Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24778 del 05/11/2013


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Civile Sent. Sez. L Num. 24778 Anno 2013
Presidente: LAMORGESE ANTONIO
Relatore: NAPOLETANO GIUSEPPE

SENTENZA

sul ricorso 22210-2008 proposto da:
– I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA
SOCIALE C.F. 80078750587, in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato
in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso l’Avvocatura
Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli
2013
2652

avvocati MERCANTI VALERIO, LANZETTA ELISABETTA,
giusta delega in atti;
– ricorrente contro

BOTTACCHI IOLANA;

Data pubblicazione: 05/11/2013

- intimata

avverso la sentenza n. 413/2007 della CORTE D’APPELLO
di TORINO, depositata il 11/04/2008 R.G.N. 1113/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 24/09/2013 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE

udito l’Avvocato CAPANNOLO EMANUELA per delega
LANZETTA ELISABETTA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. GIANFRANCO SERVELLO che ha concluso
per l’accoglimento del ricorso.

NAPOLETANO;

RG 22210-08

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte di Appello di Torino, con la sentenza di cui si chiede la
cassazione accoglie, confermando la sentenza di primo grado,la domanda di

computo nell’indennità di buonuscita e nella pensione integrativa del c.d.
salario di professionalità.

A base del decisum la Corte del merito pone il rilievo fondante secondo il
quale la Legge n.70 del 1975 sul riordino del rapporto di lavoro del
personale degli enti pubblici all’art. 13 prevede la corresponsione di un
indennità di anzianità rapportata allo stipendio annuo complessivo con la
conseguenza che in tale indennità vanno ricompresi gli emolumenti aventi
carattere fisso e continuativo sì come previsto dal regolamento INPSD.

/1

Avverso questa sentenza l’INPS ricorre in cassazione sulla base di un’unica
censura.

La parte intimata non svolge attività difensiva.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo l’INPS, deducendo violazione dell’art. 13 della Legge 20
marzo 1975 n.70 e degli artt. 5 e 34 del Regolamento INPS, pone,
bis cpc, il seguente quesito: ” se le somme erogate a titolo di
,

ex art. 366
salario

di professionalità siano da computarsi nel calcolo dell’indennità di
anzianità erogabile in base all’art. 13 L. 70/1975″.

l

Bottacchi Iolanda, proposta nei confronti del’INPS, avente da oggetto il

Il ricorso è fondato.

Le Sezioni Unite di questa Corte, componendo il contrasto insorto nella
giurisprudenza della Sezione Lavoro, con le sentenze nn. 7150, 7155, 7156 e
7157 del 25 marzo 2010 (cui hanno fatto seguito molte altre della sezione

n. 4749) hanno affermato il principio di diritto secondo cui, in tema di
base di calcolo del trattamento di quiescenza o di fine rapporto spettante
ai dipendenti degli enti pubblici del cosiddetto parastato, la L. 20 marzo
1975, n. 70, art. 13, di riordinamento di tali enti e del rapporto di lavoro
del relativo personale, detta una disciplina del trattamento di quiescenza o
di fine rapporto (rimasta in vigore, pur dopo la contrattualizzazione dei
rapporti di pubblico impiego, per i dipendenti in servizio alla data del 31
dicembre 1995 che non abbiano optato per il trattamento di fine rapporto di
cui all’art. 2120 c.c.), non derogabile neanche in senso più favorevole ai
dipendenti, costituita dalla previsione di un’indennità di anzianità pari a
tanti dodicesimi dello stipendio annuo in godimento quanti sono gli anni di
servizio prestato, lasciando all’autonomia regolamentare dei singoli enti
solo l’eventuale disciplina della facoltà per il dipendente di riscattare, a
totale suo carico, periodi diversi da quelli di effettivo servizio; il
riferimento quale base di calcolo allo stipendio complessivo annuo ha
valenza tecnico-giuridica, sicché deve ritenersi esclusa la computabilità di
voci retributive diverse dallo stipendio tabellare e dalla sua integrazione
mediante scatti di anzianità o componenti retributive similari (nella
specie, l’indennità di funzione ex art. 15, secondo comma, della legge n. 88
del 1989, il salario di professionalità o assegno di garanzia retribuzione e

2

lavoro tra le quali Cass. 12 maggio 2010 n. 11478 e Cass. 25 febbraio 2011

l’indennità particolari compiti di vigilanza per i dipendenti dell’Inps) e
devono ritenersi abrogate o illegittime, e comunque non applicabili, le
disposizioni di regolamenti, come quello dell’Inps, prevedenti, ai fini del
trattamento di fine rapporto o di quiescenza comunque denominato, il computo
in genere delle competenze a carattere fisso e continuativo.

4749 cit.) che a sostegno di una diversa opzione ermeneutica, non possono
addursi dubbi di legittimità costituzionale su quella accolta dalle Sezioni
Unite, posto che, secondo la giurisprudenza della Corte Costituzionale, il
rispetto dell’art. 36 Cost., in ipotesi di un trattamento globale costituito
da più componenti, deve essere valutato non con riguardo a ciascuna di
queste, bensì alla totalità dell’emolumento (cfr,

ex plurimis,

Corte Cost.,

nn. 366/2006; 470/2002; 368/1999; 15/1995) e dovendo rilevarsi, al riguardo,
che la buonuscita costituisce uno degli elementi dei trattamento globale
spettante ai lavoratori pubblici privatizzati (cfr., in particolare, Corte
Cost. n. 366/2006). Il ricorso pertanto va accolto e la sentenza impugnata
va cassata.Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa
può essere decisa nel merito, con la reiezione della domanda svolta. Il
contrasto interpretativo insorto sulla questione consiglia la compensazione
delle spese afferenti all’intero processo.

P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel
merito, respinge la domanda; compensa le spese dell’intero processo

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 24 settembre 2013

3

Questa Corte inoltre ha, altresì precisato ( sentenza25 febbraio 2011 n.

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