Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2477 del 27/01/2022

Cassazione civile sez. I, 27/01/2022, (ud. 15/12/2021, dep. 27/01/2022), n.2477

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRISTIANO Magda – Presidente –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2939/2017 proposto da:

T.D., elettivamente domiciliato in Roma, Viale G. Mazzini n.

6, presso lo studio dell’avvocato Scrivo Pasquale, che lo

rappresenta e difende, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

M.C., elettivamente domiciliata in Roma, Via C. Poma n.

2, presso lo studio dell’avvocato Troilo Gregorio, rappresentata e

difesa dall’avvocato Lupoi Michele Angelo, giusta procura in calce

al controricorso;

– controricorrente –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA, del 25/07/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/12/2021 dal cons. Dott. FIDANZIA ANDREA.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

Con ordinanza depositata il 25.7.2016 la Corte d’Appello di l’Aquila – in accoglimento del reclamo proposto ex art. 708 c.p.c., comma 4 da M.C. avverso il provvedimento con il quale il Presidente del Tribunale di Pescara, nell’ambito del procedimento di separazione pendente tra l’istante e il coniuge T.D., aveva adottato provvedimenti urgenti – ha autorizzato la sig.ra M. a trasferirsi a (OMISSIS) assieme alle figlie ed ha condannato il T. al pagamento delle spese di lite relative al procedimento di reclamo, liquidate in Euro 4.000,00 oltre accessori di legge.

Avverso la predetta ordinanza T.D. ha proposto ricorso per cassazione, affidandolo a due motivi.

M.C. ha resistito con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Il ricorrente, con il primo motivo, evidenzia che non sussiste alcun dubbio che il provvedimento impugnato, contenendo una condanna al pagamento delle spese processuali, sia idoneo a divenire definitivo e pertanto sia impugnabile con il ricorso straordinario per cassazione.

Osserva in proposito che, mentre è indiscutibile che i provvedimenti riguardanti la prole e i rapporti tra i coniugi, emessi dalla Corte d’Appello ex art. 708 c.p.c., abbiano carattere provvisorio e siano inidonei a passare in giudicato, al contrario, la statuizione sulle spese di lite è per sua natura suscettibile di acquisire carattere definitivo, né vi è la possibilità di impugnare tale pronuncia con altro mezzo.

2. Con il secondo motivo deduce la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 708 c.p.c., anche alla luce del dettato degli artt. 669 septies e octies e 91 c.p.c., oltre alla totale carenza di motivazione.

Espone che i provvedimenti previsti dall’art. 708 c.p.c. hanno natura cautelare ed anticipatoria, essendo destinati, fatta salva l’eventualità della prematura estinzione del procedimento, ad essere sostituiti dalla sentenza che definisce il giudizio, con la conseguenza che la Corte d’Appello non avrebbe potuto pronunciare, in sede di reclamo ex art. 708 c.p.c., comma 4, la condanna alle spese del procedimento interinale.

3. Il secondo motivo – costituente, in realtà l’unico svolto, non contenendo il primo delle censure al provvedimento impugnato, ma solo argomentazioni a giustificazione dell’ammissibilità della proposizione del ricorso per cassazione straordinario – è fondato.

E’, in primo luogo, ammissibile il ricorso straordinario per cassazione avverso la (sola) statuizione dell’ordinanza di reclamo ex art. 708 c.p.c., comma 4 recante il regolamento delle spese. Questa Corte ha, infatti, già enunciato il principio di diritto secondo cui la statuizione sulle spese del procedimento, disciplinando posizioni giuridiche soggettive di debito e credito che discendono da un rapporto obbligatorio autonomo, è idonea ad acquistare l’autorità di giudicato (Cass. n. 8432/2020, Cass. n. 9348/2017).

Ciò premesso, la indiscutibile e non contestata natura provvisoria del provvedimento impugnato, destinato a rimanere assorbito dalla decisione di merito, esclude la necessità di una distinta pronuncia sulle spese, dovendo la regolamentazione delle stesse avvenire con la sentenza emessa a conclusione del giudizio di separazione, che dovrà tener conto dell’esito complessivo della lite (vedi sempre Cass. n. 8432/2020).

All’accoglimento del ricorso consegue la cassazione, in parte qua, dell’ordinanza della Corte d’Appello. Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, questa Corte può decidere nel merito e revocare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.

Le spese del presente giudizio di legittimità seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa il capo del provvedimento impugnato che ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, decidendo nel merito, revoca tale statuizione.

Condanna la controricorrente al pagamento delle spese di questo giudizio, che liquida in Euro 2.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie nella misura del 15% ed accessori di legge.

Dispone che in caso di diffusione del presente provvedimento siano omesse le generalità e gli altri dati identificativi delle parti, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52.

Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2022

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