Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24806 del 15/09/2021

Cassazione civile sez. VI, 15/09/2021, (ud. 27/04/2021, dep. 15/09/2021), n.24806

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. RAGIONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 28534-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

C.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BRUNO

BUOZZI 99, presso lo studio dell’avvocato CIAPPARONI FAUSTO, che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2546/18/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA LOMBARDIA, depositata il 04/06/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 27/04/2021 dal Consigliere Relatore Dott. LA TORRE

MARIA ENZA.

 

Fatto

RITENUTO

Che:

L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Calabria, n. 2546/18/2018 dep. il 4.6.2018, che ha respinto l’appello dell’Ufficio in controversia su impugnazione da parte di C.G. di avviso di accertamento – emesso in base a verifica della Guardia di finanza, a seguito di procedimento penale per una complessa frode fiscale, per Ires, Iva, Irap, anno 2009- notificatogli, insieme ad altri, nella sua qualità, di amministratore di fatto della società INCOM srl..

La CTR ha confermato la decisione di primo grado che aveva ritenuto illegittimo l’accertamento, per essere le sanzioni amministrative tributarie riferibili esclusivamente alla persona giuridica, “pur senza accertare la effettiva responsabilità del resistente nella gestione della società in modo da potergli attribuire la qualifica di amministratore di fatto e trascurando ogni dimostrazione sul profitto che il medesimo avrebbe realizzato dalla condotta fraudolenta della società”.

Il contribuente si costituisce con controricorso e deposita successiva memoria, nella quale eccepisce l’inammissibilità del ricorso dell’Agenzia per non avere impugnato il capo della sentenza nella quale venivano imputate al Calabria le imposte della società.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Va preliminarmente disattesa l’eccepita inammissibilità del ricorso per difetto di specificità e di autosufficienza, contenendo gli elementi idonei a consentire a questa Corte di esaminare la doglianza proposta col ricorso, e per omessa impugnazione di una delle due rationes decidendi della sentenza impugnata. Anche questa eccezione è infondata, in quanto sul punto dell’imputabilità all’amministratore di fatto delle impostechlla società l’Agenzia non ha impugnato la sentenza, che pertantotcon riferimento a questo capo, è divenuta definitiva, per cui il ricorso è circoscritto alla debenza o meno delle sanzioni.

2. Con l’unico motivo del ricorso si deduce violazione del D.Lgs. n. 427 del 1997, art. 11 e del D.L. n. 269 del 2003, art. 7 conv. in L. 326/2003, ex art. 360 c.p.c., n. 3.

Il motivo è fondato.

2.1. Quanto alla riferibilità delle sanzioni esclusivamente alla persona giuridica, la giurisprudenza ha precisato che tale principio non può ritenersi operante nell’ipotesi di società artificiosamente costituita, proprio allo scopo di creare uno schermo per sottrarsi alle conseguenze degli illeciti tributari commessi dal rappresentante o amministratore della società che abbia agito per proprio personale vantaggio. In tal caso viene meno la ratio che giustifica l’applicazione del D.L. n. 269 del 2003, art. 7 – che pone a carico esclusivo della persona giuridica la responsabilità per le sanzioni – e deve essere ripristinata la regola generale secondo cui la sanzione amministrativa pecuniaria colpisce la persona fisica autrice dell’illecito (Cass. 10975/2019).

2.2.E’ stato altresì statuito che in ipotesi di costituzione ai fini illeciti della società di capitali, le sanzioni amministrative tributarie possono essere irrogate “nei confronti della persona fisica che ha beneficiato materialmente delle violazioni contestate” (Cass. 25727/2020). In tal caso, la persona fisica che ha agito per conto della società e’, al contempo, trasgressore e contribuente, e la persona giuridica è una mera fictio, creata nell’esclusivo interesse della persona fisica. Non opera pertanto in questo caso il D.L. n. 269 del 2003, art. 7, secondo cui nel caso di rapporti fiscali facenti capo a persone giuridiche le sanzioni possono essere irrogate nei soli confronti dell’ente, in quanto detta norma intende regolamentare le ipotesi in cui vi sia una differenza tra trasgressore e contribuente e, in particolare, l’ipotesi di un amministratore di una persona giuridica che, in forza del proprio mandato, compie violazioni nell’interesse della persona giuridica medesima” (così, in motivazione, Cass. n. 5924 del 8/3/2017, che richiama Cass. n. 19716 del 28/8/20139), e deve essere ripristinata la regola generale secondo cui la sanzione amministrativa pecuniaria colpisce la persona fisica autrice dell’illecito (Cass. n. 12339/2019; Cass., Sez. 5, Ordinanza n. 25284 del 25/10/2017, Cass. n. 19716 del 2013, in motivazione; conf. Cass. n. 5924 del 2017; 10975/2019; 9448/2020).

3.La CTR ha ritenuto di dover escludere qualsiasi indagine sul ruolo del Calabria e sulla sua eventuale responsabilità nella gestione della società, “trascurando ogni dimostrazione sul profitto che il medesimo avrebbe realizzato dalla condotta fraudolenta della società”, e ha erroneamente circoscritto la decisione sulla carenza di legittimazione passiva l’amministratore, anche di fatto, sulle sanzioni, riferibili esclusivamente alla persona giuridica. Avrebbe invece dovuto indagare, alla luce dei principi di cui alla giurisprudenza sopra riportata, quale fosse l’effettivo ruolo del Calabria, in quanto, ove accertato che la persona giuridica era stata creata come mera fictio, nell’esclusivo interesse della persona fisica, viene meno il presupposto di cui al D.L. n. 269 del 2003, art. 7.

4.La sentenza impugnata si è discostata dai superiori principi, per cui va cassata, nei termini di cui in motivazione, con rinvio alla CTR della Calabria, anche per le spese del presente giudizio.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR della Lombardia, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 27 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 settembre 2021

 

 

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