Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24795 del 23/11/2011

Cassazione civile sez. trib., 23/11/2011, (ud. 26/10/2011, dep. 23/11/2011), n.24795

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUNALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria G.C. – rel. Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 4292-2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS) in persona del Direttore pro-

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

M.M.S.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 47/3/2009 della Commissione Tributaria

Regionale di POTENZA del 6.2.09, depositata il 06/03/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26/10/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA GIOVANNA C. SAMBITO.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. IMMACOLATA

ZENO.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26 ottobre 2011, dal Relatore Cons. Maria Giovanna Sambito.

La Corte:

Fatto

FATTO E DIRITTO

ritenuto che, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata depositata in cancelleria la relazione, con cui si è esposto:

“1. La CTR della Basilicata, con sentenza n. 47/3/09, depositata il 6.3.2009, ha annullato l’avviso di accertamento relativo al reddito del 1997 ritratto da M.M.S. dalla sua partecipazione alla Società Montanarelli Mario Salvatore e Melfi Loreta S.n.c..

2. L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza, sulla scorta di due motivi, con cui denuncia violazione dell’art. 2909 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, e dell’art. 295 c.p.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7.

Il contribuente non ha presentato difese.

3. Va rilevata, d’ufficio, la violazione del litisconsorzio necessario. Come si desume dall’impugnata sentenza, l’avviso di accertamento è stato emesso all’esito della rettifica operata nei confronti della Società, ed il giudizio di merito si è svolto, nei confronti del contribuente, senza la partecipazione della Società stessa e dell’intera compagine sociale. Le sezioni Unite di questa Corte, con la sentenza n. 14815/2008, hanno, al riguardo, affermato che In materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario.

Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29) ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio.

4. In conclusione, si ritiene che il ricorso possa deciso in camera di consiglio”.

che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata al ricorrente;

che non sono state depositate conclusioni scritte, nè memorie;

considerato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione, sicchè la sentenza va cassata, va dichiarata la nullità dell’intero giudizio, e le parti vanno rimesse alla CTP di Matera;

che si ravvisano giusti motivi per compensare tra le parti le spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

La Corte cassa la sentenza impugnata, dichiara la nullità dell’intero giudizio, e rinvia alla CTP di Matera. Compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, il 26 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2011

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