Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24758 del 05/11/2020

Cassazione civile sez. II, 05/11/2020, (ud. 16/07/2020, dep. 05/11/2020), n.24758

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 7423/2017 R.G. proposto da:

S.A., rappresentato e difeso dall’avv. Francesco Pilloni,

con domicilio eletto in Roma, alla Via del tempio n. 1/A, presso

l’avv. Angelo Maleddu;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ARBOREA, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e

difeso dall’avv. Giovanna Maria Urru, elettivamente domiciliato in

Roma, Via Aulo Plauzio n. 5, presso l’avv. Francesco Cutrona;

– controricorrente –

avverso la sentenza del Tribunale di Oristano n. 1089/2016,

depositata in data 30.12.2016;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del giorno

16.7.2020 dal Consigliere Dott. Giuseppe Fortunato.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Il Tribunale di Oristano, in accoglimento dell’appello del Comune di Arborea, ha definitivamente respinto l’opposizione proposta da S.A. avverso il verbale n. (OMISSIS), elevato a carico dell’opponente per violazione dei limiti di velocità.

Per quanto qui rileva, il tribunale ha ritenuto ininfluente la mancata menzione, nel verbale impugnato, del decreto prefettizio con cui era stata autorizzata l’installazione dell’apparecchiatura di rilevazione della velocità, osservando che, per gli accertamenti effettuati mediante l’utilizzo dei dispositivi di cui al D.L. n. 121 del 2002, art. 4 l’amministrazione, nel differire la contestazione, deve solo esplicitare a verbale i motivi che abbiano impedito la contestazione immediata, non occorrendo ulteriori indicazioni.

La cassazione della sentenza è chiesta da S.A. con ricorso in un unico motivo.

Il Comune di Arborea resiste con controricorso e con memoria illustrativa.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. E’ infondata l’eccezione di improcedibilità del ricorso in quanto privo dell’attestazione di conformità al documento digitale notificato a mezzo pec – della copia cartacea della sentenza impugnata corredata dalla relata di notifica, essendo detta attestazione apposta in calce alla copia della sentenza d’appello, depositata tempestivamente.

2. Con l’unico motivo di ricorso si denuncia la violazione del D.L. n. 121 del 2002, art. 4 e L. n. 168 del 2002, art. 2 e D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 200, art. 201, comma 1 bis, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per aver il tribunale omesso di considerare che, nei tratti di strada diversi dalle autostrade e dalle strade extraurbane, quale quello di cui si discute, le apparecchiature di rilevazione della velocità possono essere installate solo sulla base di un decreto prefettizio di autorizzazione, i cui estremi devono essere indicati nel verbale a pena di nullità della sanzione, legittimandosi solo in tal caso la contestazione differita della violazione.

3. Il motivo è fondato.

Il tribunale ha ritenuto provato che il decreto autorizzasse le installazioni di rilevazione della velocità sul tratto di strada compreso tra il km O e il km 20 della S.P. (OMISSIS), sulla base del decreto Prot. 878/2003 del 24.6.2003 (doc. 4, fasc. di primo grado di parte resistente), ma ha dato atto che gli estremi del decreto non erano menzionati nel verbale di accertamento, affermando, inoltre, che la violazione era stata consumata su una strada extraurbana secondaria (cfr. sentenza, pag. 6).

Su tale dato di fatto, che, contrariamente a quanto sostenuto nel controricorso, risulta insindacabilmente accertato dal giudice d’appello, deve darsi continuità al principio secondo cui la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nella contestazione integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio, che pregiudica il diritto di difesa e che non è rimediabile nella fase di opposizione (Cass. 2243/2008; Cass. 331/2015; Cass. 24214/2018).

Il D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 201 dispone – con previsione evidentemente integrativa della norma contenuta nel D.P.R. n. 495 del 1992, art. 383 che, nei i casi in cui “la violazione non possa essere immediatamente contestata”, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve essere notificato all’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell’art. 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell’accertamento.

Ai sensi del D.L. n. 121 del 2002, art. 4 sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui al D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 2, comma 2, lett. a) e b) gli organi di polizia stradale possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

I medesimi dispositivi possono essere altresì utilizzati o installati sulle strade di cui al citato D.Lgs., art. 2, comma 2, lett. c) e d), ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto.

Dal combinato disposto delle due disposizioni, si evince quindi che i “motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata” – che per le “autostrade o strade extraurbane principali sono direttamente evincibili, in base alla previsione di legge, dalle caratteristiche del tratto stradale – non possono non essere desunti, negli altri casi, che dal decreto prefettizio, cui è rimesso il compito ciA individuare i tratti ammissibili “tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati” (art. 4, comma 2).

E’ quindi necessario, a pena di nullità della sanzione, che il soggetto sanzionato possa rinvenire gli estremi del decreto prefettizio nel corpo del verbale (Cass. 24214/2018), poichè solo in tal modo gli è assicurata la conoscenza dei “motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata” (art. 201 cit.).

E’ quindi accolto l’unico motivo di ricorso.

La sentenza impugnata è cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio della causa al tribunale di Oristano, in persona di altro Giudice, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie l’unico motivo di ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa al Tribunale di Oristano, in persona di altro Giudice, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione Seconda civile, il 16 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 5 novembre 2020

 

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