Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24813 del 19/10/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 19/10/2017, (ud. 12/05/2017, dep.19/10/2017),  n. 24813

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 7011-2016 proposto da:

L.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA NOMENTANA 671

presso lo studio dell’avvocato RAFFAELE PENDIBENE, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

D.V.E.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 990/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata l’11/02/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12/05/2017 dal Consigliere Dott. ELISA PICARONI.

Fatto

RITENUTO

che L.R. ricorre per la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Roma, depositata in data 11 febbraio 2015, di rigetto dell’appello proposto da L. avverso la sentenza del Tribunale di Roma n. 8922 del 2013, nei confronti di D.V.E.;

che la domanda di L.R. ha ad oggetto il pagamento del compenso per l’attività di assistenza e consulenza dallo stesso svolte per il riconoscimento, a favore della sig.ra D.V., di benefici previdenziali ed assistenziali previsti per le vittime di persecuzioni politico-razziali, e specificamente dell’assegno vitalizio di benemerenza diretto nonchè di quello a titolo di orfana di D.V.C.;

che la Corte d’appello ha confermato la sentenza del Tribunale, di condanna della sig.ra D.V. al pagamento dell’importo di Euro 5.137,81, oltre interessi legali, corrispondente al compenso dovuto per l’attività finalizzata al riconoscimento del solo vitalizio indiretto, rilevando la carenza di prova dell’attribuzione della benemerenza diretta;

che la Corte d’appello ha ritenuto insussistenti i presupposti di ammissione dei mezzi istruttori richiesti dal sig. L. – in particolare, assunzione di informazione presso la pubblica amministrazione ai sensi dell’art. 213 c.p.c., ordine di esibizione alla stessa P.A. di tutta la documentazione relativa alle pratiche per gli assegni di benemerenza diretto e indiretto;

che il ricorrente denuncia, con il primo motivo, violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., artt. 211,213,115 e 116 c.p.c., e, con il secondo motivo, violazione e falsa applicazione dell’art. 189 c.p.c.;

che il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., nel senso della manifesta infondatezza del ricorso;

che il ricorrente ha depositato memoria;

che il Collegio ritiene insussistente l’evidenza decisoria e dispone ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., comma 3.

PQM

La Corte rimette la causa alla pubblica udienza della sezione semplice.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Sesta civile – 2 della Corte suprema di Cassazione, il 12 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 19 ottobre 2017

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