Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24801 del 15/09/2021

Cassazione civile sez. VI, 15/09/2021, (ud. 27/04/2021, dep. 15/09/2021), n.24801

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. RAGIONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7300-2019 proposto da:

G.G. SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, V.LE GIULIO CESARE 21, presso lo

studio dell’avvocato MALATESTA FRANCESCO, rappresentata e difesa

dall’avvocato DONNARUMMA ALFONSO;

– ricorrente –

contro

COMUNE di PONTINIA;

– intimato –

avverso la sentenza n. 5569/18/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DEL LAZIO, depositata il 07/08/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 27/04/2021 dal Consigliere Relatore Dott. RAGONESI

VITTORIO.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Commissione tributaria provinciale di Latina, con sentenza n 1868/16, sez. 5, accoglieva il ricorso proposto dalla G.G. srl avverso l’avviso di accertamento n. 426 per ICI 2010

Avverso detta decisione il Comune di Pontinia proponeva appello innanzi alla CTR Lazio, sez dist. Latina, che accoglieva l’impugnazione

Nei confronti della detta sentenza ha proposto ricorso per Cassazione la società contribuente sulla base di tre motivi.

Il Comune non ha resistito con controricorso.

La causa è stata discussa in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo la società ricorrente denuncia violazione di legge, segnatamente della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 3 (cd. statuto del contribuente) e del combinato disposto del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 52 e 59, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata non ha rilevato la carenza di motivazione dell’avviso nell’applicazione retroattiva all’anno oggetto di accertamento (2010) della delibera comunale n. 59/2012, con la quale erano stati determinati i valori venali medi per le aree fabbricabili.

Con il secondo motivo, la società contribuente denuncia l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per non avere la sentenza impugnata preso in esame le allegazioni di essa società e, in particolare, la perizia di parte, nonché, in ogni caso, nullità della sentenza per motivazione apparente.

Con il terzo motivo la contribuente lamenta la violazione del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere omesso la sentenza impugnata di censurare l’applicazione retroattiva, con l’atto impositivo, da parte del Comune, di interessi e sanzioni.

Il primo motivo è manifestamente fondato e merita accoglimento. Questo Collegio non può che riportarsi a quanto già deciso da questa Corte con ordinanza n. 32750/18 resa tra le stesse parti in identica fattispecie riferita all’illegittimità dell’applicazione retroattiva all’anno oggetto di accertamento (2008 in quella controversia) della delibera comunale n. 59/2012, con la quale erano stati determinati i valori venali medi per le aree fabbricabili.

Con il detto provvedimento si è argomentato quanto segue.

“Non si tratta, infatti, come ben chiarito da Cass. sez. 5, 3 maggio 2005, n. 9137, di applicazione retroattiva di valori, ma della possibilità che la delibera di cui al D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 59, possa legittimamente fornire al giudice, chiamato ad esaminare la congruità del valore attribuito ai fini ICI ad area edificabile, indici presuntivi (in tal senso cfr. anche Cass. sez. 5, 30 giugno 2010, n. 15555; Cass. sez. 6-5, ord. 12 giugno 2018, n. 15132), valevoli anche per gli anni precedenti.

Orbene in relazione a tale profilo, oggetto in sede di merito di specifiche contestazioni da parte della contribuente, la sentenza impugnata è priva di qualsiasi argomento che consenta di verificare sulla base di quali elementi i valori medi per le aree edificabili assunti con la delibera del 2012 potessero assurgere per la CTR ugualmente ad indici presuntivi per la determinazione della base imponibili ai fini ICI per l’anno 2008 (anno 2010 nella presente causa n.d.r.), con riferimento all’area edificabile. Il motivo va quindi accolto nei termini di cui sopra.

Restano assorbiti i restanti due motivi.

La sentenza impugnata va conseguentemente cassata nei termini di cui in motivazione con rinvio alla CTR Lazio sez dist. Latina, in diversa composizione, per nuovo giudizio e per la liquidazione delle spese del presente grado.

PQM

Accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti i restanti due, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla CTR Lazio sez. dist. Latina, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese della presente fase

Così deciso in Roma, il 27 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 settembre 2021

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