz s.p.a., quale compagnia assicuratrice, al fine di ottenere il rimborso di quanto corrisposto alla propria assicurata, in virtù di una polizza “kasko”, a seguito di un grave incidente nel quale erano stati coinvolti i due veicoli.

Si costituita la Allianz s.p.a., chiedendo la sospensione pregiudiziale della causa in attesa della definizione del procedimento penale avviato a carico del G. innanzi al Tribunale di Bolzano per il delitto di omicidio colposo. La L. e i R. restavano contumaci.

Il Giudice di pace, con ordinanza depositata fuori udienza il 28 aprile 2017, disponeva la sospensione del giudizio civile, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., ritenendo che dall’accertamento dell’eventuale responsabilità totale o parziale del G. nella causazione del sinistro dipendesse la decisione della causa.

Avverso tale ordinanza la Zurich ha proposto regolamento necessario di competenza, articolato in due motivi illustrati da successive memorie. Le parti intimate non hanno svolto attività difensiva.

Il Pubblico Ministero ha rassegnato le proprie conclusioni scritte come riportate in epigrafe.

Diritto

CONSIDERATO

In considerazione dei motivi dedotti e delle ragioni della decisione, la motivazione del presente provvedimento può essere redatta in forma semplificata.

La società ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c. e dell’art. 75 c.p.c., per difetto di pregiudizialità del giudizio penale e per assenza di identità soggettiva fra i due processi.

Il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Infatti, in materia di rapporti tra giudizio civile e penale, l’art. 652 c.p.c., innovando rispetto alla disciplina di cui al previgente sistema, fondato sulla prevalenza del processo penale su quello civile, si ispira al principio della separatezza dei due giudizi, prevedendo che il giudizio civile di danno debba essere sospeso soltanto allorchè l’azione civile, ex art. 75 c.p.c., sia stata proposta dopo la costituzione di parte civile in sede penale o dopo la sentenza penale di primo grado, in quanto esclusivamente in tali casi si verifica una concreta interferenza del giudicato penale nel giudizio civile di danno, che pertanto non può pervenire anticipatamente ad un esito potenzialmente difforme da quello penale in ordine alla sussistenza di uno o più dei comuni presupposti di fatto (Sez. 1, Sentenza n. 15470 del 22/06/2017, Rv. 644464; Sez. 1, Sentenza n. 3820 del 17/02/2010, Rv. 612263).

Nel caso di specie non risulta che ricorresse alcuna delle condizioni indicate dall’art. 75 c.p.c., comma 3, quali cause esclusive della sospensione pregiudiziale del processo civile rispetto al procedimento penale, ossia che l’azione civile sia stata proposta in sede civile nei confronti dell’imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale oppure dopo la sentenza penale di primo grado.

In conclusione, la sospensione pregiudiziale della causa è stata disposta al di fuori delle ipotesi previste dalla legge. Gli atti vanno quindi restituiti al giudice di merito per la prosecuzione del giudizio. Le spese del regolamento di competenza saranno liquidate dal giudice del merito.

PQM

ordina la prosecuzione del giudizio. Spese rimesse al merito.

Così deciso in Roma, il 27 marzo 2018.

Depositato in Cancelleria il 9 ottobre 2018

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA